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martedì 27 dicembre 2011

I passaggi storici fondamentali del flauto classico



Il flauto (inizialmente dolce e poi con il tempo traverso) è uno di quei strumenti musicali che da sempre ha avuto il "difetto"(??) di doversi confrontare con un timbro lieve. Sebbene questa preclusione non sia stata affatto definitiva, questo nobile ed antichissimo strumento, ebbe una sua prima consacrazione solo nell'eta barocca, periodo in cui condivideva con altri strumenti affinità nelle caratteristiche del suono (vedi l'oboe). Durante questo periodo ci furono le prime composizioni "stabili" nel mondo della sonata (inizialmente accompagnata da arpa e poi da clavicembalo) e del concerto (in chiaro contesto violinistico o combinato con arpa, oboe e altri strumenti a fiato): in quell'epoca le tre grandi scuole europee di composizione monopolizzavano il mercato musicale ed ognuna rivestiva, nell'àmbito di un'arte musicale piuttosto omogenea, particolari che bisognava scoprire con un più approfondito ascolto; i primi virtuosi del flauto nacquero in quel periodo: la Francia contribuì con Monteclair, Blavet, Leclair, etc. in un'atmosfera di grande regalità, l'Italia ebbe in Vivaldi, Pergolesi, Tartini, etc. i rappresentanti dell'estro italiano combinato ad una consolidata e sperimentata religiosità di fondo, mentre l'impero austro-tedesco ne fece una delle sue maggiori conquiste con una serie di composizioni di alto livello che partivano dai fantasiosi insegnamenti rinascimentali di Telemann (primo ad usare il flauto in solitudine), passando dai temi dedicati alla sonata da Bach e Haendel e raggiungendo vette definitive in compositori come Quantz, virtuoso flautista in pieno sviluppo classicista. Questi tre paesi continuarono a svolgere quel compito di diffusione che durerà ancora due secoli, inserendosi nei movimenti classicisti prima e romantici poi, ma con la netta sensazione che molto era stato già fatto da quelli barocchi. D'altronde erano cambiati i tempi e forse il flauto soprattutto nel periodo del romanticismo non riusciva a trovare nuove strade e nuove inventive così come era successo per molti strumenti confinati nell'idealismo sonoro e considerati dai cultori più da accompagnamento che da solista (sebbene non manchino episodi in cui i compositori romantici lo estraggono per partiture solistiche in àmbito sinfonico). La vera svolta fu tecnica e fu supportata dall'invenzione di Theobald Boehm che intorno al 1850 riuscì a migliorare la praticabilità sonora del flauto: si passò dai flauti tradizionali in legno a quelli cilindrici in metallo. Questo permise, con un nuovo sistema di fori e chiavi, di coprire note e accordi in maniera più semplice e migliorò l'intonazione grazie ad un intervento conico sulla testata. I costruttori francesi ne acquisirono la proprietà del marchio e ne fornirono versioni sofisticate: Debussy e tutti i movimenti successivi ne riscoprirono il gusto: il risveglio della straniante musica da camera dell'impressionismo musicale ne fu il principale innesco. Le partiture divennero sempre più ambiziose e lo strumento visse un'intenso periodo di popolarità per tutta la prima parte del secolo novecento. Oltre ad un iperattività compiuta da parte di tanti compositori francesi (il gruppo dei Six, Ibert, Jolivet, etc.) furono i compositori anglo-americani a dare maggiori contribuzioni (in Inghilterra si pensi a Boughton e Arnold, negli Usa a Hanson, Piston e Bernstein).
Poi, ancora un nuovo salto tecnologico nella costruzione, ne determinò una nuova ondata d'interesse: Albert Cooper, fabbricante di flauti, ridisegnò la testata: aveva capito che intervenire su di essa era l'unica maniera per migliorare la resa acustica del flauto: con opportuni accorgimenti il flauto acquisì una perfezione nelle dinamiche del suono ed una risonanza che mai aveva avuto; il flauto ebbe finalmente quella "potenza" acustica che permise ai tanti compositori rivoluzionari inseriti nella modernità classica post 1950 di riuscire a sfruttare suoni ed armoniche che altri strumenti non erano in grado di fornire. Fu ancora la scuola di matrice francese con Boulez, Francaix e tutto il movimento dei spettralisti, che ne fornì i risultati migliori, ma innegabile fu l'accresciuto interesse che proveniva dal nord Europa grazie a compositori come Aho, Rautaavara, Sallinen, Penderecki, etc. che sviluppano il percorso compiuto da Nielsen all'inizio del novecento, fornendo a livello artistico la migliore dimensione del continente. D'altro canto, Stockhausen sperimentava tutte le interazioni possibili tra lo strumento e gli spazi elettroacustici.
Oggi, anche questi innegabili arrichimenti sembrano non bastare alle frange più avanguardistiche della musica, poichè è noto l'utilizzo estensivo e fisico del flauto; tuttavia si può affermare con una ragionevole consapevolezza che il flauto ha acquisito finalmente uno "status" strumentale molto più concreto ed elettivo nelle nuove generazioni, le quali hanno avuto la fortuna di poter sperimentare su un vasto repertorio e su caratteristiche che sono più consone alla modernità musicale.

Discografia consigliata:
Barocco
-French Baroque concertos, Goebel, Archiv
-French Flute Music of the 18 century, Kujken/Kohnen, Accent
-Italian Flute concertos, Galway, Rca Victor
-Vivaldi, Flute Concertos, Pahud Emi
-Telemann, Twelve Fantasia, Rampal, Denon/Wind Concertos, Goebel, Archiv
-J.S. Bach, The flute sonatas, Preston, Crd
-Handel: flute concertos and sonatas, Rampal, Erato
-Concerti for Dresden & Berlin, Quantz, Brillant
Classico/Romantico
-Devienne, Flute Concertos, Denon
-German flute concertos, Winter/Lachner/Rosetti, Naxos
-Flute Concerto, Stamitz/Richter/Haydn/Gluck, Sony
-Flute & Harp Concert, Mozart, Emi
-Romantic flute concerto, Naxos
-Mercadante, Flute concerto, I solisti aquilani, Dynamic R.
-Flute concertos, Reinecke/Busoni/Nielsen, Nicolet, Philips
Primo novecento
-Debussy, Syrinx, Bourdin, Philips
-L'album des six, Hyperion
-French flute music, Gallois, Naxos
-Ibert, Khachaturian, Flute Concertos, Pahud, Emi
-Arnold, Music for flute, Galway, Rca
-Boughton, Flute concerto, Beynon, Hyperion
-Takemitsu, Flute Music, Gilbert, Koch
Moderni
-Boulez, Explosante-fixe (per flauto), Deutche Grammophone/Sonatine, Bernold, Harmonia M.
-Nordic spell, Aho/Tomasson/Lindberg, Bis
-Berio, Sequenza I, Cherrier, Deutche Gramm.
-Ligeti, Double concerto for flute and oboe, Neunecker, Teldec
-Stockhausen, Spiral, Blum, Hat Hut (ma copiosa è stata la produzione al flauto del compositore tedesco: a tal fine potrebbe essere utile la compilazione della Stockhausen Edition n. 28: 9 works for flute, Pasveer)
-Grisey, Talèa, Fahlenbock, Accord/Murail, Ethers, Argento Chambers E, Aeon
-Carter, Scrivo in vento, Renggli, Accord

N.B. Per chi cercasse un'ulteriore approfondimento, vi consiglio di visitare il sito della flautista Helen Bledsoe, che all'interno ospita un capillare approfondimento delle composizioni per flauto moderne suddividendole scolasticamente in opere principali (anche ad uso didattico) ed opere secondarie divise in quelle in cui vengono utilizzate tecniche estese e quelle ottenute con live electronics: http://helenbledsoe.com/; inoltre potete anche consultare il sito http://johnranck.net/studio/clinic/practice_corner/links/composers.html, dove compaiono una completa lista di composizioni dello strumento.

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