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mercoledì 27 aprile 2011

Lepo Sumera e la dimensione estone.




Il defunto Lepo Sumera era una delle personalità più brillanti della musica estone. Sono convinto che il suo patrimonio sinfonico si affermerà sulle piattaforme-concerto di tutto il mondo. La sua musica, sempre così a più strati, drammatica e ricca di colore, parla agli ascoltatori in un modo molto intenso.

Erkki-Sven Tüür (febbraio 2002)


Sumera sfata quell'idea incompiuta che vede Tubin e Part come unici rappresentanti del mondo classico estone. Sumera era allievo di un altro grande misconosciuto compositore dell'Estonia che fondò a Tartu, intorno agli anni trenta, la prima vera scuola di composizione di quel paese: Heino Eller. Sumera incorporò da Eller le tecniche compositive che tendevano all'affermazione di aspetti etnici insieme a temi più occidentalizzati: nascerà in quegli anni una delle più fiorenti e stabili espressioni sinfoniche moderne che si basa su più elementi:
1) le comunità musicali affermano il ruolo decisivo della tradizione popolare: esempi in tal senso sono l'impressionismo folklorico inglese di Vaughan Williams, le cui ultime sinfonie si inserivano a piene mani nella nascente tradizione nordica;
2) gli estoni presentano una propria letteratura popolare che ruota attorno alle sinfonie "folk-songs" di Eller e di Eduard Tubin, vissuto in Svezia e valorizzato in patria solo dopo l'indipendenza;
3) l'espressionismo di Schoenberg, sia pure con meno postulati.
Se da una parte questa regione, con legami strettissimi con la Finlandia, si è distinta per essere stata artefice di una rivitalizzazione dei progetti sinfonici piuttosto svincolata dagli insegnamenti della scuola viennese, dall'altra sviluppò una propria spiritualità di tipo minimalistico, basata anche sul folkore popolare, con evidenti richiami stilistici al minimalismo americano di Adams e Glass; Arvo Part (vedi mio post precedente) e Veljo Tormis furono i suoi più validi esponenti. Sumera, però, rappresentava una dimensione "personale" della mediazione tra aspetto paesaggistico e tecnica di espressione: nelle sue composizioni emerge un artista che amava perdersi nei meandri di quello che componeva: era una esatta rappresentazione di un fatto (spesso doloroso) che inglobava al suo interno una "tessitura" strumentale che, pur essendo un' evoluzione delle esperienze fatte da illustri predecessori (vedi Lygeti al riguardo), risultava originale perchè esaltava il contrasto tra una prolungata sospensione dei suoni e gli improvvisi accenti orchestrali; Sumera era un musicista poliedrico nella sua formazione con un atteggiamento decisamente moderno: fu proprio grazie a lui che in Estonia negli anni novanta, prese piede la musica elettronica di cui era uno studioso e fu uno dei primi a voler cercare di trasferire in musica gli impulsi visivi (lo fece, ironia della sorte, musicando un elettrocardiogramma del suo cuore). Sumera ha scritto le migliori sinfonie degli ultimi vent'anni, unendo in una sorta di sviluppo tematico la bellezza e la raffinatezza delle prime quattro (in cui si risaltano potenti effetti "atmosferici") alle ultime due (la quinta e la sesta) dove l'effetto ipnotico incontra uno stato di incoscienza della mente che raggiunge vertici espressivi tali da proiettare la celata spiritualità di Shostakovich, presente nell'autore estone, nei tempi moderni ed in un contesto plurigeografico. Il suo discepolo in Estonia, Erkki Sven Tuur ne ha ripreso le impostazioni (lo stesso magma di sospensione, gli improvvisi impasti orchestrali) ma dimostrando una cospicua influenza nella serialità e nelle dottrine post-classiche, dando vita anch'egli ad un patrimonio sinfonico e da camera di tutto rispetto, sebbene senza raggiungere le vette artistiche di Sumera.

Discografia consigliata:
-Symphonies No.1-2-3, Jarvi, Malmoe Symphony Orchestra, Bis R.
-Musica Tenera/Piano Concerto/Symphony no. 4, Jarvi, MSO, Bis R.
-Symphony no. 5/Music for Chamber Orchestra/In memoriam, Jarvi, MSO, Bis R.
-Symphony no. 6/Cello Concerto/Musica Profana, Jarvi, Estonian National Symphony Orchestra, Bis
Per chi volesse approfondire sui compositori estoni, la Finlandia Records ha pubblicato alcuni lavori riepilogativi in due raccolte intitolate Estonian Chamber Music e Estonian Piano Music.

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