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sabato 4 febbraio 2012

Mallets e musica classica


Nell'àmbito degli strumenti cosiddetti "mallets" (ossia tutti quelli suonabili con i battenti e quindi vibrafono, xilofono, marimba e glockenspiel) lo xilofono ha rivestito nella musica colta già una piacevola sorpresa nella seconda metà dell'ottocento, periodo in cui i compositori cominciavano a prenderlo quantomento in considerazione. Tuttavia se si eccettua per alcuni come Shostakovich che ne rimase innamorato tanto da riservargli uno spazio più ampio nelle sinfonie 5-6-7 e nel suo concerto per cello, l'importanza dello xilofono venne subito soppiantata dai più innovativi vibrafoni e marimba: ma se nel jazz il vibrafono ha avuto subito un maggior seguito a causa della tipologia di suono emesso, nella classica è accaduto quasi il contrario: se entrambi (vibrafono e marimba) venivano usati nelle orchestre in funzione additiva non ponendoli in primo piano (e per una lista completa degli "estratti" vi consiglio di leggere il libro Modern School for Xilophone, Marimba and Vibraphone di Morris Goldenberg), subito dopo la seconda guerra mondiale, la marimba prese nettamente il sopravvento sul vibrafono e solo recentemente sembra essersi ristabilita una certa parità di interessamento. In verità molti compositori avevano già partiture pubblicate e il sinfonista Paul Creston aveva già organizzato un bellissimo concertino per la marimba nel 1940, ma è solo con il concerto di Milhaud nel 1947 per marimba e vibrafono che si aprì la strada ad un vertiginoso riempimento del repertorio della marimba: in particolare si farà strada una particolare dicotomia dello strumento che vedrà da una parte i compositori cercare soluzioni virtuose in una più ampio e dopotutto "scontato" inserimento nell'orchestra e dall'altra altri che invece cercheranno soluzioni più timbriche in ossequio all'atonalità che assumeranno date le caratteristiche di suono, la funzione di marimbe "spirituali": quest'ultimo aspetto viene favorito dalla ricetta musicale di alcuni compositori asiatici che tenderanno ad introdurre all'interno della composizione, anche elementi tradizionali normalmente "atonali"; anche gli europei si affiancheranno a loro affascinati dalla proposta, così come capiterà a Henze nel suo "Five scenes from the snow country", a Thea Musgrave nella "Journey through a japanese landscapes", e a tutta una serie di compositori misconosciuti appartenenti all'area nordica (Kuisma, Lemba, etc.). Tra i grandi concerti ritengo non si possa non menzionare i contrasti creati dal brasiliano Ney Rosauro, quelli del danese Anders Koppel e soprattutto l'impulso dato allo strumento dal minimalista Steve Reich nel suo concerto "Music of 18 Musicians"; mentre gli episodi da camera in solo di Schwantner (il suo frenetico seguire il tempo di "Velocities"), quello di Augusta Read Thomas ("Silhouettes" costruisce un bignami della musica incrociando i suoi attori principali), nonchè Jakob Drukman di "Reflections on the nature of water", stimolazione sensoriale molto seguita dai vibrafonisti odierni specie quelli con propensioni al confine con la musica classica, sono gli esempi più significativi ed intelligenti di una moderna interpretazione dello strumento. Quanto alla marimba "spirituale" è indispensabile rimarcare i compositori asiatici Keiko Abe, Minoru Miki, Toshimitsu Tanaka, Akira Nishimura, tutti meritevoli di aver portato contributi specifici allo struemento, nonchè il lavoro "canonico" di Maslanka e, con differenti modalità, di tanti compositori americani ritenuti minori.
Oggi i più popolari percussionisti (penso a Evelyn Glennie o a Mycka Katarzyna) sono anche quelli che hanno avuto la possibilità di fissare su cd queste composizioni, a volte a loro dedicate dagli stessi compositori; inoltre una marea di trascrizioni ha coperto una parte importante del repertorio che va da Bach fino alla modernità.
In realtà le avanguardie hanno rimesso in piedi anche il rapporto tra la marimba e l'elettronica, un percorso in verità poco seguito e suscettibile di sviluppi, che purtroppo consta di poche registrazioni. Qui si intersecano le strade con il vibrafono (vedi anche post precedente sul jazz) e le sue evoluzioni attuali: Stockhausen stava compiendo degli interessanti tentativi sperimentali solo negli ultimi anni della sua vita e il suo "Strahlen" (decisamente più interessante di Vibra Elufa) era un canovaccio che in sostanza il tedesco doveva solo formalizzare con una sua composizione specifica sullo strumento. La modernità sposa la magnifica timbrica del vibrafono per costruirci virtuosistici brani da camera: tra i tanti, particolare interesse rivestono quelli dei francesi Manoury e Philipp Hurel con dei lavori di trasformazione su basi seriali e quelli dell'americano Stuart Sanders Smith con le sue "Link Series". I compositori Rosauro e Emanuel Sejourne saranno attivi entrambi sul concerto tonale, mentre è Christopher Deane, che si rende attivo nel campo delle risonanze, provocando armonici con lo sfioramento dei tubi posti sotto, una vera e propria tecnica estesa che si materializza con tutta una serie di composizioni che meriterebbero una immediata sistemazione discografica.

N.B. Questo articolo è dedicato a Rich O'Meara (nella foto), autore di una bellissima composizione a 2 marimba "Wooden Music".

Discografia consigliata:
-Creston, Milhaud su Percussion in Concert, Sadlo, Koch R.
-Virtuoso Percussion Music (Kuisma, Lemba), Bis
-Mycka Katarzyna, Marimba spiritual/Marimba concerto, Audite
-Maslanka, Marimba concerto, Albany
-Miki/Takemitsu/Nishimura, Japanese percussion music, Bis
-Henze "Five scenes..." su Percussion today, Wergo
-Musgrave, "Journey through....", Glennie, Bis
-Nordheim, Response/Tanaka, 2 Movements for Marimba, Bis
-Ney Rosauro, In concert, Rosauro
-Reich, Music for 18 musicians, Ecm
-Precipice: Modern Marimba, Bartlett, Albany
-Modern Marimba, Moersch, Newport Classics
-Manoury su Mallettiana, Caprice
-Hurel, Loops II, Musique Media
-Stuart Sanders Smith, The links series of vibraphone essays, New Wordl Records
-Deane, Vespertine formations: new century perc., Arizona U.R.
Per quanto riguarda Stockhausen e Deane, molto può essere reperito sulla rete.

2 commenti:

  1. Good to see this very nice article on a type of music that often gets overlooked.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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