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mercoledì 26 settembre 2012

Simon Holt

 

 Come risaputo la musica contemporanea in Inghilterra costituisce uno dei poli principali dell'audience mondiale: una fertile scuola di compositori (giovani e meno giovani) che si distinguono per l'ottenimento di nuove commissioni e che ruotano intorno all'etichetta discografica della NMC Records (orgogliosamente di patria). I compositori di rango (spesso gli ispiratori) nonchè gli insegnanti di questa folta schiera di adepti sono da ricercarsi nelle personalità seriali di Birthwistle e Maxwell Davies, tra cui un posto non secondario occupano le teorie applicative di Cage e di una parte della scuola francese (quella di Messiaen). 
Simon Holt, 58 anni, compositore di Bolton, viene ritenuto da molti di questi giovani compositori una delle maggiori fonti d'ispirazione; personaggio pressochè conosciuto solo negli ambienti "contemporanei", Holt ha maturato un personale stile di mediazione tra le intuizioni che Debussy aveva maturato nel costruire un vero linguaggio descrittivo degli stati di sospensione e di compenetrazione del testo, tra la modernità seriale (tra Inghilterra e Francia storica) e le applicazioni del silenzio fatte da Cage e soprattutto Feldman. Holt ha pubblicato 3 cds per la NMC R. che raccolgono buona parte della sua produzione, ospitando al loro interno alcune delle composizioni più amate e "suonate" dalle nuove generazioni nei concerti o negli stages a vario titolo. 
Se è vero che come tanti compositori Holt pesca in un substrato "contemporaneo" che sembra non presentare caratteri di novità, è anche vero che lo stesso fornisce con i suoi abbinamenti una particolare condizione di espressività. Il riferimento quasi costante è a poeti e pittori, e a circostanze che sembrano essere giudicate "secondarie" per il mondo (matador di corride, uccisioni silenziose, spie russe, indigeni timorosi del fuoco, etc.);  il tutto viene svolto secondo una tecnica evidentemente narrativa che tende a sottolineare luci ed ombre dei concetti o delle situazioni, ma lo fa con una carica mista tra grazia e rabbia che gli è unica. I pianisti che lo eseguono devono avere una grossa mano destra causa il lavoro da fare allo spartito, poichè da lì si sviluppa l'ambientazione della trama (che si preoccupa di fornire in divenire il carattere "misterioso" della composizione); la sinistra invece scandisce la voce dei personaggi che raccontano. Holt mette assieme l'essenza di alcuni grandi compositori del passato: l'introspezione di Debussy, la forza e il carattere musicale di Cowell (specie nei clusters), i silenzi costruiti in tecniche "minimali" alla maniera di Feldman. Sorretto dall'ispirazione del tema, Holt nei suoi "books" dà vita ad un percorso musicale intricato che ha un taglio quasi "giornalistico" (per usare un termine appropriato), che si fa scudo delle note musicali per denunciare i sentimenti reconditi dell'uomo che narra, facendo risaltare l'aspetto timbrico in modo da dare un'idea consapevole delle vicende .....le sue "denunce", che idealmente si svolgono tra le ultime ore della notte e le prime del mattino, immortalano quel passaggio che va dalla sorpresa di dover affrontare e descrivere un evento scatenante, alla consapevolezza che lo stesso si  è dimenticato qualche ora dopo.

Discografia consigliata:

-....Era madrudaga,  Nmc 1993
-Boots of lead - Feet of clay, Nmc 2001
-A book of colours, Nmc 2009

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