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martedì 7 giugno 2011

La sonata al piano nell'epoca della modernità



Debussy, grazie all'utilizzo semplice o composto delle scale diatoniche (successioni di note caratterizzate dall'equivalenza dei toni della scala) a fianco delle scale cromatiche (ben note ai movimenti classici e romantici per l'uso dei semitoni) aveva aperto nella musica una "nuova" modalità di espressione del piano: le nuove generazioni di musicisti saranno definite "transizionali" rispetto al suo apporto e si porranno come consequenziali l'una con altra. Nel 1900, lo stile prevalente per la sonata al piano è quello di uno sviluppo diatonico che accompagna in maniera evidente la atonalità; i compositori spostano, dunque, il loro centro tonale e la musica acquisisce quel senso di "sospensione", "colorazione" che si addice alle regole sociali e politiche di quel tempo, tempo di prepazione alle due guerre mondiali. Il romanticismo nel corso del '900 avrà dei sussulti validi solo saltuariamente (come in un bel ricordo d'epoca), grazie alle sonate di Stravinsky (la seconda) e al compositore danese Laangaard.
La fase "transizionale", in cui lo spirito del romanticismo si univa a tratti di impressionismo musicale, dirigerà velocemente i compositori verso le nuove tendenze musicali, che solo per poco dimostreranno di dare spazio ancora a quella formula mista: l'impressionismo (anche di matrice romantica), vivrà ancora nelle sonate di Janacek (siamo nel 1905), quelle di Szymanovski (1910), inficierà la seconda sonata di Stravinsky, nonchè il suo lavoro equivalente svolto per due piani. La regola pianistica di base diventa l'atonalità, in quantità misurata o a dosi di piena spinta, con alcuni accorgimenti tecnici che vengono introdotti nella struttura della sonata: tra questi i clusters e il piano spesso utilizzato in senso percussivo. Le spinte all'atonalità provengono dall'America grazie alla sonata di Ives (1911) e da quelle di Antheil (1923), che ne amplifica l'effetto timbrico introducendo schemi ritmici vicino allo stilema jazz. Il modello americano sarà completato dalle sonate di Copland (1939), Carter (1945), Barber (1949) e Hanson (quest'ultima a dire il vero più proiettata verso il passato romantico). Mentre dall'Europa le spinte all'atonalità vengono procrastinate dai compositori del nord est europeo influenzati dai primi esperimenti in tal senso di Scriabin: la triade Prokofiev (con le otto sonate dal 1910 al 1944, di cui vanno ricordate le "War Sonata", esempi insuperati di sonata a tema), Stravinsky (con la sua sonata del 1924) e Shostakovich (con la sua prima sonata del 1926). Il quadro delle sonate "atonali" verrà completato dalle valenti prove di Hindemith tra il 1930 e il 1940, da quella seminale di Alban Berg nel 1908, di Rosemberg e Lidholm in Svezia, di Fartein Valen in Norvegia.
La componente folklorica, che spesso costituiva elemento distintivo della produzione di un compositore, non fu molto presa in considerazione nell'ambito della sonata al piano, sia forse per motivi di scrittura (gli stili e la sensibilità artistica eran cambiati, e sebbene fosse solo un motivo ideologico, la grandeur della forma-sonata di Beethoven costituiva indirettamente un deterrente ad opere a cui si voleva imprimere un diverso significato che andava oltre gli aspetti nazionalistici): tuttavia, alcuni lo fecero, e tra questi sicuramente il più diretto in tal senso fu Bartok, che nella sua sonata (1926) fissava il nuovo standard dell'atonalità unita all'accento percussivo di derivazione folklorica. (vedi anche gli esempi nordici nei miei post precedenti sull'argomento). Inoltre, l'istinto di reinserire nella composizione spunti di classicità musicale sarà la prerogativa di molti compositori: si pensi alla seconda sonata di Shostakovich nel 1942, a quella splendida e piena di riferimenti di Martinu; in verità la storiografia tende un pò ad accomunare questa circoscritta tendenza con quella più generica del neoclassicismo, inglobando in quest'ultimo tutte le prove compositive che avessero qualche riferimento al periodo del classicismo/romanticismo di oltre un secolo precedente (invero tutti, dato che quella era la base). E' purtroppo una generalizzazione che non permette spesso al lettore di poter comprendere a pieno le variazioni stilistiche se non a pena di un approfondito ascolto diretto. In quegli anni, i movimenti letterari-pittorici-musicali si avvicendavano con una notevole frequenza e i compositori avevano davanti a loro più fonti di ispirazione: si pensi all'atonalità dodecafonica dello Schoenberg di Pierrot Lunaire, il neo classicismo folklorico del primo Stravinsky, le ondate di correnti surrealiste a cui possono essere ascritte le opere di Satie, Weill, Antheil: tra tutti i compositori, però emergeva il talento del russo Lyatoshynsky che sfruttando la sonata al piano esalterà le dinamiche "surreali" della sua scrittura.
La fine della seconda guerra mondiale provocherà un'ulteriore modifica degli stili: da una parte Boulez comporrà le sue sonate grazie alla serialità con seguaci in tutto il mondo (le più imponenti sonate al riguardo possono essere rinvenute in quelle di Barraquè, della Gubaidulina, di Berio) e dall'altra Cage con le sue "Sonate ed Interludi per piano preparato" fissa il nuovo punto di partenza per le composizioni in forma-sonata di tipo "sperimentale" (in quest'esempio seguito da Feldman, Wolff, Cardew, etc.). La sonata sta ormai seguendo i nuovi corsi delle avanguardie e sebbene non sia valorizzata in maniera sufficiente dalla critica che ne vede sempre più svuotarsi dei contenuti storici, costituisce comunque una importante modalità di espressione del compositore : le sonate più originali si trovano nei lavori della russa Ustovlskaya (una rielaborata forma di atonalità moderna), nelle sonate di Scelsi e B. Johnstone (con un evidente attenzione ai timbri e agli aspetti microtonali), in quelle di Glass (le rielaborazioni minimali al piano delle sue opere teatrali), nelle lao-tzu sonate di Radulescu (che costituirà uno delle più lodevoli eccezioni alla regola per cui un piano potrà essere difficilmente approfondito perchè in possesso di poche armoniche).


Discografia consigliata:

Romantico/Impressionisti: (e pìù in generale i "tonali")
-Janacek, Sonata October 1, 1905 "Street Scene", Palenicek, Suphaphon
-Szymanovsky, Piano Sonatas, Clarke, Minerva
-Bartok, Piano sonata, Cherkassky, Philips
-Langgaard, Fantasie-sonate 1916, in Piano Works, Tange, DaCapo
-Martinu, Sonate 1, in Piano Pieces, Firkusny, Rca Victor

Atonali:
-Berg, Piano sonata, Alban Berg Collection disc 2, Deutsche Gram.
-Ives, Piano Sonatas, Eckardt, Vanguard C.
-Prokofiev, Complete piano sonatas, Berman, Chandos
-Antheil, Bad boy's pianomusic, Col Legno
-Hindemith, Sonatas nos 1-3, Gould, Sony
-Lyatoshynsky, Piano Sonatas 1-2, Demenko
-Copland, Piano sonata, Pasternack, Naxos
-Barber, Piano sonata, Hamelin, Hyperion
-Ginastera, Piano Sonata 1, Complete Piano and organ music, Viani, Naxos
-Stravinsky, Chamber music & Historical Recordings II, Sony
-Shostakovich, Complete piano sonatas, Brillant Classics
-Carter, Piano sonata, Oppens, Cedille
-Rosemberg, Piano sonata, Widlund, Daphne
-Fartein Valen, Sonata for piano, Riefling, Bis R.
-Kabalevsky, Piano sonatas, Dossin, Naxos
-Ustvolskaya, Piano sonatas 1-6, Malov, Megadisc

Seriali:
-Boulez, Piano Sonatas 1-3, Biret, Naxos
-Barraque, Sonata per piano, Cambreling, Cpo M.
-Gubaidulina, Sonata, Baker, Stradivarius
-Berio, Sonate per pianoforte solo, Lucchesini, Avie R.

Avanguardie:
-Cage, Sonatas and interludes for prepared piano, Berman, Naxos
-Scelsi, Piano works vol. 1, Bessette, Mode
-Johnston, Sonata for microtonal piano, D. Bush, Koch R.
-Glass, Trilogy sonata, Barnes
-Radulescu, Lao Tsu sonatas, Cpo R.


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