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sabato 20 agosto 2011

Il concerto per violoncello

Alla fine del seicento, il violoncello finì il suo primitivo ruolo da basso continuo e, grazie all'evoluzione fornita dai liutai, diviene strumento a sè stante nel parco di quelli da camera, con qualità e tonalità personali: in quegli anni (ci troviamo in epopea barocca) erano gli italiani che detenevano i primati di interesse nella musica, assieme agli austro-tedeschi: a Bologna, Venezia, Roma, etc., esistevano oramai delle scuole affermatissime a cui musicisti e cultori della materia dovevano far riferimento. Si può quindi affermare che i primi veri concerti per violoncello, finemente assemblati, nacquerò in Italia e si svilupparono contemporaneamente all'altra forma riconosciuta a fine seicento, la sonata. Dopo che Bach con le sue suites aveva storicamente donato una nuova voce allo strumento (una sorta di iniziazione), si costruì una vera e propria letteratura musicale che, frutto dell'espressione stilistica del tempo, tendeva ad una minore esposizione virtuosistica sullo strumento, per raggiungere risultati ugualmente importanti; nel concerto il risultato era raggiungere una maestosa forma di espressione sonora tale da poter riconoscere nello strumento anche una indiscutibile "cantabilità", con il compositore impegnato a compiere il neonato raccordo con gli altri strumenti.
-Vivaldi/Tartini/C.P.E. Bach/Boccherini/Myslivecek
E quasi paradossalmente, per altri centocinquant'anni, nonostante le modificazioni stilistiche intervenute nel frattempo, il concerto per violoncello mantiene quelle sue caratteristiche "classiche" sviluppando gradualmente la difficoltà delle partiture. Questa situazione, che si protrarrà fino al romanticismo, vedrà comunque un parco composizioni piuttosto contenuto se rapportato al violino, finchè l'umore e lo spirito "sollevato" dei concerti si piega in favore del decadentismo romantico e di tutta la nuova filosofia del novecento. Già nei concerti di Dvorak ed Elgar si avverte una maturazione della parte solistica unita ad un cambiamento dell'uso dello strumento che diviene decisamente più nostalgico, contemplativo ed elegiaco. La passionalità e la profondità del concerto di Schumann vengono sostituite dall'invenzione e la tristezza di quello di Elgar.
--Haydn/Schumann/Stanford/Saint-Saens/Lalo/Dvorak/Elgar
Gli impressionisti, nonostante fosse la sonata la composizione più ricercata, ebbero pochi ed ottimi risultati anche nel concerto, con la costruzione di un linguaggio orchestrale naturalmente "artefatto" per porre in risalto l'estaticità e la sospensione della proposta, sebbene talvolta questa si sovrapponeva al solismo del violoncello. A questa nuova operazione un bel contributo lo diede anche l'italiano Casella.
-Holst/Casella

Tutta la prima parte del novecento è dominata dalle novità che arrivano dalle conseguenze delle scoperte di Wagner e Stravinsky e ciò influenza il concerto in tutte le zone critiche e d'interesse del mondo classico; comunque sia la forma prevalente del concerto mantiene le caratteristiche della tonalità e l'ambientazione austera che gli deriva dalla storia, con continui rimandi al periodo classico e barocco. Anche i serialisti (specie nella figura di Webern) accettano con più favore la forma sonata specie se accompagnata al piano, piuttosto che il concerto.
-Walton/Hindemith/Barber/Shostakovich/Kabalewski/H.VillaLobos
Una vera e propria svolta viene dal modernismo e dai fautori del timbro: in particolare Ligeti nei quindici minuti del suo concerto sconvolge lo storico rapporto di contrapposizione tra violoncello e orchestra, ponendoli sullo stesso piano: una dimostrazione di come studiando soluzioni diverse si riesca a produrre un inaspettato salto in un regno di mistero e filosofia. Quest'esperienza, dove l'orchestra viene smembrata in una serie di dialoghi tra singoli strumenti e violoncello, sarà di fatto adottata anche da Lutoslawsky nel suo concerto e porrà le basi per aprire le porte alla sperimentazione di tipo spettrale sullo strumento (che dato il numero di armoniche sarà fortemente eletto a posizione di pregio). Cage darà vita al violoncello polifonico ad arco ricurvo, Stockhausen alle interazioni con la musica concreta e l'elettronica, ma non si trattava di un concerto, almeno formalmente.
-Ligeti/Lutoslawski/Cage
Gli ultimi trent'anni del violoncello mostrano l'avvenuta trasformazione temporale del tipo di concerto: i compositori secondo il proprio stile si interessano di tirar fuori nuove combinazioni di suoni: oltre alla corrente polistilistica del nord Europa, saranno i minimalisti americani a dare nuova espressività cercando di mediare l'evoluzione della tecnologia possibile sullo strumento: Gordon, ad esempio, ne userà uno interamente elettrificato. Inoltre importanti sono le composizioni che utilizzano in maniera moderna il violoncello a sfondo spirituale: la combinazione tra la profondità di una nota prolungata di cello e l'uso del silenzio "mistico" di Scelsi è il viatico per le opere originali di Tavener, Harvey e Tan Dum.
-Aho/Rautaavara/Sumera/Lindberg/Reich/Gordon/Sollima/Scelsi/Harvey/Saariaho

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