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lunedì 3 ottobre 2011

Muhal Richard Abrams



Il fondatore dell'AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians), il pianista Muhal Richard Abrams, rappresenta nel mondo del jazz una figura di rilevante mediazione: se il linguaggio è sempre stato piuttosto consolidato nel tempo, la tipologia di esperienze musicali volute ha da sempre oscillato tra la libertà musicale dell'improvvisazione jazz (vissuta anche tramite collaborazioni in duo e trio), ed una trasversale opera di ricostruzione del jazz tradizionale (be bop, hard bop e le orchestre di Duke Ellington) , trasversale perchè attuata in quel processo di simbiosi con la musica classica moderna. Artista nettamente di confluenza già nella gioventù, registrerà il suo primo album "Levels and degrees of light" nel 1967 con l'apporto dei musicisti a lui affini: il suo è un originale jazz di collegamento, e allo stesso tempo, è l'esperimento (riuscito) più vicino alla musica classica; se da una parte lo stile e il pianismo si nutre dell'esperienza primaria di Cecil Taylor con varie sfumature che ricordano Tristano e Monk, dall'altra è innegabile e soprattutto "udibile" l'influenza fortissima di tutto il pianismo classico che parte da Debussy e dalle sue novità in termini di scale musicali, superando anche il rigido rigore formale dei pianisti romantici; inoltre inserisce vocalizzi alla maniera di un soprano o tenore evocando ambienti d'opera, nonchè disquisizioni poetiche nello sviluppo dei brani: quindi, un free articolato, ben costruito che però stranamente cercava di essere un tantino meno radicale di quello dei suoi amici musicisti (Roscoe Mitchell, Antony Braxton, Leroy Jenkins, etc.): "Young at heart/Wise in time" sono le due suites che rivelano in pieno la sua personalità, con la possibilità di apprezzare un musicista di ampie vedute, con una robusta ed personale preparazione e con un feeling sempre in primo piano frutto di una creatività pressante e di un'intelligente riesposizione di temi musicali.
Da quella registrazione, Muhal compirà un percorso musicale e discografico, molto ben preciso, che spesso unisce alla dissonanza della proposta un gradevole senso dell'africanità di cui esso si sente parte anche socialmente: con esperimenti che vanno anche nel senso di un accrescimento degli organici, Muhal segnerà le pagine della storia del jazz creativo. Molta critica, invero è divisa sul valore delle registrazioni in duo, ritenendole autoindulgenti, così come alcuni sono incerti sul valore e le prospettive delle registrazioni di tipo "orchestrale", ritenute esperimenti costruiti su base Ellingtoniana o Coltraniana, ma non certo sullo stesso piano di quelle che quei giganti avevano già proposto: forse queste considerazioni sono anche vere e probabilmente solo in alcuni casi i risultati potevano considerarsi di altissimo livello, ma il valore aggiunto del personaggio è fuori discussione. In quel momento nel jazz (siamo negli anni sessanta) non c'era ancora un pianista che avesse quella completezza: tutti i blasonati pianisti dei settanta nonchè quelli concorrenti dei nostri giorni gli pagano sicuramente un tributo. Muhal Richard Abrams era un anticipatore.
Nell'ambito della sua carriera discografica, mi sento di poter enucleare tre momenti fondamentali:
-il primo, che va dall'esordio fino a "Lifea Blinec", in cui l'artista di Chicago, metterà in evidenza tutto il carico di sensibilità artistica e la sua vincente combinazione di stili;
-il secondo, che prende in considerazione tutto il periodo passato alla Black Saint, da "Spihumonesty" del '79 fino a "Song for all" del '97: sono gli anni in cui Muhal cercherà di mediare l'ambizione verso una composizione allargata nei suoi elementi, con il suo pianismo che parla anche blues e be-bop: pubblicherà una serie di validissime registrazioni che avranno il loro culmine quando l'improvvisazione riuscirà a far risaltare maggiormente quella meravigliosa impronta impressionista del suo pianoforte e la misteriosa ed intrigante libertà intrinseca del miglior free jazz;
-il terzo, è quello che l'ottantunenne musicista sta vivendo attualmente, in cui lo spostamento del suo "free" improvvisativo verso l'avanguardia classica, sembra essere più forte in virtù dei progetti e dei musicisti coinvolti: "The visibility of thought" è dominato da una una spiccata dimensione da aria cameratistica, con musicisti preposti come Feldman, Bruckner e l'Ethel String Quartet; così come lavori come "Open Air Meeting" pregevole collaborazione con Marty Ehrlich per la New Wordl Records, e quelli su etichette diverse (PI e Mutable) con i suoi vecchi amici "custodi" originari di quel suono creativo (Mitchell e Lewis) lo mostrano alle prese con un repertorio di elevato valore. Inoltre, registrerà nel 2007 il suo secondo cd in piena solitudine: se escludiamo "Young at heart", che era una suite pianistica condivisa con "Wise in time"(brano pluristrumentale), il suo primo disco in solitudine è lo "Spiral Live at Montreaux '78".
Vi sono parecchie composizioni (dall'82 al '94) composte in chiave classica (vi richiamo in nota le segnalazioni di All About Jazz)*, ma di cui non vi sono registrazioni ufficiali. L'ultima registrazione ufficiale è "Sounddance", due improvvisazioni dal vivo con George Lewis e lo scomparso Fred Anderson: questa registrazione, così come quelle della sua terza fase, gli restituiscono una sorta di seconda giovinezza stilistica, tanto sono ricche di quella profondità musicale e di moderno intellettualismo, identificandosi ancora come oggetti d'arte da collezionare.

Discografia consigliata:
-Levels and degrees of light, Delmark 1967
-Young at heart/Wise in time, Delmark 1969
-Things to come from those now gone, Delmark 1975
-Afrisong, India Navigation, 1975
-1-OQA+19, Black Saint, 1977
-Lifea Blinec, Novus 1978
-Spiral Live at Montreaux '78, Novus 1979
-Mama and Daddy, Black Saint 1980
-View from within, Black Saint 1985
-Colors in Thirty-Third, Black Saint 1987
-The Hearinga Suite, Black Saint 1989
-Open Air Meeting, New World, 1997 (con M. Erhlich)
-Streaming, Pi 2005 (con George Lewis)
-Vision towards essence, Pi 2007
-Spectrum, Mutable 2010 (con R.Mitchell)


*Some recent compositions of Mr. Abrams are: Transversion I OP. 6 for Symphony Orchestra, “NOVI” For Symphony Orchestra and Jazz Quartet, Variations for Solo Saxophone, Flute, and Chamber Orchestra, commissioned by the City of Chicago for the 1982 New Music America Festival; Quintet for Voice (Soprano), Piano, Harp, Cello, and Violin, commissioned by The Kitchen and performed at Symphony Space in April, 1982; Improvisation Structures I- II-III-IV-V-VI performed in a series of six solo piano concerts for the 1983 New York State New Music Network Tour; TRIO,” a three-part composition for solo piano, performed at the New Music America Festival in
1984 in Hartford, Conn. July, 1984, and hosted by Real Artways; “Odyssey of King” performed by The Brooklyn Philharmonic Chamber Orchestra at Brooklyn's Botanical Garden, February, 1984 and “Celebrate Brooklyn” at the Prospect Park Bandshell, Brooklyn, New York on June 23, 1984; “String Quartet #2” was performed by The Kronos String Quartet on November 22, 1985 at Carnegie Recital Hall in New York City; “Piano Duet #1” performed by Ursula Oppens and Frederic Rzewski for Music at the Crossroads on February 11, 1986, and sponsored by The Philip Morris Co. at the Whitney Museum; “Saturation Blue” performed on March 14, 1986, by The Brooklyn Philharmonic Orchestra Chamber Ensemble at Freeport High School, Freeport, NY, Tania Leon, Conductor; “Folk Tales 88'” commissioned by The Brooklyn Philharmonic and performed by The Brooklyn Philharmonic Orchestra at Fort Hamilton Base, Brooklyn, NY on July 9, 1988, Tania Leon, Conductor; “Transversion I OP. 6” performed February 22 & 23, 1991 by The Detroit Symphony Orchestra at the Unisys Corporation Classical Roots series in Detroit, Michigan; “What A Man” commissioned for the Black Repertory Ensemble by the Center for Black Music Research, Columbia College Chicago and the Friends of the Chicago Public Library in honor of the Late Mayor Harold Washington and to commemorate the opening of The Harold Washington Library on October 7, 1991; “The String Quartet III” commissioned by Bang On The Can and performed by The Cassatt String Quartet in May, 1992; “Strings and Things” commissioned by The String Trio of
New York in 1992, “Saxophone Quartet 1” commissioned by The Rova Saxophone Quartet in 1994; “New Horizons” commissioned by New Band in 1995; Duet for Violin and Piano, commissioned by the McKim Fund in the Library of Congress, 1996;

“Impressions 1” commissioned by The Association for the Advancement of Creative Musicians and performed in 1997 by The SEM Ensemble, Petr Kotik conductor.
“Tomorrow’s Song, As Yesterday Sings Today” commissioned by the American Composers Orchestra, Dennis Russell Davies Director; with the generous support of Francis Goelet; “Baritone Voice And String Quartet” commissioned by Thomas Buckner and performed at Merkin Hall in New york City on February 25, 1999; “2000 Plus The Twelfth Step” commissioned for The Carnegie Hall Jazz Band; Jon Faddis, Music Director, by The Carnegie Hall Corporation. The world premiere was given at Carnegie Hall, New York City on Thursday, March 18 1999.



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