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giovedì 30 giugno 2011

Lo stato della tecnica dell'elettronica odierna


Spesso in questo blog ho parlato di elettronica e di come questa si sia evoluta nel corso degli anni, citando anche gli artisti che la usano. Ma dopo 70 anni circa di esperimenti in tal senso, quali eredità consegna il lavoro fatto dai suoi pionieri e soprattutto su cosa si sta insistendo nelle università o nei centri specializzati tipo l'Ircam di Parigi o nelle università americane di musica?
Se è indiscutibile che il processo della composizione si basa ancora su alcune fondamentali regole poste nel passato, molti sono gli esperimenti per allargare il raggio d'azione e molte sono le novità che il panorama sta offrendo alla comunità musicale. Fenomeni come la musica concreta, il noise elaborato, lo studio dei timbri fatto al computer (dicasi spettralismo) sono fenomeni che ancora oggi colpiscono i nuovi adepti, che cercano di approfondire le possibili applicazioni, ma sono allo stesso tempo fenomeni che necessitano degli aggiornamenti che la tecnologia del computer richiede. All'orizzonte già si delineano nuove ed impensabili interfacce per suonare musica.
Al momento la situazione è tale per cui di fronte a teorie che preferiscono un'aggiornamento dell'elettronica che possa investire gli strumenti musicali adoperati, ve ne sono altre in cui tutto il lavoro si trasferisce al computer, il quale diventa parte predominante del processo compositivo e a cui si richiede un'interazione di supporto alla propria capacità creativa.
Le tecniche di "live electronics", cioè la manipolazione dei suoni in tempo reale, sono state portate a livelli impensabili, con la creazione di sofisticati software (anche grafici) capaci di gestire il rapporto tra lo strumento e la gestione dei suoi suoni al computer, ma oggi si cerca di integrare qualsiasi cosa: si va dal "circuit bending", che consiste nell'estrapolare suoni da strumenti musicali collegati ad apparati tecnici che siano in grado di provocare "cortocircuiti" e tali da trasformare le sonorità dello strumento; questa tecnica ha un retaggio "spirituale", poichè tende ad attribuire ad un oggetto un'anima musicale, quella nascosta/intrappolata dentro l'oggetto, che può essere una radio, una chitarra modificata, un casuale giocattolo, etc., alla iperstrumentazione, cioè all'ampliamento fisico degli strumenti in maniera ancora più evoluta di come non l'abbiano fatto i predecessori; si parla di iperviolini, di un pianoforte imaginario Handel, strumento che funziona scorrendo le mani in opportuni modi tali da essere rilevate da videocamere che trasmettono dati al computer che conseguentemente li trasforma in suoni; oppure il Laptop ensemble: quest'esperimento studiato in alcune università americane (Princeton la prima) è stato pensato in funzione di un processo di sostituzione degli strumenti che da una ipotetica orchestra di veri strumenti diventano un ensemble organizzato di computer attrezzati; una serie di computers collegati tra loro che interagiscono allo stesso fine: ognuno di loro, possiede oltre ad un computer individuale di supporto, degli altoparlanti, dei sensori dinamici, una sorta di network senza fili che produce e compone musica attraverso la sensibilità umana proiettata su un computer, sfruttando un software che gli permette di esibirsi.
Ma in generale sta aumentando il grado di astrattismo della composizione, poichè (e questo è un vero problema) il compositore sta facendo sempre più uso di una composizione assistita quasi totalmente al computer (la cosiddetta computer assisted composition), una tecnica di interazione dove fornendo tutti i dati relativi alla macchina, la stessa restituisce nuove probabili coordinate musicali; portando alle estreme conseguenze questo processo saremmo indotti a pensare che scomparirebbe la figura del compositore, poichè nettamente sostituito da un imbattibile sequenza di algoritmi di computers.
Un'applicazione del modello spettralista sembra essere la costruzione di musica elettronica fatta secondo i principi dei microsuoni, ossia si effettua una ricerca chiamata di "sintesi granulare" , granulare perchè fatta di piccoli suoni che vanno nel range delle frequenza udibili (da 20 hz a fino a 20 khz) e in quello delle frequenze infrasoniche (sotto i 20 hz). Lo scopo è quello di creare suoni complessi partendo da una marea di suoni semplici; queste elaborazioni, possono subire un'ulteriore processo di combinazione con altri suoni o metodi di campionamento. L'altro modello recente di sviluppo della sintesi spettrale è quello che deriva dalla teoria di Murray Schafer che nel suo libro "Soundscapes" (panorami sonori) insiste su una nuova dinamica degli ambienti che costituiscono i suoni; in quell'innovativo pensiero Schafer ribadisce come qualsiasi particella biologica abbia un suono e come la combinazione di suoni in diversi ambienti e in diverse ere storiche abbia avuto un suo riconoscimento genetico attraverso il suono realizzato. Da questa considerazione discende che ci siano suoni rispettosi dell'ambiente e suoni che non lo sono, ed è appunto sul fattore ecologico che bisogna intervenire con la musica, ricreando attraverso gli strumenti ambienti che tendano a definire in maniera perfetta le peculiarità di quel luogo (vedi il secondo String quartet costruito per gli ecosistemi marini, in aderenza alla sua tesi).

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