Translate

venerdì 5 ottobre 2012

Il vero respiro del Mediterraneo: le nuove raccolte di Giuseppe Perna


Molti pianisti hanno subìto il fascino delle proprie origini culturali. Negli ultimi vent'anni la riconsiderazione dei rapporti tra Oriente ed Occidente ha sollecitato produttori e maestranze interessate a promuovere molti progetti di musicisti che si trovavano lungo quella sorta di elle allo specchio, che va dal Marocco al Medio Oriente e poi risale su nell'Europa fino ad arrivare alle etnie russe (vedi lo stuolo dei pianisti Ecm). Ma pochissimi hanno preso in considerazione le derivazioni più antiche che vedono coinvolta tutta l'area del mediterraneo nella modalità di tipo orientale: in questo senso il pianista Giuseppe Perna è un'oasi in un deserto. I suoi due ultimi cds in piano solo appena pubblicati ripercorrono questo connubio "virtuoso" tra l'espressione classica così come l'abbiamo conosciuta dal romanticismo fino all'impressionismo di Debussy e le teorie delle relazioni armoniche utilizzabili attraverso le scale modali. Ma è un percorso fatto di originalità che pur avendo nei soliti personaggi di riferimento il substrato stilistico temporale, fugge da qualsiasi reiterazione poichè affronta in maniera approfondita la modalità come frutto non solo di una preparazione artistica specifica (che in questo blog state ormai conoscendo tramite i suoi articoli), ma anche di una sentita compenetrazione agli oggetti sottointesi delle composizioni. 
"Taormina" è l'esempio più maturo del Perna-oriented, che per la prima volta affronta il formato "rischioso" della lunga durata dei brani. Le ombre pensose del "Il fuoco dell'Etna" si alternano con le melodiche aperture alla bellezza di "Canto della Sicilia"; "La Valle dell'Agrò" stabilisce un nuovo contatto tra l'antica storia occidentale ed il misticismo di stampo orientale, uno splendido brano che è suonato tutto in piena avanscoperta delle possibilità armoniche tratte dall'improvvisazione modale, così come in "Canto per Francesca Martinez Paris" si coglie anche un senso completo della drammaticità nello sviluppo della composizione. "Canto per Taormina" ammette, di fianco al dubbio e al mistero che costituisce il leit-motiv del brano, delle splendide oasi armonico-strumentali: un contrasto retto in maniera personalissima, meravigliosamente impreziosito dal rallentamento saltuario dei tempi.

"The other side of jazz" ha una maggiore apertura verso le improvvisazioni di Jarrett-iana memoria, dove prevale il senso della classicità della composizione ed una presenza indiretta e leggera di temi minimali alla Satie. "Melissa" (a cui Giuseppe è affezionato) ha una melodia vincente che rispetta le sue caratteristiche, così come "Doubt" ripropone quelle improvvisazioni "melodiche" con colorazioni di tono che non ti aspetti in una composizione votata alla modalità. "Memories" ricalca schemi che potrebbero appartenere agli schemi del filone "modern-classical" di recente esportazione, ma anche qui l'episodio presenta una tale serietà e variazione "emotiva" che faccio fatica a trovare del materiale simile in Italia. "Dream State" vi riporterà in un onirico stato d'ascolto utile per capitalizzare i cambiamenti spirituali dell'uomo e la vacuità di molti modelli comportamentali moderni ampiamente riconosciuti ed è anche il brano più vicino a quel jazz che nella sua interpretazione si avvicina a qualcosa che è più spirito di libertà e ricerca della bellezza, e meno dipendenza dai modelli afroamericani.

Per finire ricordo che i due cds sono acquistabili direttamente per il download su ITunes, mentre chi volesse acquistare i cds può rivolgersi alla e-mail del musicista na.pe54@yahoo.it., che provvederà a fornirvi tutte le informazioni necessarie.



Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.