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sabato 20 ottobre 2012

Strane ripartenze nella storia del rock




Uno degli episodi più trascurati nella storia del rock ma pieno di significati (forse anche sconfinanti nell'esoterico) riguarda quella strana storia verificate in poche occasioni, di come un gruppo rock possa fare fortuna improvvisamente in modo inspiegabile: il riferimento è a due famosi gruppi inglesi, i Genesis e i Supertramp, entrambi classificati come bands progressive, i cui esordi discografici spingono alla riflessione e ad una serie di considerazioni critiche. Come la storia insegna il primo album dei Genesis viene pubblicato nel 1969 da Peter Gabriel, Antony Banks e soci quando questi avevano un'età compresa tra 16 e 18 anni: le canzoni sono pop, con risvolti folk e blues e con un'arrangiamento di archi dei peggiori possibili. Quell'album esibiva una copertina molto semplice già in linea con la tendenza trasformista di Peter Gabriel con la testa che viene incorniciata da un ipotetico e bizzarro disegno che dovrebbe riferirsi ad un fiore; questo album (di cui possiedo il vecchio vinile originale della Decca che è diventata roba da museo a cifre interessanti), ha una similitudine di genere incredibile nel disegno che appare sulla copertina di "Supertramp" del 1970, sebbene il volto è caricaturale: anche qui musica acerba, insufficiente per mirare a vette di conquista, tanto più se si pensa che i Supertramp avevano avuto una sponsorizzazione privata, che si ritirerà per debiti dall'avventura finanziata appena prima che il gruppo decolli. 


Di questi due albums non ha mai parlato nessuno in forma estesa (ricordo solo un articolo di Enrico Sisti su Rockstar tanti anni fa sul primo album dei Genesis), sebbene a livello artistico erano due ottimi propositi: "From Genesis to Revelation" era pieno di citazioni letterarie e bibliche, "Supertramp" conteneva le canzoni più serie di tutta la carriera del gruppo, eppure furono dei flop incredibili sotto tutti i punti di vista; ma la cosa strana è che essi dipingono un candido "carattere", spesso sommessamente a servizio della musica, che sembra non avere nessun riscontro in quello che sarà la carriera e il successo dei due gruppi nel futuro. Per ironia della sorte quegli insuccessi si trasformarono come dei boomerangs in favore delle loro carriere: "Trespass" il secondo disco dei Genesis, li proietta già nell'olimpo facendoli sembrare un'altro gruppo, ma sono passati solo due anni dalla pubblicazione di "From Genesis to revelation", "Crime of the century" dei Supertramp è già un disco che sembra spersonalizzato se rapportato a "Supertramp" del 1970 (sono passati solo quattro anni), ma per la totalità della critica siamo di fronte ad un altro gruppo rock; quelle facce in petali delle copertine, così tanto fuori moda (al punto per esempio che la ristampa in compact disc di "From Genesis to revelation" ha fatto scomparire quel disegno arcano di Gabriel in copertina), sembrano profetiche; nonostante la voglia di dimenticare quei dischi, essi sembrano immolarsi per costruire il successo dei gruppi. E se ci pensate bene vi sono anche un paio di brani che potrebbero essere dei traits-des-unions: i caratteri somatici dei 12 minuti di "Try again" in "Supertramp" vi possono tranquillare guidare nella maturità di "Child of vision" su "Breakfast in America", così come il romanticismo quasi classico di  "Where the sour turns to sweet"  vi può portare sulle note di "I know what I like" su "Selling England by the pound". C'è anche chi ritiene che quelle due sorgenti sonore siano le cose migliori che i due gruppi abbiano mai realizzato, lontane dal clamore di registrazioni che dovevano dare un senso all'audience. Ognuno può stare sulle posizioni che vuole, certo è che quelle immagini così perse nel tempo delle copertine, che sembra di essere di fronte a degli amuleti preziosi, lasciano una traccia nelle nostre sensazioni; sono dei segnali premonitori che imponevano nella storia del rock un'estetica rinnovata; tra queste vi era la lunghezza dilatata del brano pop che nel progressive era cosa nota solo a pochi gruppi in Inghilterra tra cui i Traffic che condividevano con i primi Supertramp delle buone somiglianze in termini di stile; oppure il tema o il programma nella musica così come era stato fatto nella musica classica romantica che sosteneva le brevi songs del primo vagito Genesis. Eravamo già di fronte a dei fiori irradiati da un "Silent sun".

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