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venerdì 28 ottobre 2011

L'uomo della relatività musicale: Iannis Xenakis



Spesso mi sono chiesto se Iannis Xenakis fosse il miglior compositore di tutti i tempi: se dovessi prendere in considerazione la quantità di studi teorici che il greco ha sopportato non avrei dubbi: potrebbe essere davanti anche a Cage, ma solo per un personale affinità di idee. Se poi entriamo nel novero delle innovazioni apportate direi che lo stesso risulta immenso nell'aver guidato implicitamente già sessanta anni di storia musicale, che ancora oggi faccio fatica a trovare altrettanta personalità nelle nuove generazioni.
Lo studio delle discipline matematiche e fisiche ha da sempre attratto l'uomo colto, che ha cercato nel conforto dei numeri e delle proporzioni una specie di risposta soprannaturale, l'essenza dei movimenti divini: Xenakis applicava alle sue composizioni una matematica comunque moderna, quella che doveva raggiungere la perfezione tecnica anche nei suoni. Se Xenakis non trovava un carattere spirituale al di là della numeralità, è anche vero che era alla ricerca di una successione di suoni che rispondesse ad una sorta di soluzione univoca tesa alla perfezione sonora a prescindere dai tempi: le teorie del calcolo combinatorio e soprattutto quelle trecentesche risalenti ai matematici di Pisa (dicasi Fibonacci) non possono essere accettate solo da un punto di vista accademico. Oggi in diversi campi della scienza (chimica, finanza, psicologia) si fa uso della regole del pisano e della sua combinazione "virtuosa" di numeri per interpretare e prevedere determinati fenomeni: l'adesione di Xenakis alla regola aurea non veniva solo applicata alle opere di architettura (quelle proporzioni erano state usate in molte costruzioni del passato) ma anche dalla convinzione che si potessero plasmare i suoni anche attraverso una notazione grafica del tutto particolare (a mò di assi cartesiani): Xenakis, probabilmente scioccato dalle brutture della guerra (a cui aveva partecipato rimettendoci anche la sua incolumità), partì dal caos dei suoni delle "aggregazioni" colossali per estrapolare, attraverso un processo di organizzazione degli stessi, la "combinazione" ideale.
Xenakis era contro i serialisti e abbastanza scettico sulle teorie di Cage, mentre era molto più attratto dagli esperimenti timbrici di Varese e quelli elettroacustici di Stockhausen. Nel 1954 rigettò le tesi dei serialisti nell'articolo famoso "The crisis of serial music", dove ribadiva che la complessità delle serie produceva nient'altro che una combinazione causale di scale che disperdevano in modo fortuito suoni necessari dell'intera gamma sonica; così come critico era nei confronti di Cage, specie nei punti in cui le sue teorie viravano verso la scomparsa del compositore...."...For myself this attitude is an abuse of language......"
Difficilmente nella musica ci si è trovati di fronte ad un compositore così lucido, rigido nel suo modo di pensare e soprattutto così avanzato nel tempo: parlare delle implicazioni della musica di Xenakis è come cercare di dare una risposta certa a ciò che è non è immediatamente percepibile. Era conscio delle possibilità della tecnologia in musica e dell'importanza dei computers come mezzo di guida attraverso quel mondo sonoro tutto da scoprire.
Si parlava all'inizio degli studi e delle innovazioni: a Xenakis si possono attribuire tantissime paternità della musica moderna:
a)lo Xenakis acustico dei capolavori di gioventù (es. Metastasis, Pithoprakta) è sicuramente quello più originale, che si impone per le forti correlazioni dei suoni alla scienza e alla matematica; Metastasis e Pithoprakta, oltre a rivelare la sua cultura per la filosofia greca, sono le prime manifestazioni di complessità "archittetonica" della composizioni, dove l'utilizzo degli strumenti è di una genialità smisurata, tesa a ricreare un ambiente sonico del tutto legato ai temi trattati, attraverso l'espansione delle difficoltà di esecuzione dei brani (vedi per esempio il lungo e profondo glissando dei violini che crea l'effetto densità); questa caratteristica sarà anche il leit-motiv delle sue formazioni da "chamber" music. Per questo, paradossalmente, Xenakis può considerarsi come uno dei precursori della spectral music, sebbene egli non aveva la possibilità di approfondire quegli studi per via di un insufficiente sviluppo del computer;
b) Eonta possiede quelle caratteristiche di dialogo fra gli strumenti e quello spirito "free" che oggi sono quello che si ascolta nella stragrande maggioranza dei lavori dei musicisti di avanguardia jazz.
c) l'elettronica da nastro magnetico di Concret PH è la base della nascita dell'algoritmo granulare, idioma intrapreso da una notevole fetta di musicisti elettronici soprattutto dopo l'ascesa piena dei computers: vedi il glitch e tutti coloro che usano il "rumore" di fondo.
d) nell'ambito della produzione pianistica e percussionistica, Xenakis in ossequio ai suoi "disegni" matematici, sviluppò una particolare tecnica compositiva, quella della "arborescenza" simile ad un convulso gruppo di note che si sviluppavano secondo le ramificazioni di un albero.
e) essere stato il primo installatore della storia della musica grazie alla realizzazione di opere nei cosiddetti Polytope e Diatope, luoghi in cui l'autore greco ha potuto svolgere anche quell'attività di raccordo tra architettura e musica, abbinando l'arte dell'ascolto a quelle visive e dando vita a spettacoli composti con colossali postazioni di luci, prodronime di tutta l'attività live che la musica percorrerà da quel momento in poi (si pensi ai concerti dei Rockets, Pink Floyd, etc.)
E tutto questo verrà raggiunto, quasi sempre preservando la maestosità, il fascino e l'emotività profonda della sua arte, che da molti viene confinata oppure ritenuta inadeguata ad una registrazione per via della sua "fastidiosa" complessità. Anche le ultime ristampe della Mode Records (che ha da anni avviato una costante attività di riscoperta del greco) tendono a migliorare l'aspetto delle incisioni, con dvd annessi che sono sbilanciati più sul versante del documentario che su quello dello spettacolo. Ma forse quelli, sono momenti che avremmo dovuto vivere in diretta!

Discografia consigliata:
-Metastasis, Pithoprakta, Eonta, Le Roux, Takahashi, Le Chant du Monde
-Electronic Music, EMF Media
-Strategie, da Orchestral Space, Ozawa
-Kraanerg, Bornstein, ST-X Ensemble, Asphodel
-Chamber Music 1955-1990, Hellfler e Arditti String quartet, Disques Montaigne
-Electronic Works vol 2, Mode R.
-Percussion Works (3 volumi), Mode R.
-La legende d'Eer, Mode R. (con DVD)

Un'altra fantastica impresa è quella di leggere il suo trattato "Formalized music".

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