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domenica 17 luglio 2011

Matthias Pintscher



In un granaio, in cui fui richiuso a dodici anni, ho conosciuto il mondo, ho illustrato la commedia umana. In una cantina ho imparato la storia. A qualche festa notturna in una città del Nord, ho incontrato tutte le donne degli antichi pittori. In una vecchia galleria a Parigi mi hanno insegnato le scienze classiche. In una magnifica dimora circondata dall'Oriente intero ho compiuto la mia opera immensa e trascorso il mio illustre ritiro...
(Vies, III parte, Arthur Rimbaud)

....Visto abbastanza. Si è incontrata la visione in tutti i climi. Avuto abbastanza. Rumori di città, la sera, e al sole, e sempre. Conosciuto abbastanza. Le sentenze della vita. - O Rumori e Visioni! Partenza nell'affetto e nel brusio nuovi!(Depart, Arthur Rimbaud, traduzioni di Laura Mazza, Newton)

L'amarezza per la fine delle esperienze passate e la codificazione visuale della realtà erano l'essenza della forte scrittura poetica di Rimbaud, poeta francese precoce, che sembra sia la fonte d'ispirazione del compositore (altrettanto precoce) tedesco Matthias Pintscher (classe 1971). L'attaccamento a fonti poetiche o comunque a realtà storiche di contenuto non è una novità nel campo musicale. Pintscher, però, sta cercando di trasferire questo concetto di "spazio poetico" all'interno di una composizione musicale moderna. Si, perchè il tedesco costituisce uno degli elevati standards che la musica colta ha prodotta negli ultimi anni; la sua musica sfrutta le capacità timbriche degli strumenti per raccontare l'interno dell'uomo poetico, e rispetto a tanta produzione contemporanea che risulta arida, possiede quella tensione tipicamente "strumentale" che dovrebbe affascinare l'ascoltatore. Se il suo stile di base è determinato e si trova nell'esperienza tedesca moderna (si va da Alban Berg a Lachenmann), Pintscher attraverso la sua attività parallela di conduttore d'orchestra, dimostra di aver amato non solo la cultura francese letteraria, ma anche tutto il movimento francese musicale tra la fine dell'ottocento e gli inizi del novecento: il suo lavoro offre spunti della magnifica trasversalità del "Tombeau di Couperin" di Ravel e gli scatti ostinati del Sacre di Stravinsky (sono le maggiori composizioni eseguite da lui in concerto).Il tentativo di Pintscher è quello di ricreare una sorta di "teatro immaginario", ossia un teatro musicale dove gli strumenti prendono vita fantasticamente, immedesimandosi nel linguaggio degli uomini e delle cose, per poter essere capaci di dare uno "spazio visivo" frutto dell'espressione del suo autore; così come tanti suoi predecessori, la partita si gioca sulle combinazioni di "colori" che si riescono ad imprimere negli strumenti: al riguardo se volessimo indicare la sua musica attraverso un dipinto, potremmo quasi sicuramente indirizzarci all' Orchestra dell'Opera (1869) di Edgar Degas, impressionista francese particolarmente attratto dal gioco dei colori. In quel dipinto, viene raffigurata con una visuale che sembra provenire dal basso come in una fotografia, di un'orchestra in piena attività, con un gioco di luci strabiliante che inquadra le gambe "illuminate" delle ballerine nella parte superiore. Luci ed ombre, tensione e stanchezza, pensieri ed alienazione, questa è la ricetta che Pintscher cerca di proporre. I rumori e le visioni di Rimbaud devono prendere vita nei passaggi degli strumenti in sospensione (fornite da note delicate condite con spazi silenziosi) e negli impasti orchestrali improvvisi, che denotano anche un approfondito lavoro sulla disposizione dei musicisti in seno all'orchestra.

Discografia consigliata:
-Fünf Orchesterstücke, Klangforum Wien / Sylvain Cambreling, Kairos 1999
-En sourdine, Zimmermann, Ensemble intercontemporain NDR Sinfonieorchester, Kairos 2007
-Transir, Pahud, EMI 2008
-Figura I-V, Ritratto di Gesualdo, Dernier Espace...., Winter & Winter, 2004

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