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venerdì 28 ottobre 2011

L'Avanguardia classica russa del primo novecento



Spesso di un movimento storico a carattere musicale si dimenticano coloro che hanno avuto dalla storia il ruolo di "minore" per concentrarsi sugli uomini principali che lo hanno caratterizzato: questo distorto metodo finisce per far cadere nel dimenticatoio autori e musiche che talvolta hanno uno spessore artistico maggiore, se non uguale, delle opere primarie. A questo principio si informa tutta l'esplosione di creatività che accompagnò la Russia del dopo romanticismo, quella di Scriabin, Rachmaninov, Prokofiev, etc. (dal 1900 al 1930 circa), in cui i "minori" di cui si parla potevano essere considerati a volte precursori. Essendo calati in un periodo di grandi trasformazioni della società e della musica, la storia ci ha segnalato soprattutto i casi "ben riusciti", lasciando da parte quelli "contrari": la russia di Stalin in quei frangenti rese realmente impossibile la vita a tanti compositori, costringendoli all'espatrio o alla composizione di regime: questo fu il motivo per cui solo a distanza di quasi un secolo si ricomincia a parlare di compositori poco conosciuti, le cui notizie furono celate all'opinione pubblica, ma che fornivano uno spaccato incredibile della vitalità abbracciata dalle arti russe; in pratica furono accolti e sviluppati tutti i movimenti artistici (di filiazione musicale) che il primo novecento propinava in Germania, Italia, Francia. Si parlò di futurismo russo, indicando con questo termine un senso più ampio di quello specifico che si originò in Italia grazie a Russolo, che inglobava l'avanguardia tedesca di Schoenberg, l'impressionismo di Debussy e il surrealismo dei francesi dei Sei, il dadaismo, persino elementi primordiali di "elettronica".
Il libro più completo in materia è quello di Larry Sitsky "Music of the repressed Russian Avant-garde 1900-1929", dove vengono evidenziati nella giusta proporzione gli aspetti rilevanti di questi sfortunati compositori: può essere la prima lettura per inquadrare il fenomeno avanguardista russo. Quanto alla produzione discografica, negli ultimi quindici anni, siamo riusciti ad avere anche un quadro di registrazioni che riesce a fornire un'idea più precisa di quella creatività, nonostante ci sia ancora qualcosa d'importante da pubblicare e scoprire.
La prima notazione è il riferimento pianistico a Scriabin: quasi tutti i compositori russi di quel periodo si cimentavano con preludi (la Hanssler Classics pubblicò un disco riepilogativo in tal senso dedicato) e sonate al piano con meno enfasi sui concerti, mentre Stravinsky sarà il perno dell'utilizzo moderno dell'orchestrazione sinfonica: ho fatto questi due nomi a mò di mentori, ma in verità il dubbio è che non ci sia quell'ordine temporale che possa far scattare l'idea di modello ante-litteram. Ad ogni modo nell'ambito del riferimento pianistico mi sembra che sia impossibile non rimarcare l'attività impressionista matura di Vladimir Rebikov (per l'uso delle scale esatonali), così come di Aleksei Stanchinsky (che usava la scala lidia) ed in generale l'indirizzamento verso sistemi organizzati di accordi e scale: se Scriabin aveva acceso la scintilla dell'atonalità e dell'erotismo mistico, un compositore come Nikolai Roslavets, (vero catalizzatore delle istanze moderniste in Russia), andò oltre i pensieri primari del genio di Mosca, criticando le sue scale (derivanti dalla distribuzione degli accordi mistici), individuandole come semplificazioni e sostituendo un proprio modello, un nuovo sistema di organizzazione dei suoni basato sugli accordi "sintetici", accordi che non rispondevano alle armonie sviluppabili da una scala di accordi normale. Le modifiche innovative apportate dal musicologo Sabaneev e Scriabin ottenute attraverso variazioni alle note delle scale cromatiche, venivano da Roslavets piegate ad una sua tipologia di serialismo che gli dà un particolare effetto di qualcosa di terribilmente artistico e soprannaturale. Nikolai Obukhov, Anatoly Alexandrov, Samuil Feinberg e Ivan Wyschnegradsky aumenterono il carico di "misticismo" e di flusso dell'incoscenza" del repertorio pianistico, rappresentando le più evolute frange d'arrivo di queste teorie. Un particolare riconoscimento va fatto a Alexander Mosolov, uno dei pianisti più inclini a sfruttare l'esplorazione timbrica degli "ostinato" che sarà la base anche per la composizione più modernista fatta dall'autore in versante orchestrale e futurista, "Iron Foundry". Wyschnegradsky si spinse nel microtonalismo e nelle nuove ardite scale ricavate nell'abbassare/aumentare l'incordatura del piano: era un esperimento che aveva voglia di incontrarsi con il messaggio misterioso della natura, dello spirito e dell'evoluzione dell'uomo. Ma questo eccelente misconosciuto compositore nel 1916, prima di dedicarsi alla microtonalità, compose "Le journèe de l'existance" (prima performance a Parigi nel 1978!!), una composizione orchestrale con coro e voce recitante, un embrionale tentativo di distogliere l'attenzione dal canto alla narrazione filosofica: un angosciante denuncia della decadenza morale della società umana; delle vere e proprie meditazioni inosservate dal tempo. Ancora, un altro lavoro da rivalutare è lo "Sketches for nonet" di Aleksei Zhivotov, un'intrigante e straordinario tentativo di utilizzare tutta la tensione disponibile dal processo di ammodernamento dei temi orchestrali.
L'aderenza ai modelli atonali e dodecafonici verrà posta in rilievo non solo da compositori come Roslavets, (che avrà modo di metterla in pratica anche a violini, viola anche di contrasto al piano), ma anche da splendidi artisti come Arthur Laurié (la cui discografia riflette una vergognosa carenza di interesse dei discografici) e Lev Knipper, che dovette mediare la sua "chamber music" di avanguardia (vedi i suoi quartetti d'archi) con le sinfonie di regime.
L'attività sinfonica post-prerogative romantiche di Gliére (il compositore che a Kiev formò stranamente la maggior parte di questi artisti russi, suoi allievi "classici" trasformatisi in avanguardisti), ebbe in Boris Lyatoshinsky soprattutto ed in alcune opere di Gavril Popov i suoi migliori rappresentanti: se per il primo, la sua seconda esperienza sinfonica segna il passo verso una maggiore esposizione a Schoenberg e alle correnti surrealiste, per il secondo le sinfonie composte dopo la prima sono invece un adeguamento al pensiero del regime e mancano di modernità. Molta critica ritiene che questi due compositori avessero talento quanto uno Shostakovich.
A livello orchestrale, ci fu anche una variante: quella ebraica, nata come associazione di compositori con interessi a Mosca; questa comunità miscelava la lezione russa classica con il personale respiro strumentale delle melodie arabe. Tra questi ebbero particolari meriti, Yulian Krein (per molti lavori da camera), Mikhail Gnesin (eterogeneo tra lavori sinfonici, da camera od orchestrali) e Aleksandr Veprik: grazie ai volumi del "Russian Futurism" e alla triade della Hanssler C. è possibile ascoltare questi autori che altrimenti sarebbero rimasti nell'oblio.
Forse in questa trattazione manca il jazz: solo Stravinsky aprì delle vere e proprie finestre di dialogo con la cultura americana, ma risulta che ancora compositori come Iosif Schillinger (invero con una produzione compositiva quasi irrisoria) adottasse i metodi d'insegnamento cari a Gershwin: l'avanguardia jazz di ponte con la classica si svilupperà solo dopo la fine delle dittature negli anni sessanta, con un movimento (anche stavolta) alquanto sconosciuto.

Discografia consigliata:
-Rebikov, Russian piano music vol 2, Divine Art
-Prelude to a Revolution, Linn, Hannsler Class.
-Soviet Avant Garde, Hat Hurt
-Russian Futurism, 5 volumi, Arte Nova
-Roslavets, 24 Preludes for violin an piano/4 Violin sonata, Olympia R./Viola Sonata, Bashmet, Rca
-Louriè/Roslavets, Chamber Music, DG
-Mosolov, Iron Foundry, Decca
-Wyshnegradsky, Le journée de l'existance, Pid/24 Preludes dans l'echelle...., Col Legno
-Popov, Zhivotov, Music of the Soviet Composers of the 20's
-Lyatoshinsky, Symphony 2/3, Marco Polo
-Jewish Chamber Music/Turban & Nenstov play Hebrew Melodies, Hanssler

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