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mercoledì 12 settembre 2012

Elettronica ed elettroacustica nei paesi nordici




EMS control center La difficoltà di inserimento della musica elettronica nell'àmbito di quella di derivazione classica fu un problema che anche nei paesi scandinavi ebbe la sua influenza: se il modernismo di quei tempi basato essenzialmente sulla scrittura seriale era un dogma difficilmente estirpabile, è anche vero che le maestranze si disinteressavano di fenomeni musicali che avevano carattere di sperimentazione e che potevano interessare in maniera marginale il pubblico. Col tempo questa impostazione si è fortunatamente indebolita dando vita non solo a grossi centri di studio in concomitanza con quelli europei e statunitensi, ma fornendo alle nuove generazioni mezzi e possibilità di approfondimento della scrittura che proprio nei paesi scandinavi hanno avuto più rilievo, fatto salvo ad un certo punto l'interessamento maggiore delle strutture pubbliche.
In questo piccolo spazio di ricordi si segnalano personaggi nella maggior parte dei casi sconosciuti, compositori che spesso vengono ricordati per il loro versante strumentale (poichè molti di essi non erano specializzati solo nell'elettronica) ma che andrebbero rivalutati in base ai contributi apportati non meno distanti da quelli dei compositori blasonati di Colonia o Parigi. Inutile dire che la produzione discografica al riguardo è deficitaria, sebbene alcune etichette discografiche si stiano impegnando per favorire un risveglio di questo ramo contemporaneo della musica che è ormai bagaglio formativo quasi costante di ogni giovane compositore.


Svezia
In Svezia uno dei primi ad usare l'elettronica fu Rune Lindblad (1923-1991), che nel 1953 registrò "Party", un'esperimento registrato durante una festa in cui nelle varie stanze furono piazzate delle radio che azionate dalla volontà degli ospiti si sovrapponevano ai rumori della festa; le radio mandavano frammenti di programmi europei. In realtà il pioniere riconosciuto del paese fu Bengt Hambraeus (1928-2000) soprattutto per due pezzi famosi:  "Doppelrohr II" (1955) e "Constellations II" (1959) che aderivano ai pensieri di Stockhausen in merito all'uso "spaziale" dei suoni; questi dimenticati compositori usavano mezzi primordiali come i generatori ad onda, oscillatori di frequenza, registratori con manipolazione diretta della velocità o dei timbri nel rispetto dello stile di Colonia.
Karl-Binger Blomdhal (1916-1968) e soprattutto il norvegese Knut Wiggen (1927) durante gli anni sessanta furono i promotori di un allargamento della conoscenza dell'elettronica tramite i media: fu grazie a loro che finalmente venne aperto l'EMS (Elektron Music Studion) a Stoccolma, il quale dopo pochi anni acquisì un livello di attrezzature tali da farlo diventare il principale studio di registrazione al mondo. Inoltre uno dei modi per pubblicizzare la propria attività fu la creazione di una casa discografica a  Stoccolma, la Fylkingen Records, tuttora attiva. Wiggen è ricordato per il suo programma di composizione a box, nonchè per le sue idee nel campo della tecnica digitale.
Gli svedesi si specializzeranno comunque sul text sound: focalizzato sulla voce umana e le sue possibili estensioni,  Ake Hodell (1919-2000) in pieno stile Fluxus registrerà "Mr.Smith in Rhodesia" in cui sovrappone una massima di bambini, quelle di uno speaker e un cane che abbaia, dove alla fine Mr. Smith passa dal padrone riverito all'assassino; il brano poi incorpora anche voci world nell'incipit che politicamente rivendicava l'indipendenza degli africani.
Lars Gunnar Bodin (1935) scrisse musica elettroacustica (tra cui "Traces I") e musica multimediale utilizzando nella composizione nastri che usavano testi verbali. In "Clouds" del '72 Bodin sviluppò una forma di teatro musicale avanzato in cui affiancava alle sue piste di elettronica, anche ballerini, due cantanti soprano e mezzosoprano, un sax alto e proiezioni di diapositive e sketches di films su più schermi. Bodin fu anche il primo docente del nuovo studio completato nel Royal college of Music di Stoccolma. Subito dopo di lui, lo studio fu guidato da Par Lindgren, che riuscì ad ottenere tecnologie avanzate e nuovi impianti; comunque sembra che in quegli anni lo sviluppo degli studi in Svezia cominci ad essere recepito non solo dagli addetti ai lavori ma diventi terreno fertile anche per i musicisti che navigavano al di fuori dei confini dell'elettronica, soprattutto suscitando interesse nei musicisti di rock. Non solo, ma se da Lindblad a Lindgren i compositori si dividevano alla composizione tra musica strumentale ed elettronica/concreta, da quel punto in poi cominiciarono a stabilirsi i primi compositori elettroacustici nettamente specializzati: Tamas Ungvary (1936), Akos Rozmann (1939-2005), Tommy Zwedberg (1946). A Jan W. Morthenson (1940) viene dato l'onore di essere stato il pioniere della computer music in Svezia.  Oltre alle tecniche granulari, la caratteristica principale dei compositori è quella di fornire nuove vie alla composizione che tendano invece che ad un'utilizzo sonico dello spettro, ad una riproduzione quanto più fedele della strumentazione d'orchestra organizzata quasi totalmente dal computer. Modelli di aggancio stilistico con il rock di stampo elettronico possono essere visti nei lavori di compositori elettroacustici come Ake Parmerud (1953), Anders Blomqvist (1956) oltre che con Zwedberg e Lindgren.

Finlandia
Il pionere della musica elettroacustica in Finlandia fu Osmo Lindeman (1929-1987). Nato come compositore con il linguaggio del modernismo fu nel 1969, il lavoro con cui si fece conoscere fu Ritual nel 1972. Tra i compositori votati alla musica elettroacustica abbiamo Otto Romanowski (1952), specializzato nel computer che in "Vocalise" del 76, mette assieme generatori casuali e seconda sinfonia di Sibelius, Jukka Ruohomaki (1947), con lavori influenzati da Xenakis, descritti come lirici e sofficemente sonori, di cui il lavoro più importante è "Pisces" e Patrick Kosk (1951), che memore della lezione di Russolo, sviluppa la musica concreta e la passione per le arti visuali.
Tra gli altri ancora Antero Honkanen  (1941), ed una schiera di compositori che combinano tape e musica viva, come Jarmo Sermila (1939), Jukka Tiensu (1948), e Kaija Saariaho (1952). Uno dei più apprezzati è Usko Merilainen (1930-2004), il cui pezzo più famoso è "Suvisoitto" del 79 per flauto e tape, ma susciteranno consensi anche Paavo Heininen (1938) e Magnus Lindberg (1958). Pur non essendo un musicista votato all'elettroacustica, il "Cantus Arcticus" di Raatavaara del '72 diventa il più popolare pezzo finlandese scritto per tape and musicisti (uccelli immortalati su nastro con sfondo di una orchestra neo-romantica). Comunque una delle specialità dei compositori finlandesi è la "radiofonia", mitigata dall'introduzione di elementi che usano il linguaggio umano nella composizione. Pezzi elettroacustici di tutto rilievo sono quelli di Herman Rechberger (1947, Magnus Cordius dell'85), Esa Pekka Salonen (1958-Baalal '82), Magnus Lindberg (Faust,'86), Saariaho (Stilleben '88).

Norvegia
Qui molto limitato è stato l'interesse per l'insegnamento delle tecniche di composizione per la musica elettroacustica che si fossilizzava solo sui benefici che la tecnologia poteva dare alla musica strumentale. I motivi erano sempre quelli: come in Finlandia e forse a differenza della Svezia, l'impulso verso quelle situazioni musicali era minore in quanto non c'erano impianti di produzione professionale: solo nel 1993 la Norvegia cominciò ad avere studi a carattere generale che non fossero quello privati dei compositori.
Le opere migliori nel campo dell'elettroacustica norvegese vanno quindi riviste temporalmente con ritardo rispetto a quelle degli altri paesi limitrofi e possono raggrupparsi nelle opere di compositori come Kåre Kolberg, Bjørn Fongaard, Arne Nordheim, Alfred Janson, Gunnar Berge Sønstevold e Sigurd, che possono annoversi come dei pionieri "minori" in terra norvegese per questo campo. La maggior parte di essi aveva acquisito esperienza all'estero e lo stesso Knut Wiggen (come già detto) profuse il suo impegno in Svezia, impegnandosi comunque dal punto di vista documentale anche per il suo paese d'origine, che lamentava scarsità di finanziamenti per le opere elettroniche ed elettroacustiche. Compositori come John Persen, Tor Halmrast, Kjell Samkopf,  Rolf Wallin e Cecilie Ore sono quelli che hanno avuto una maggiore risonanza artistica anche fuori dalla Norvegia con lavori effettuati dopo gli anni settanta, sebbene pochi di loro abbia composto lavori che siano "puri" dal punto di vista dell'elettroacustica. Le giovani generazioni sembrano allontanarsi da questo spettro di influenze per dirigersi in area che incrociano progetti di altri generi musicali ritenuti più vicini all'audience generale.

Danimarca
Anche qui non ci fu un adeguato interesse come in Svezia; i danesi erano mossi più dall'approfondimento delle tecniche di sperimentazione che operavano nell'àmbito delle arti visuali. Comunque la pionera è: Else Marie Pade (1924), che approfondì la materia del concreto,  mentre valenti compositori del settore sono stati: Jorgen Plaetner (1930-2002), Fuzzy (1939), Ivar Frounberg (1950) e Wayne Siegel (1953).
Va enfatizzato in questo contesto il ruolo del DIEM (The Danish Institute of Electronic Music): diventato sicuramente un centro dedicato alla produzione e all'insegnamento della materia, il DIEM quest'anno ha compiuto 25 anni e la Dacapo Record, già attenta alle istanze del settore con altre pubblicazioni, ha prodotto la compilazione di un cd riepilogativo di questi venticinque anni con brani eseguiti da compositori diversi: opere realizzate dopo il 1987 dalle nuove generazioni.a cui rimando per il necessario approfondimento.

 Discografia consigliata:
Una premessa è necessaria. Quella che vi fornisco è una discografia ideale minima, compilativa, con dischi anche introvabili. Se avete voglia di approfondire vi consiglio di valutare le produzioni discografiche di ogni singolo compositore citato, con particolare riguardo alla possibilità di trovare registrazioni presso etichette discografiche specifiche del posto che abbondano di elettroacustica (parlo della Phono Suecia, della Fylkingen R., Finlandia, Dacapo R., etc.)

Various: Electro-Acoustic Music from Sweden (2cd), Phono Suecia, 2002
Various: Finnish Electro Acoustic, Fennica Nova, LP, 1978
Various: Response: Electronic Music from Norway, Limelight 1970
Electro-acustic music from DIEM, DaCapo 1992
Electronic Music produced at DIEM 1987-2012, Dacapo 2012

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