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domenica 13 maggio 2012

Romantic piano concerto vol. 56 e vol. 57: Kalkbrenner e Wiklund

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Due nuovi volumi per il concerto per piano della Hyperion: uno è dedicato a Kalkbrenner con il completamento dei concerti n. 2 e n. 3, dopo che con il volume 41 della serie si era provveduto alla pubblicazione del primo e quarto concerto; l'altro, n. 57, è invece dedicato allo svedese Adolf Wiklund con la riproposizione dei suoi due concerti più il Konsertstycke del 1902. Mentre per Karlbrenner si tratta di una world première discografica, i concerti di Wiklund erano stati già registrati per l'etichetta locale Musica Svecia (distribuita dalla Caprice) nel 2002. 
Di Kalkbrenner si è discusso molto, poichè se indubbiamente può considerarsi uno dei più efficaci "formatori" di tecnica pianistica, dall'altra è anche vero che il suo legame stilistico a cavallo tra il periodo classicista e quello romantico non gli è stato utile per accattivarsi giudizi eclatanti: in realtà forse il tedesco non può essere addossato di colpe che vanno oltre il fatto di essere vissuto in quegli anni di transizione. La sua tecnica dominò i pensieri di Chopin e Clara Schumann e i suoi concerti ne contengono la traccia, specie il concerto n. 3 di questa raccolta: certo se passiamo dalla tecnica alla "profondità" della composizione un orecchio esperto ne capta la differenza, ma mi sembra ingiusto che ancora oggi se ne bistratta oltremisura la sua coerenza ad un modello. 
Di altra levatura sono i concerti di Wiklund, che raggiungono in questa nuova versione della Helsingborg Symphony Orchestra condotta da Andrew Manze, con al piano il bravissimo Martin Stufalt, la loro definitiva rappresentazione: Wiklund fu un tardo romantico, che viaggiava sulle coordinate di Grieg e del sinfonismo tedesco, di quelli che avevano inglobato a meraviglia gli sviluppi della musica romantica: il suo primo concerto svela una maturità artistica importante, seppure in una veste tradizionale e sfruttata dal punto di vista stilistico, ma è uno splendido aggiornamento della materia; lo svedese fu poi particolarmente apprezzato per i suoi accenti slavi ed impressionistici alla Debussy, questi ultimi piuttosto presenti nel secondo concerto (le note di copertina indicano nel "Pelleas e Melisande" una forte attrazione): quindi un autore con una scrittura forte nei passaggi orchestrali ed essenziale nella struttura al piano, ma come sempre meravigliosamente capace di esprimere quel senso di "decadenza" e "tensione" strumentale, che apparteneva ad uno status piuttosto sviluppato a quei tempi. Se volete completare l'esperienza di ascolto di Wiklund potreste ascoltare l'Integrale delle sue opere al piano e il suo poema sinfonico "Summer nights and sunrise", sebbene penso che il suo picco compositivo risiede in queste registrazioni per piano concerto.


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