Translate

giovedì 1 novembre 2012

Bill Laswell: Means of deliverance


Means of DeliveranceL'attacco di basso di James Jamerson nella "My girl" dei Temptations fu l'atto primordiale dell'emancipazione del basso elettrico dal contesto della funzione di solo sostegno alle composizioni. In quegli anni, invero Jamerson si imporrà per aver creato dei "semplici" giri del suo strumento che sono costruiti anche per dare ai brani il solco entro il quale svilupparsi (si pensi a Marvin Gaye e alla sua "I heard through the grapevine" o a "Reach out I'll be there" dei Four Tops, che penso siano le sue creazioni migliori); quella semplicità fu di un'influenza incredibile su tutte le generazioni di bassisti successive, sia quelli di formazione rock sia quelli jazz: se da una parte il bassista rock porta dietro questa nuova funzione di sostegno, quello jazz si porta dietro anche il background di Mingus e dei contrabbassisti di estrazione classica alla Holland. Si forma quindi una nuova tipologia di bassista, quello elettrico jazz-rock che scava da entrambe le provenienze per costituire un prodotto nuovo: tra questi è impensabile dimenticare Jaco Pastorius, forse il più originale di tutti, che era riuscito addirittura a raggiungere una forma-dialogo, con evoluzioni tra cieli trasognati e discorsi riflessivi; Pastorius, assieme a qualcun'altro (Miroslav Vitous, Chris Wood) dovevano condividere le evoluzioni "buone" del modo di suonare il basso elettrico con quelle più  "funk" e concrete, tendenti a dimostrare la potenza dello strumento: tra i migliori interpreti di quest'ultima estetica, vanno menzionati Stanley Clarke, il pirotecnico Marcus Miller, che forgiava uno stile riconoscibile strappando meravigliosamente le corde del suo strumento, Louis Johnson nel periodo caldo di Michael Jackson. Alla fine degli ottanta, in particolare, la downtown newyorchese di stampo rock (Talking Heads in primis) si sta segnalando proprio sul versante della ritmica, facendo ricorsi a percussioni e bassi incandescenti: è in questa nevrotica situazione che nasce la figura di Bill Laswell che con "Memory Serves" e i suoi Material tutte stelle del jazz (George Lewis, Henry Threadgill, Fred Frith, Billy Bang, Sonny Sharrock) incarna un'ulteriore versione di bassista da "avanguardia", basata su potenza e dissonanza sonora. E' un disco importante quello, sia che lo si veda dal lato della musica nera, sia per altri aspetti; se con Laswell si viene condotti in maniera intelligente verso i nuovi meandri della dance (ambient house, hip-hop, dub) è anche vero che la formula è così ampia da racchiudere al suo interno anche l'evidente passione che il bassista americano nutre per il jazz e la world music. Ne fuoriesce quindi un sound che incorpora tutte queste influenze, che è sicuramente potenza (Laswell suonerà spesso il basso a 8 corde), ma anche voglia di trovare aspetti non consueti. Ne sono testimonianze la "Rockit" in "Future Shock" di Herbie Hancock*, tutte le esperienze cercate nei rivoli della musica dance (soprattutto il dub) in una miriade di formazioni, la produzione di molti progetti ed artisti "world"**, e la lunga parentesi agrodolce verso l'ambient music (Terre Thaemlitz, Pete Namlook) che influirà parzialmente anche sulla produzione in solo. 
"Means of deliverance" è il terzo album in cui Laswell suona in solitudine, con un basso appositamente studiato per lui (chiamato The Warwick Alien) e alcuni effetti multipista, staccandosi piuttosto nettamente dai due volumi pubblicati a dieci anni di distanza l'uno dall'altro dalla Tzadik (gli "Invisible Design"), che erano alla ricerca piena di sonicità. Stavolta il tentativo è quello di rendere lirico lo strumento tenendo presente alcuni punti fermi della sua formazione musicale e che si trovano nell'inconscio minimalista delle trame e nella scrittura aperta e tesa al sostegno della musica del mondo.

Discografia consigliata:
-Material, Memory serves, Celluloid 1981
-Massacre, con Fred Frith, Killing Time, Celluloid 1982
-Baseline, Celluloid 1983
-Future shock, with H. Hancock, Columbia 1983
-Last Exit, Enemy 1986
-Hear no evil, Virgin 1988
-Asian Games, con Y. Yamashita e R. Sakamoto, Verve 1988
-Low life, con P. Brotzmann, Celluloid 1989
-Praxis, Trasmutation, Axiom 1992
-Axiom Ambient, Lost in the translation, 1994
-Divination, Akasha, Subharmonic 1995
-Possession+African Dub, Off wordl one, Submeta 1996
-City of light, Subrosa 1997
-Invisible design, Tzadik 1999
-Dub chamber 3, con N.Petter Molvaer, C. Taborn, N. Skopelitis, K.Khale, Jah Wobble, Roir 2000
-Tabla beat Science, con Z. Hussein, T. Gurtu, K. Khale, Tala Matrix, 2001
-Radioaxiom, A dub transmission, Axiom 2001
-Invisible design II, Tzadik 2009
-Blixt, Cuneiform 2011

Note:
*Rockit è considerata cruciale per il pieno sviluppo dell'hip-hop e dei turntablism (per lo scratching utilizzato)
**si va dal Gambia al Marocco, dall'Egitto all'India, dagli Urali al Giappone (vedi anche mio post su Akira Sakata). Il matrimonio con la cantante etiope Ejigayehu Shibabaw (chiamata anche Gigi), è stato ulteriore stimolo per fondare nel 2010 un nuovo studio di registrazione ad Addis Abeba (l'etichetta M.O.D. Technologies) e sostenere tutta una serie di musicisti dalle provenienze musicali più disparate. (vedi anche mio post sulla musica Etiope).



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.