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venerdì 5 agosto 2011

Andrea Centazzo: Moon in Winter


Moon in WinterDa qualche mese ho l'onore di avere tra i miei lettori il pianista Nobu Stowe; la nostra amicizia epistolare, nata dal comune intento di promuovere musica che abbia anche uno sfondo culturale, si è estrinsecata anche in reciproci scambi di opinioni, di valutazioni e segnalazioni: tra quest'ultime, Nobu mi dà spunto per presentare l'ultimo lavoro di Andrea Centazzo (vedi miei post precedenti) in cui partecipa al piano. "Moon in winter" si colloca nella scia dell'ultimo, misterioso, affascinante Centazzo del decennio, che si affida sempre più ad una formula musicale dove importanti sono le "colorazioni" che le percussioni donano all'insieme. Come in un quadro dove spesso i colori ne costituiscono le particolarità e sono i riempitivi di un immagine di base, così nella sua musica Centazzo ha cercato di riempire, tramite il gioco percussivo, spazi musicali costruiti su quanto di meglio si potesse attingere dalle relazioni tra musica colta e jazz contemporaneo, senza disdegnare i suoi peculiari riferimenti al percussionismo giapponese. In "Moon in Winter" sembra preziosa l'attività del trombonista Dave Ballou (che mostra intenti progettuali molto vicini alla filosofia di Centazzo), e il notevole contributo al sax dato da Achille Succi (improvvisatore di Modena, classe 1971, che ha trascorsi collaborativi con Louis Sclavis, Uri Caine e Pierre Dorge). Entrambi hanno il compito di assecondare gli orizzonti sonori del percussionista di Los Angeles. L'inserimento del contrabbasso di Daniel Barbiero, poi, dispiega quegli effetti "da camera" voluti nel progetto, mentre Stowe svolge quel ruolo necessario e difficile di raccordo tra l'"inclinazione" jazzistica occidentale e quella quasi mistica di derivazione "asiatica". Lo stile è sempre personale e chiaramente spesso sbilanciato verso soluzioni "orientalizzate", che forniscono quella vitalità necessaria per evitare cadute di interesse e presentano quel fascino discreto che è spesso espressione di una più profonda preparazione di base dei musicisti. Centazzo, d'altronde, non ha mai nascosto tra le sue influenze quella del percussionista giapponese Masahiko Togashi, il cui "Rings" sembra sia stata una delle sue fonti d'ispirazione (come mi è stato confermato da Nobu S.). Il Centazzo post esperienze multimediali, dimostra come è ancora possibile elaborare un suono ampio e colto nel suo insieme, capace di generare anche nell'ambito del jazz più avanguardistico (free) aspetti "atmosferici" al pari di qualsiasi altro genere che dell'atmosfera ne fa una ragione stilistica.

2 commenti:

  1. Grazie per la recensione segnalatami da Nobu Stowe.
    Un unico sommesso appunto: non conosco il lavoro di Togashi. Ho ascoltato in gioventu' una volta sola Rings e per l'energia che al tempo usavo nel suonare, se non mi ricordo male, l'avevo trovato piuttosto noioso....
    La vera ispirazione l'ho avuta dal mio maestro Pierre Favre con cui poi registrammo anche un CD in duo (Dialogues) oggi edito su ICTUS come Koans (box set di percussione).
    L'innegabile influenza asiatica deriva dai miei molteplici soggiorni in Oriente e dal mio lavoro con i percussionisti balinesi sfociato nel CD Sacred Shadows(spettacolo multimediale on line su youtube)
    Comunque il lavoro fatto in Moon in winter e' senz'altro piu' compositivo che percussivo.
    Una prima fase prima della registrazione e una seconda in post produzione.
    Grazie ancora per le belle parole e cordiali saluti.
    AC

    http://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Centazzo
    http://www.imdb.com/name/nm1304428/
    http://www.youtube.com/results?search_query=andrea+centazzo&aq=f
    www.myspace,com/andreacentazzo
    www.andreacentazzo.com
    www.myspace.com/andreacentazzosoundtracks
    www.myspace,com/andreacentazzotranscendentalgongs
    www.ictusrecords.com
    www.myspace.com/centazzorobinsonstowe
    www.myspace.com/centazzowestcoasttrio
    www.myspace.com/acvoyagers
    www.myspace.com/joegiardulloandreacentazzo
    www.myspace.com/elektriktus

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  2. Grazie Andrea per la puntuale risposta...è un onore per me aver avuto la sua attenzione. Apprezzo molto la sua musica e ho avuto modo di sottolinearlo anche in un altro articolo dal profilo critico/biografico, da me redatto in passato sul blog. (Nobu Stowe l'ha letto senz'altro)
    Quanto a Togashi e al suo "Rings", ho usato nel post il termine "sembra", poichè l'influenza del percussionista giapponese (di cui tralatro avevo una conoscenza non molto profonda) mi venne segnalata da Nobu S. Però è innegabile che entrambi avete sposato il canale "orientale" dando un contributo "storico" (sottolineo storico) al jazz e alla musica percussiva in generale. E basta prestare un attento "ascolto" alla musica per capire quali implicazioni nasconde.
    Sia certo che la seguirò ancora. Saluti
    Ettore Garzia

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