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martedì 18 settembre 2012

Nuove prospettive sui rapporti tra musica e pittura: il progetto di Luca Perciballi e Mattia Scappini







Gli impressionisti crearono una loro filosofia pittorica sulle macchie di colore e sebbene il relativo impressionismo musicale sembrava non ne volesse far menzione, la riproduzione in musica fatta grazie all'uso di taluni accorgimenti sulle scale, riportava di fatto quella situazione. L'incontro tra musica e pittura può quindi dirsi aperto ufficialmente nell'epoca di Debussy. Tuttavia non si prendevano in considerazione le capacità dei due campi dell'arte di potersi mettere in relazione tra loro in maniera più profonda e dinamica per costruire "equivalenti" e "similitudini" che era difficile immaginare dati i diversi rapporti spazio-temporali che le due discipline percorrevano.
Nel 1909 il compositore russo Aleksandr Skrjabin, nel suo poema sinfonico "Prometeo", scrisse una partitura in cui le note dovevano corrispondere a luci colorate. Fino ad allora nessuno aveva tentato di mettere in parallelo l'arte della musica con quella della pittura in maniera specifica. Nel Promoteo op. 60 si creava quella corrispondenza tra note e colori che permetteva ad esse di abbinarsi per realizzare una sintesa cosmica di suoni e luci. La sinestesia accompagnava un sottinteso ragionamento di ricerca della bellezza nelle cose del mondo, poichè questa corrispondenza era espressione di un sentimento che poteva manifestarsi con una certa regolarità: il rosso (il do) doveva esprimere l'essere e la materialità (intesa in senso negativo), il giallo (il re) ridonava all'uomo la sua dignità morale, il verde (il La) era il sintomo della confusione, etc. Questa propensione alla capacità di formare delle immagini luminosi attraverso le note musicali fu utile anche a Schoenberg quando dovette comporre nel 1909 l'opera Die glückliche Hand (La mano felice); gli spartiti riportavano indicazioni precise di colori, dove però l'austriaco non dava peso alle intensità, quanto all'altezza dei suoni; tutto rientrava nell'idea (che era anche di Wagner) della creazione di un'opera che abbracciasse l'arte nella sua interezza.
Su questo terreno di discussione in divenire, basilare fu il lavoro di Wassily Kandinsky che, nel suo famoso Lo spirituale nell'arte, costruisce la prima vera teoria dell'armonia nella pittura, analizzando le sensazioni ottiche ed emotive degli spettatori alle prese con un dipinto. Se è vero che i suoni toccano l'anima, perchè non dovrebbe essere vero lo stesso per i colori? L'approccio a ben vedere, comunque rimaneva ingabbiato nella filosofia sinesteta che, a dire il vero, molti percepivano come una via di mezzo tra realtà e l'utopia; oggi le teorie di Kandinsky sono ancora un banco di osservazione nonostante siano state sviscerate da molti autori (anche contemporanei) che hanno cercato di approfondire le sue teorie spesso proponendo un lavoro di ridefinizione degli accoppiamenti, stabilendo di fianco ad ogni colore e al suo corrispondente effetto-umore, un "equivalente strumentale" quando possibile: ad esempio per il verde esprimente il senso della pace e del riposo sarebbero equivalenti i suoni di violino nel registro medio; così come per l'arancione esprimente un uomo convinto delle proprie forze l'equivalente sarebbero le campane dell'Angelus o una viola forte che intona un Largo; mentre per colori come il grigio esprimente immobilità, rigidità senza speranza, non sarebbe possibile nessun equivalente strumentale.
I rapporti tra musica e pittura ebbero un nuovo scossone con la modernità derivante dalla corrente dell'"Abstract Expressionism": ne nacque un movimento che basava sul processo creativo dell'artista le sue fondamenta per arrivare ad una sinergia musicale: si stabiliva una sorta di collegamento tra capacità creative materializzate nelle gesta del pittore e quelle profuse dal musicista che improvvisa: stessi procedimenti e risultati diametralmente identici. Tornando a Kandinsky, è da notare comunque che una particolare differenziazione fu offerta dal pittore Paul Klee convinto che il terreno comune tra le due arti risiedesse nella struttura e nella tonalità: mentre Kandinsky aveva costruito corrispondenze "simboliche" o "tonali" tra i colori (astratti) e i suoni, Klee utilizza le strutture della musica per dare un senso alla realtà pittorica: nel suo famoso quadro Fugue in Red (nella foto in alto) ad esempio il nostro occhio percepisce varie tonalità di rosso affiancate e combinate l'una di fianco all'altra; il significato della gradazione del rosso è che ci troviamo di fronte ad una serie di toni ascendenti dove la diversa misura o il diverso dispiegamento misura il ritmo della composizione.
E' sulla base di questi principi che si basa anche il progetto di due giovani artisti italiani, il chitarrista Luca Perciballi e il painter Mattia Scappini, chiamato "Fragile", in cui si stabiliscono le relazioni funzionali di Klee. L'attività di live paintings non è certamente una novità, ma devo dire che sono stato affascinato da questo progetto che mi fu presentato qualche mese fa, proprio per lo spessore musicale e culturale che lo distingue da tanto live paintings oggi comunemente di prassi nell'incrocio delle arti. (talvolta anche con aggiunta della danza).
Perciballi integra l'improvvisazione alla chitarra con live electronics, mentre Scappini disegna delle forme dense che giocano su chiaroscuri dinamicamenti modificati durante il brano; il lavoro tra i due è costruito in perfetta interazione: si stabiliscono dei codici di approccio tra il musicista ed il pittore che si svolgono sul piano della composizione/improvvisazione. Quindi diversità rispetto a modalità sinestetiche così come a corrispondenze vicine all'arte astratta di Pollock; se Klee è l'idea di partenza per costruire il linguaggio tra i due artisti nei suoi procedimenti deduttivi, qui i contenuti sono modificati per dar posto anche agli insegnamenti che Perciballi ha acquisito dalla frequentazione dei metodi di improvvisazioni di Butch Morris (il jazzista/compositore creatore delle Conduction, ossia di quelle improvvisazioni fornite dal direttore d'orchestra ai suoi musicisti con gesti interpretabili) e al lavoro illusorio effettuato da Scappini, memore di esperienze pittoriche moderne sul contrasto del bianco/nero e di una generale ispirazione che rimanda alla Diagonal Symphony di Viking Eggeling.
I due dialogano sugli elementi basilari della musica: il ritmo, la densità delle note, la loro lunghezza o il timbro. La chitarra di Perciballi, che ricorda in modo molto personale le chitarre d'avanguardia "downtown" newyorchesi, offre di fianco a dei regolari effetti elettronici, assoli che scandiscono il progetto e permettono a Scappini di riempire le sue prospettive. Se notevole è l'apporto sonoro fornito dal chitarrista modenese, non meno affascinante è l'apporto pittorico/visivo di Scappini, che, riflesso in uno schermo, costruisce i suoi "solidi" operando quello che in pittura si può definire come inganno visivo illusorio, poichè dopo aver coperto inizialmente il suo disegno nell'oscurità (utilizzando regole di simmetria prospettica) ne dà nuove prospettive, creando in maniera dinamica nuovi campi ottici, sovrapponendo la tonalità chiara e quindi fornendo allo spettatore nuovi aspetti che gli fanno cambiare idea sulla completezza del disegno. I due, quindi, improvvisano nel proprio àmbito artistico, senza sovrapposizioni, lanciandosi dei segnali utili per realizzare corrispondenze condivisibili.
Come mi ha spiegato Luca in un esempio, se egli lavora ".....sul ritmo della musica escludendo ogni parametro timbrico, armonico o melodico, il suo gesto ritmico ha come equivalente la costruzione di un solido utilizzando il tempo di esecuzione del tratto come agente nello spazio (gesto ritmico) oppure saturazione ritmica dello spazio (un'alternanza di pieni e vuoti  crea ritmo su di una pagina); le note lunghe possono corrispondere alle linee rette della pittura; oppure melodie evidenti o non astratte, hanno una corrispondenza in un'attitudine pittorica più figurativa.....".
Perciballi e Scappini, che per il momento hanno pubblicizzato il loro progetto tramite esibizioni dal vivo (tra cui importante è la partecipazione a ParmaFrontiere) pubblicheranno un dvd a brevissimo chiamato "Birth of a square", in cui verrà capitalizzata la loro esperienza e che costituirà il complemento definitivo ai demos che attualmente sono reperibili sulla rete youtube*. Sarà mia premura, con un link visibile nel blog, fornire la notizia della sua pubblicazione.

*questi i link: Fragile promo long -  Fragile Whales -  Fragile Broken Rhythm -  Fragile Notturno



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