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giovedì 8 settembre 2011

Vladislav Delay


Uno dei compiti principali dei musicisti che compongono con l'elettronica è quello di cercare linfa vitale da suoni, rumori, ritmi che apparentemente non sono in grado di emetterne: il finlandese Sasu Ripatti, artisticamente conosciuto sotto diversi pseudonimi (Luomo, Uusitalo e quello ben più sfruttato e famoso di Vladislav Delay), si è guadagnato una copertina della rivista Wire (magazine realmente alternativo dal punto di vista musicale) grazie alla sua timidezza da anti eroe pop e alla sua personale decostruzione della musica: se nei progetti Luomo e Uusitalo, il finlandese percorreva sentieri più vicini ai generi moderni della dance (dalla techno all'house) con la firma di Vladislav Delay si è dedicato alla costruzione di una nuova forma di elettronica che potesse avere anche risvolti "subliminali": la sua prima raccolta di suites "Entain" si componeva di pulsazioni dub con un leggero filo di synth da ambient music che realmente dava l'impressione di muoversi tra i rottami di un paesaggio post-distruzione. I suoni "sordi" di tipo industriale evocano viaggi nella materia e nelle sue modificazioni. Delay mette in piedi la triade "Entain" - "Multila" - "Anima", dove quest'ultimo sposta il baricentro della sua ricerca verso una compenetrazione "minimale" degli accordi di base con effetti di "ritaglio" glitch, in assenza di ritmo: per molta critica "Anima" costituisce il punto più alto della sua carriera poichè questa viene attratta da un ipotetico "botta e risposta" che si instaurerebbe tra accordi e effetti processati al computer, in grado di produrre una meditazione filosofica grazie all'assenza di battiti dance. Sebbene questa affermazione sia molto discutibile specie se raffrontata alla maggior chiarezza di "Entain", Delay nel decennio scorso ha proseguito la sua attività di ricerca sonora con progetti sempre più eclettici: "Naima" era una versione aggiornata dell'elettronica casuale di Subotnick con inserimenti di giochi "elettrici" disseminati e di voce confidenziale alla maniera di Ashley, condita con le sue caratteristiche sonore; la programmazione della voce sarà anche una prerogativa del progetto elaborato assieme al musicista tedesco Antie Greie (AGF) "Explode baby", in un più misurato ambiente dub. I validi episodi di "Whistleblower" e "Four Quarters" lo ripropongono nelle stesse vesti della triade discografica prima citata, ma ora è in difetto la novità della proposta. Forse anche per questo motivo, Delay si rammenta di essere anche un batterista jazz e si circonda di alcuni musicisti come Lucio Capece al clarinetto e sassofono, il compositore Craig Armstrong (vedi mio post precedente) per "Tuumaa", dove scompare il dub per dar spazio ad un paesaggio più acustico e "concreto" che cerca di ricreare le condizioni di vita e di poca luce vissute in una sua permanenza in un'isola del Baltico. "Debut" del Vladislav Delay Quartet si incentra sulle possibilità catartiche degli strumenti (usati con tecniche estensive) con prevalenza di fondo del noise: qui è coadiuvato dal Pan Sonic Mika Vainio, da Capece e Derek Shirley al basso, ossia tutti musicisti "sperimentali" che impongono una scelta "oscura" con rari accenni ad un free jazz comunque non convenzionale, con risultati a dir poco futuristici.


Discografia consigliata:

-Entain, Mille Plateaux, 1999
-Anima, Mille Plateaux 2001
-Naima, Staubgold, 2002
-Tuumaa, Leaf 2009
-Debut, Vladislav Delay Quartet, Honest Jon's, 2011

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