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lunedì 7 maggio 2012

Klive: Sweaty Psalms


Sweaty PsalmsEstremamente interessante è questo lavoro dell'islandese Ulfur Hansson, membro dei Jonsi, l'ultima band creata da Jonsi Birgisson, cantante e chitarrista dei Sigur Ros; sotto la denominazione Klive queste registrazioni autoprodotte (che possono essere completamente ascoltate su Bandcamp) pervenute dopo 3 anni dopo alla blasonata etichetta discografica ambient Mille Plateaux di Francoforte (che ha ospitato molti mostri sacri dell'elettronica ambientale), sono un lavoro creativo costruito in maniera trasversale sui generi e sui suoni; nei suoi undici episodi mette assieme basi concrete di suoni, campionamenti mirati, glitch, leggero ambient in drone, ritmi e voci dance, scaglie di tromba jazz.
Se si ascolta tutta la raccolta rispettando l'ordine temporale dei brani, la sensazione è di trovarci di fronte ad una sorta di "ripresa" delle sensazioni di un giro in barca, magari su un lago, con esposizioni di sonorità molto vicine alla concretezza della situazione vissuta (splash acquatici e rumori da porto) che evocano rilassate operazioni di imbarco in una giornata di pallido sole, e che poi continua, forse anche su terra, trasformandosi in scoperta dei luoghi durante il percorso in cui vi è forse anche una piccola radio in sottofondo che suona dance moderna alla Janelle Monae oppure alla Oval maniera; la parte finale sembra rievocare un sottile ambient da ritorno al porto di partenza. La cosa che colpisce di questo progetto è, oltre al connubio dei suoni, la capacità di infiltrazione nella nostra quotidianietà, con riferimenti subdoli ad un benessere temporaneo che sposa in maniera semplice e convicente il materiale di elettronica a disposizione: Hansson usa il monome, un'interfaccia esterna al computer per costruire sequenze e tagli di campioni di suono. Ma soprattutto dimostra come l'elettronica e il glitch possano generare emozioni e sentimenti al pari di un qualsiasi lavoro appartenente ad altro genere musicale. Qualcuno ha parlato di folk ed elettronica, ma è difficile rintracciare  particelle musicali tali da risaltare quel genere (anche in commistione), quello che invece mi sento di poter affermare è che la Mille Plateaux potrebbe ripartire da questi artisti per un rilancio più proficuo della sua immagine e riguadagnare il terreno perduto a favore della concorrenza.

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