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venerdì 12 agosto 2011

L'improvvisazione jazz in Giappone: ministoria (parte 3)




Il Giappone ha da sempre avuto una predilizione per gli aspetti percussivi della musica ed ha fornito alla comunità musicale alcuni tra i più originali batteristi/percussionisti di sempre: tra questi, oltre a Togashi, un posto di rilievo assumono Eitetsu Hayashi e Stomu Yamashta. Entrambi hanno affascinato cultori, compositori, musicisti per la loro carica di innovazione, tant'è che per loro si sono scomodati molti compositori della musica colta. Per ciò che riguarda il jazz, Hayashi, un vero e proprio guerriero del percussionismo, suonatore specializzato nel tamburo taiko, fornì uno splendido esempio della sua forza e personalità nell'album in duo al Warehouse con Yosuke Yamashita, dove accanto all'energia solita del pianista giapponese, Hayashi snocciolava la sua veste di innovatore "fisico", in una gara di resistenza tra i due. Con riferimenti alla musica colta (per il rifacimento del classico di Ravel "Bolero"), Hayashi colpisce non solo per gli aspetti innovativi apportati, ma soprattutto per la sua idea sulle possibilità e combinazioni che le tradizioni possono trovare tra di loro nell'incedere della globalizzazione dei popoli. Certo è, che questa esperienza è direi unica nel panorama del "free" jazz.
Stomu Yamashta, invece, era un enfant prodige delle percussioni, che però possedeva una versatilità più ampia della media del settore: al di là dell'interesse che alcuni compositori classici come Henze, Maxwell Davies, etc. gli diedero, Yamashta ha avuto una carriera direi piuttosto variegata, che è passata dagli inizi jazzistici al rock contaminato fino a rilevanti dosi di new age. Nell'ambito dei primi trascorsi dell'artista, va rilevata la sua collaborazione con uno dei pianisti improvvisativi più sottovalutati del Giappone, Masahiko Satoh.
Satoh aveva cominciato ad avere un seguito con il suo primo album jazz "Palladium" e con una serie di lavori improntati ad un free meno pesante e radicale; in particolare le sue "Transformations '69-'71" erano uno dei migliori esempi di come il jazz (anche nella sua componente free) potesse amalgamarsi con le tradizioni giapponesi. (in quel disco suona Togashi con il quale aveva avviato una profonda collaborazione (vedi "So-sho" e i tre volumi di "Wave")
La carriera parallela di Satoh fu svolta in quegli anni aderendo a quei generi che avevano fatto conoscere il jazz nel paese e che si districava tra affinità al progressive e al jazz più tendente al rock, con evidenti segni di orientalizzazione dei suoni. ("Metempsychosis", l'album registrato insieme a Yamashta, si avvaleva della New Herd Orchestra di Miyama Toshiyuki, l'orchestra di riferimento del jazz improvvisato nipponico, che caratterizza anche l'altro episodio di "Yamatai-fu"). Poi Satoh, ebbe anch'egli la svolta "fusion", ma forse rispetto ad altri comprimari come Masabumi Kikuchi, riuscì ad estrarre anche dei validi prodotti musicali, tra i quali "All-in all out" con Dave Liebman e "Amorphism" con Eddie Gomez e Steve Gadd.
Un'ultima citazione la farei per il pianista Makoto Ozone, che nel suo primo album realizzato assieme ad un ispirato Gary Burton e a Eddie Gomez, memore dello stile di Chick Corea, faceva presagire una carriera esaltante, poi purtroppo ridimensionata a favori di progetti jazzistici troppo manieristici.
Qui mi fermo, in un altro momento, prenderò in esame la nuova generazione di improvvisatori giapponesi (laddove non abbia già dedicato dei post).
Devo però fare una precisazione: devo ringraziare Nobu Stowe per l'aiuto ricevuto e per le preziosi informazioni ed idee che mi ha fornito e che combaciono con le mie quasi totalmente: senza le sue indicazioni avrei fatto molta più fatica. Trattandosi di una ministoria, si è cercato di evidenziare il meglio di una scena che al suo interno aveva tanti altri rappresentanti "minori", ma purtroppo la loro elencazione dovrebbe essere oggetto di un "libro" dedicato.


Discografia consigliata:
-Toshiko Akiyoshi, East-west, Victor 1963/Road Time, Victor 1976
-Sadao Watanabe, Paysages (con G.Peacock), CBS 1971/Mbali Africa, Cbs 1974
-Gary Peacock, Voices, Sony 1971 (con M.Kikuchi, M.Togashi, H.Murakami)
-Terumasa Hino, Fuji, Enja 1972
-Kazumi Watanabe, Endless way, Columbia 1975
-Masabumi Poo Kikuchi, In Concert, Philips 1970
-Kaoru Abe/Masayuki Takayanagi, Gradually projection, Diw 1970
-Yosuke Yamashita, Mokujiki (Jvc 1969), Mina's second theme (JVC 1969), Chiasma (MPS 1975), Kurdish Dance (Antille 1993)
-Masahiko Togashi, Isolation (Columbia 1969), So-sho (Trio-Pa 1971), Song for Myself (East wind 1974), Spiritual Nature (East wind 1975), Story of wind behind left (Columbia 1975), Rings (East wind 1975), Guild for human music (Denon 1976), Voice from yonder (Denon 1978), Valencia (Crown 1980)
-Hozan Yamamoto, Silver World, Philips 1971
-Togashi/Yamashita, Kizashi Duo, Next wave 1980
-Yamashita/Togashi/Yamamoto, Breath, Denon 1984
-Eitetsu Hayashi/Y.Yamashita, Duo Live at Warehouse, King 1982
-Masahiko Satoh/Stomu Yamashta, Metempsychosis, Columbia 1971
-Masahiko Satoh, Transformation, Express 1969-71
-Makoto Ozone, Crystal Love, Cbs 1981

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