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venerdì 18 maggio 2012

Japzitaly: i musicisti giapponesi


Come avrete visto, sulla parte destra in alto dell'home page del blog, ho inserito il banner pubblicitario che si riferisce al concerto di beneficenza in favore delle vittime dello tsunami, manifestazione ideata nel concreto tra musicisti jazz italiani e giapponesi. Il mio articolo sull'improvvisazione jazz giapponese** è stato di buon auspicio e la sua lettura deve aver risvegliato l'orgoglio e l'interesse della stampa e dei musicisti che rappresentano il jazz in quella regione tanto da invogliare  il direttore di Jazz Tokyo Kenny Inaoka a sostenere assieme alle nostre maestranze questo progetto di beneficenza che è anche espressione della migliore cultura dei due paesi. Al riguardo, mi è stato proposto di dare qualche informazione critica sugli esponenti musicali dell'evento, a cui ritengo di dover rispondere anche per contribuire nel mio piccolo, alla buona riuscita dell'operazione di raccolta in favore di coloro che ancora versano in condizione di difficoltà (vi sono intere famiglie decimate e che hanno dovuto spostarsi in altri luoghi di appoggio lontano dai reattori, bambini senza più genitori, etc.) Invito tutti i lettori del blog a sintonizzarsi sull'evento e a prendere in considerazione una eventuale oblazione sebbene so che gli italiani oggi non stanno attraversando un buon momento economico.
Ho suddiviso gli artisti e gli articoli nelle due nazionalità fornendo per ciascuno di essi brevi informazioni. Partiamo dai giapponesi, tenendo presente un principio comune che è quello dello spirito delle loro tradizioni che sono sempre parte della formula musicale (spesso rinvenienti anche dalle copertine degli albums o cds), anche nei contesti più difficili da verificare.
Sadao Watanabe 
E' la presenza più importante del japzitalia: sassofonista pluripremiato, ha attraversato le varie fasi storiche del jazz partecipando a tutte con la sua indubbia bravura tecnica: diviso tra improvvisazione free, il Miles Davis elettrico e la fusion (anche etnica) Watanabe ha avuto un periodo magnifico tra il 1970 e il 1977, in cui ha registrato alcune pietre miliari del jazz nipponico di tutti i tempi. (http://www.sadao.com/)

Akira Sakata 
E' l'energico sassofonista di riferimento dello Yosuke Yamashita Trio dal 1972 al 1979. Sakata è anche ricordato per la sua pluriennale unione con Bill Laswell, sia con i Last Exit sia con un autonoma discografia dove si esalta la tersa struttura delle composizioni che si dividono tra lunghi sprazzi free e invenzioni più riflessive ("Mooko"), con caratteri atmosferici che vedono Laswell talvolta influenzarne i contenuti (vedi "Silent Plankton"). Sakata è ancora oggi sugli scudi e lo dimostrano le collaborazioni con Jim O'Rourke e i Chikamorachi (alla batteria Chris Corsano e il bassista Darin Gray). (http://www.akira-sakata.com/english/)

Nobu Stowe
Pianista al confine tra il free jazz e un certo melodismo memore delle esperienze di Keith Jarrett, vive negli Stati Uniti ma è di origine giapponese: sta costruendo una carriera in continua crescita (vedi la mia recensione/profilo di "Confusion Bleue": http://ettoregarzia.blogspot.it/2010/12/nobu-stowe-confusion-bleue.html) che lo vede alla ricerca di un perfetto equilibrio tra composizione ed improvvisazione jazzistica che approfondisce i rapporti che queste due variabili hanno da sempre avuto nel free jazz e nei suoi sviluppi temporali.(http://cocoprojazz.com/nobustowe.html)

Kiyoto Fujiwara 
Bassista non noto negli Stati Uniti dove ha vissuto per molto tempo, ma straordinariamente considerato in Giappone, con registrazioni purtroppo limitate solo al mercato giapponese. Resta da ascoltarlo nelle pubblicazioni fatte con Thomas Chapin per l'etichetta Arabesque in "You don't know me" e in "Haywire"  inciso per la Knitting Factory.(http://kiyotoclub.com/eng/index.html)
Masa Oya e Hideshi Takatani
Chitarristi di Osaka hanno registrato con il maestro shakuhachi Hozan Yamamoto pubblicando un disco con lui nel 2007 "Day-ginzo". Il progetto che è in corso attualmente è quello del G2us. Anche qui la maggior parte del catalogo discografico è limitata ad etichette indipendenti non export.
Mami Ishizuka 
Pianista costruita sullo standard occidentale ma che condivide progetti di musica tradizionale come in "Round Midnight" per la Zipangu Records nel 2010. (http://www.myspace.com/mamiishizuka)
Tiger Okoshi 
trombettista fusion/mainstream, ha suonato con Gary Burton e con l'orchestra vivente di George Russell. Le sue registrazioni da leader sono versatili e lo vedono da una parte alle prese con una rivisitazione del dixieland di Armstrong e dall'altra con operazioni bost-bop che attingono alla memoria di Kenny Dorham e Freddie Hubbard ("Two sides to every story" JVC 1994, "Color of soil" JVC 1998). (http://tigerokoshi.com/about.cfm)
Akira Onozuka
è un pianista fusion jazz che rifa il verso a Lyle Mays e alle tematiche di Metheny. Ha anche costituito un gruppo chiamato Dimension che suona fusion progressiva. Il suo trio jazz ricorda Jarrett e Makoto Ozone.(http://dimension-tokyo.jp/akiraonline/)
Kizan Dayioshi
suona lo shakuhachi, il caratteristico flauto giapponese e molti estimatori del jazz lo ricorderanno nella conduction n. 28 di Butch Morris. (http://musictown2000.sub.jp/mmn2/people29.htm)
Tetsuo Gyotoku, il calligrafo e filosofo giapponese, sarà lo special guest della manifestazione: la calligrafia in Giappone ha un valore artistico grande quanto la pittura ed è da sempre espressione di uno stato di felicità che ha il pregio di una veloce comunicazione.

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