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martedì 6 settembre 2011

Friedrich Cerha





In un post dedicato a Karl Heinz Gruber indicavo come Friedrich Cehra potesse essere considerato come uno degli elementi fondamentali della terza scuola viennese (in tal senso vedi il concerto per violoncello); rispetto a quel movimento, però Cerha può appartenergli per alcuni aspetti, dato che l'austriaco ha battuto anche altri sentieri diversi da quelli che in apparenza cercano di chiudere il cerchio tra Haydn e Schoenberg. Cerha è uno dei fautori dell'ordine organizzato del caos sonoro, e i suoi spartiti sono l'opposto delle partiture "formicaie" di Beethoven; sono droni di pentagramma. Fondatore dell'ensemble "die reihe", stabile movimento d'avanguardia tedesco, uomo di letteratura e filosofia, Cerha ha regalato alla storia musicale moderna senz'altro il capolavoro di "Spiegel": in questo la sua figura è emblematica: il lavoro orchestrale è di un fascino mostruoso, e tende a considerare le interfacce musicali che in quegli stessi anni (anni sessanta) alcuni compositori d'avanguardia come Varese e Ligeti stavano adottando: l'uso "timbrico" dell'orchestra viene deturpato anche dei suoi aspetti seriali per affrontare un vero e proprio afflato biologico. Tutti gli strumenti si uniscono in una spirale di mistero ed inquietudine, che si basa su splendide invenzioni elettroacustiche che cercano di ricreare un inaspettato mondo "sognante" di musica. Gli specchi non sono altro che le constatazioni sul mondo e sul cosmo fatte in maniera tale da "trasportare" l'ascoltatore in un'altra dimensione, una successione di visioni naturali e artistiche, così come ben descritte da Kurtag nei commenti di copertina (le superfici di Rotko, i dipinti di Munich, i paesaggi familiari che si mescolano). L'aspetto "suono" qui è teso alla creazione di un definitivo approdo delle tematiche orchestrali moderne cominciate con Stravinsky e portate avanti da tutto il modernismo classico. E gli "Spiegel" non sono stati certo scritti dopo le esperienze similari fatte da Ligeti o Penderecki, per cui si può ritenere che Cerha, almeno nell'idioma orchestrale, sia stato un originale riorganizzatore di suoni con diversità sostanziali rispetto a Ligeti o Penderecki. Non ci sono molte incisioni del compositore austriaco, invero, ma quelle disponibili sono rilevanti anche sul piano squisitamente didattico, poichè incorporano passaggi strumentali di elevata difficoltà di esecuzione (vedi per esempio le Bagatalles for string trio): in definitiva un personaggio da valorizzare in maniera più ampia del dovuto, con un enfasi sulla scrittura orchestrale che non può limitarsi solo all'apprezzamento del completamento dell'opera Lulu di Alban Berg o le riproposizioni di pezzi di Varese, Ligeti, etc., teoricamente vicini alla propria direttiva artistica.


Discografia consigliata:

-Spiegel, Monumentum, Momente, SWR, Cambreling, Kairos
-Bruckstuck, Getraumt, Neun Bagatellen, Instants, Klangforum Wien, Cambreling, Rundel, Zebra Trio, Kairos
-Concerto per violoncello ed orchestra, Shift, Netherdland Radio Chamber, Ecm

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