Translate

giovedì 23 agosto 2012

E' plausibile una seconda modernità musicale?


 Lo sguardo cosmopolita

 E' già da qualche tempo che sta nascendo nel mondo accademico classico una nuova concezione della contemporaneità. Controbilanciando le tante teorie che riflettono l'esaurimento delle tematiche della musica delle avanguardie, la cosiddetta "second modernity" trova differenti motivazioni a suo favore nel ripristino del rapporto che storicamente l'arte ha espresso in simbiosi con il tempo: si tratta di un corpo di teorici ed insegnanti che si trova soprattutto in Germania (tanto che la critica ha parlato di "second school of Darmstadt"), ma che ha punti di appoggio nel resto del mondo; in Germania il più impegnato, oltre al filosofo Harry Lehmann, è il compositore Claus-Steffen Mahnkopf il quale ha approfondito la teoria coinvolgendo (anche a loro insaputa) una serie di compositori rientranti in questo apparente e recente movimento artistico: Mark Andrè, Enno Poppe, Wolfram Schurig, Sebastian Claren per l'area tedesca vengono citati assieme ai francesi Brice Pauset e Franck Yeznikian, ai britannici Richard Barrett (che ha stretti legami anche con l'area colta del jazz inglese -Evan Parker in primis-), all'australiana Liza Lim, agli americani Jason Eckardt e Franklin Cox, all'italiano Pierluigi Billone.
Quasi tutti scritturati per etichette discografiche importanti nell'àmbito del mondo contemporaneo, questi compositori si caratterizzerebbero per un nuovo principio estetico apportato nella musica che è sottoinsieme di una più ampia teoria divulgata dal sociologo Ulrich Beck ben sviluppata in numerosi saggi e nel suo "The Cosmopolitan Vision" del 2006, in cui scaturisce l'idea di una società che, vittima dell'impossibilità di poter risolvere i rischi del mondo globalizzato (rischi geografici, ecologici, sociali, etc.) deve necessariamente tentare di controllarli con un approccio riflessivo basato su una nuova forma cosmopolita di regolazione dei rapporti tra gli uomini, che è cosa diversa e susseguente alla globalizzazione economica, e ha a che fare con i diritti dell'uomo e la loro conservazione. Nell'area musicale questo approccio si traduce in una più autentica valorizzazione dei compositori, del loro materiale, che, pur sfruttando le creazioni messe a disposizioni dalla storia, viene presentato come scevro da qualunque falsità concettuale; è chiaro quindi che dal punto di vista musicale non si è presenti ad una nuova era, ma piuttosto siamo di fronte ad una nuova estetica. Questi compositori utilizzano gli usuali mezzi di comunicazione musicale di Lachenmann, Ligeti, Xenakis, Nono, etc. su quali interviene un lavoro quasi inumano di moltiplicazione della complessità della partitura figlia di Ferneyhough: una sorta di elevazione a potenza dei concetti contemporanei (alea, spettro, uso del silenzio, tessitura frammentata, processi stocastici, elettronica live, etc.) dove venga preservata l'integrità professionale e morale del compositore. 
Quella di una "seconda modernità" è una prospettiva affascinante da inquadrare comunque nell'area dei sentimenti umani e delle emozioni/coinvolgimenti susseguenti all'ascolto: gran parte di queste operazioni subdolamente moderne potrebbero rappresentare dei grandi scogli "tecnici" che meriterebbero di essere valutati caso per caso secondo i normali criteri che sono l'essenza della valutazione nella natura umana; la musica (dopo aver superato la barriera del linguaggio creativo) deve comunque dare delle risposte sul piano del coinvolgimento emotivo, cercando di raggiungere un punto di equilibrio tra l'importanza dell'idea creativa (l'innovazione che sconvolge la mente) e il cuore. Solo così potrà garantirsi un futuro vero.

Per un approfondimento dei temi: 
-Ulrich Bech, varie pubblicazioni e il suo "The cosmopolitan vision(versione italiana, Carocci 2006) 
-Mahnkopf, -Musical-Modernity.-From-Classical-Modernity-up-to-the-Second-Modernity--Provisional-Considerations (inglese)
-Lehmann, Avant-garde today, (inglese) dal suo sito

Discografia consigliata:
-Claus-Steffen Mahnkopf, varie composizioni, Wergo
-Mark Andrè, durch ...zu... ...in ...als...II, Kairos
-Enno Poppe, Interzone, Kairos
-Richard Barrett, Transmission, Nmc
-Brice Pauset, Prèludes, Aeon
-Liza Lim, The heart's ear, Hat Art
-Jason Eckardt, Out of chaos, Mode
-Pierluigi Billone, Me A An - Iti Ke Mi, Stradivarius


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.