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lunedì 4 aprile 2011

La classica dissossata di Helmut Lachenmann


La Emg Records ha recentemento pubblicato tre cd riepilogativi di Helmut Lachenmann, di concerto alla notevole ripubblicazione di materiale fatta anche da altre etichette discografiche (vedi l'ultima stampa di "Accanto" per la Wergo Records) e questo mi permette di parlare di questo compositore.
Nella motivazione del premio ricevuto da Lachenmann in occasione del Leone D'oro di Venezia, quello che emergeva in estrema sintesi era il riconoscimento critico che gli veniva tributato per aver compiuto quel processo di "mineralizzazione" della musica. Il tedesco, allievo di Nono, è particolarmente apprezzato per il modo con cui ha saputo ritagliarsi uno spazio nel mondo della musica contemporanea: se Henry e Schaefer si rifacevano a modelli di sperimentazione che orbitavano spesso fuori dal mondo strumentale, Lachenmann compiva un processo a ritroso in cui traeva suoni "concreti" utilizzando gli strumenti musicali. In questo modo, tramite personali tecniche di approccio agli strumenti, Lachenmann cercava di estrapolare un nuovo di percepire i suoni e i rumori: sfruttare le sonorità "rumoristiche" degli strumenti (tasti finali del piano o strappi su corde di chitarre o violini, oppure il ricorso a tecniche di sfruttamento non convenzionale dei clarinetti e delle percussioni), valutare i silenzi e le pause per elaborare i concetti, e aumentare/diminuere (anche in maniera improvvisa nella tradizione dell'avanguardia) i timbri e le acustiche degli strumenti utilizzati. Ne risultava un linguaggio scarno, decalcificato fino all'osso, volutamente freddo e anti-emozionale: uno di quei linguaggi sospeso tra l'inquietudine e l'aridità, alla ricerca di nesso tra composizione e retaggio esistenziale. Lachenmann non è certamente qualcosa che vada bene per tutti, anzi c'è chi lo odia incondizionatamente e chi lo ama alla follia...Rispondendo ad un intervista a proposito della scuola di Darmastadt, l'artista si esprimeva così..."A Darmastadt, per semplificare, i compositori non componevano musica, la superavano. La gente in sala diceva "questa non è musica" e io dicevo: "bene, finalmente stiamo andando oltre". In realtà stavamo ripensando l'idea stessa di musica. Comporre, in quel periodo, non significava organizzare e godere dei suoni, questo era già stato fatto. Darmstadt ha avuto il grande merito di avviare una riflessione, certo con errori, manierismi e arroganza, ma la musica di Boulez, di Stockhausen, di Nono o di Berio, per fare solo qualche esempio, è sempre un'avventura: è arte ed è stata ottenuta attraverso un necessario processo di sviluppo del linguaggio che era necessario.."
La musica di Lachenmann lascia parecchi interrogativi, poichè se è vero che l'artista tedesco viene esaltato per la "futuristica" visione che potrebbe intraprendere la musica colta nel suo approfondimento generazionale, è anche vero che mette in crisi quelle fondamentali regole che vogliono che un'artista venga ricordato anche per aver scatenato quegli essenziali cromosomi dell'emotività. Se penso a questo, devo dedurre che l'apporto creativo di Lachenmann, musicalmente ed in un'ottica temporale realmente lontana, sia la conseguenza di un terremoto nello sviluppo della civiltà, che vede il predominio dell'inanimato sui sentimenti genuini e spontanei che hanno fatto la storia dell'umanità. Sarà realmente possibile un ribaltamento, alla luce di quello che la musica contemporanea ha già insegnato? Siamo con Lachenmann (come molta critica afferma) alla fine delle possibilità esplorative compiute dell'avanguardia o è iniziato un nuovo giro di boa? Saremo trascinati dalla più completa e raffinata "concretezza" degli oggetti, perdendo il nostro ruolo attivo? Le ipotesi di Lachenmann e di tutte le frange più oltranziste della musica contemporanea si presentano artisticamente affascinanti e donano agli strumenti un nuovo "valore", ma subdolamente proiettano una dimensione che allo stato attuale risulta sconcertante per le sue implicazioni.

Discografia consigliata:
-Klaviermusik, Emg R., Keller
-Orchestral Works & Chamber Music, Bour/Zagrosek, Col Legno
-Modern Experiments, Emg, Berner Streichquartett
-Schwankungen am Rand, Eotvos, Ensemble Modern, Ecm
-Sostenuto Allegro/Serynade, Sugawara, Kairos
-Das Madchen mit den Schwefelholzern, Sugawara/Hemmi, Ecm

2 commenti:

  1. Ringrazio molto per questo post, che mi ha aiutato a contestualizzare ulteriormente questo autore che, lo confesso, mi piace veramente molto.
    Se posso permettermi una segnalazione bibliografica per chi "mastica" il tedesco, c'è una bella raccolta di articoli a cura di Clemens Gadenstätter, compositore austriaco che di Lachenmann è stato allievo. Musik als Wahrnehmungskunst. Untersuchungen zu Kompositionsmethodik und Hörästhetik bei Helmut Lachenmann
    Edited by Christian Utz und Clemens Gadenstätter, musik.theorien der gegenwart 2 (hrsg. von C. Utz und Clemens Gadenstätter), Saarbrücken: Pfau 2008.
    Di Gadenstaetter c'è pure questo articolo, scaricabile dal suo sito. Lascio l'URL: http://www.gadenstaetter.info/http___www.gadenstaetter.info/Publications_files/downlach.pdf
    Grazie mille ancora per l'articolo e complimenti per l'interessantissimo blog. Seguo con attenzione.
    Leonardo

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  2. Grazie Leonardo per le segnalazioni e per la tua attenzione. Ho in mente (nel tempo) di postare altri compositori contemporanei (specie quelli più giovani)

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