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sabato 26 marzo 2011

Alle origini della musica cosmica (prima parte)


In questo post voglio affrontare criticamente gli aspetti realmente innovativi della cosiddetta musica cosmica, cercando anche di fare alcune distinzioni che spesso non trovate negli articoli o libri dedicati all'argomento. Innanzitutto uno dei testi di riferimento (che vi invito a leggere dopo adeguata traduzione) è "Krautrock" del bravo musicista inglese Julian Cope nel quale sono tracciate le linee essenziali in cui inquadrare il movimento di origine tedesca e vi è anche una discografia recensita dei primi 50 albums del genere; qui, è doveroso fare una prima precisazione: quello di cui parlo necessita di una scrematura, perchè il movimento nato in Germania, al suo interno annoverava gruppi che avevano origini ed influenze musicali diverse: quando parlo di "cosmico" mi riferisco a tutto ciò che è strettamente imparentato con l'accezione più sincera del termine.....tutto ciò che è pertinente allo spazio, alla configurazione e al movimento dei corpi celesti....; quindi gruppi come i Can, gli Amon Duul o i Kraftwerk sono esclusi da questa trattazione. Quello che mi preme mettere in evidenza è il "percorso" musicale che ha dato origine a questo genere che ha condizionato una buona parte della musica che conta per oltre trent'anni successivi.

Come sempre avviene, anche la musica cosmica ha avuto un antecedente classico: Karl Heinz Stockhausen nel 1966 compone una nuova versione degli "Hymnen", la prima vera rielaborazione di moltissimi inni nazionali, in un movimento di quattro parti, in chiave elettronica. Opera per molti motivi scioccante nella sua essenza, fornì la base di partenza per tutta la sperimentazione cosmica successiva; la rielaborazione metteva, tra le altre cose, in primo piano l'uso sperimentale e prolungato dell'elettronica dei suoni creando similitudini con fasi lunari o con suoni metafisici che acquistano una rinnovata dimensione. D'altro canto l'altra indiscutibile fonte creativa della musica cosmica veniva dalla psichedelia californiana: se gruppi come i 13th Floor Elevators o gli Stogees si ponevano come base ideale per le evoluzioni dei gruppi tedeschi di krautrock in generale, in cui era ancora elevato la quantità di rock introdotta, ve ne erano altri come i Jefferson Airplane e soprattutto i Grateful Dead che avevano affrontato di petto (anche sotto l'uso dei stupefacenti) l'argomento spazio e cosmo: in particolare i Dead con "Dark Star" nel 1968 ne diedero la prima esaltante dimostrazione in forma di suite, con una scrupolissima dissonante parte centrale che forniva l'idea di come si potesse viaggiare idealmente nello spazio attraverso la musica, partendo da basi musicali semplici (con un testo magnifico ed enigmatico di cui spesso non se ne parla: ve lo riporto in appendice)*. Sottolineo che Stockhausen e i gruppi californiani ebbero anche modo di incontrarsi e di scambiarsi reciprocamente idee che poi ciascuno elaborava a proprio modo. Ma anche ad un altro gruppo la musica cosmica interessava, in un paese dove fortissime erano le pressioni per altri generi: i Pink Floyd in Inghilterra. "Astronomy Domine" in "Ummagumma" del '69, già pregustava le suite cosmico-progressiva di "One of these days" in "Meddle" del '71.

I gruppi tedeschi che potevano realmente accostarsi a quel concetto di "cosmicità" erano i Tangerine Dream e i Popol Vuh (con alcune caratteristiche di diversità). I Tangerine Dream capitanati da Klaus Schulze, possono realmente considerarsi i primi seri espositori della teoria cosmica: con loro il sound cosmico, grazie alle due componenti (strumentazione rock ed elettronica), assume i connotati di qualcosa di realmente innovativo forgiando anche un vera e propria tipologia di suono convenzionalmente riferita ai viaggi interspaziali che fino ad allora era contenuta in quei pochi episodi menzionati prima: il viaggio musical-spaziale viene vivisezionato e si entra in una dimensione dove realmente si esplorano stelle, pianeti e quant'altro attraverso un approccio cibernetico che va oltre la mera descrizione di un paesaggio: questi musicisti cercavano già di esplorare fantasticamente i meandri più reconditi del cosmo. "Alpha Centauri" e tutta la serie di albums dei settanta dei Tangerine Dream (in cui emerge il meno ossessivo "Atem") e quelli di Klaus Schulze fino a "Mirage" (a partire dal seminale "Irrlicht") dimostrano che l'uomo "musicale" è finalmente riuscito a dare un suono ai misteri dello spazio e ai suoi angosciosi punti interrogativi come diretta conseguenza delle aspettative umane. Inoltre l'uso "prolungato" delle note, frutto della nuova tecnologia elettronica, ci permette di affermare che con Schulze si compiono le prime, vere, operazioni di ambient music (in forma di drone) e soprattutto sta nascendo una nuova forma "sintetizzata" di composizione. Riprendendo Scaruffi nella sua enciclopedia a proposito dello stile di Schultze "....dalle aperture d'organo di Bach, dalle stasi dei monaci tibetani, dalle architetture polifoniche di Wagner, dalla psichedelia cosmica dei Pink Floyd, dalla liturgia gregoriana, dai vortici metafisici di John Coltrane, Schulze cesello` la prima estetica della musica elettronica popolare......

I Popol Vuh, che si dividevano tra elettronica, infusi new age ora rivolti ad oriente (di cui saranno i precursori con "Hoisianna Mantra") altri spesi verso Africa e Colombia, e rock nella tradizione teutonica, diedero il miglior contributo al cosmico con l'album "Den Garten Pharaos" che comunque subiva l'influsso asiatico.

Schulze condivise il suo lavoro spesso con il chitarrista Manuel Gottsching in diversi progetti: Gottsching, che poteva considerarsi un Jerry Garcia edotto agli effetti cosmici, diede il suo contributo al genere tramite le esperienze degli Ash Ra Temple e quelle dei Cosmic Jokers, formazioni che possono essere considerate al confine temporale con quello che sarà un evidente approfondimento della cosmic music, e cioè le sue interazioni con il misticismo new age e con l'evoluzione ritmica dell'elettronica seria: a metà dei settanta, infatti, già vengono confermate le intuizioni dei Popol Vuh e nascono i primi musicisti da "costruzione elettronica" come Steve Roach, Michael Stearns, Robert Carty, David Parsons, etc. che si pongono almeno nella prima parte delle loro carriere solistiche come spettacolari portavoci sonori del mondo cosmico anche in chiave spirituale. Ma di questi ve ne parlerò nella seconda parte.



Discografia consigliata:

-Hymnen, Stockhausen, Deutsche Gramophone 1967
-Dark Star, Grateful Dead su "Live/Dead", Warner 1969
-Astronomy Domine, Pink Floyd su Ummagumma, Emi 1969/One of these days su Meddle, Emi 71
-In Der Garten Pharaos, Popol Vuh, Pilz 1971
Tangerine Dream:
-Alpha Centauri,Ohr 1971
-Zeit, Ohr1972
-Atem, Ohr 1973
-Phaedra,Virgin 1974
-Rubycon, Virgin 1975

Ash Ra Temple:
-Ash Ra Tempel, Ohr (1971)
-Schwingungen, Ohr (1972)
-Join Inn , Ohr (1973)
-Inventions for electric guitar , King 1975

Klaus SCHULZE
1972 Irrlicht
1973 Cyborg

1975 Picture Music
1975 Timewind
1976 Moondawn
1977 Mirage


Ashra, New Age of earth, Spalax 1976

Cosmic Jokers:
-Cosmic Jokers, Spalax 1974
-Galactic Supermarket, 1975



Testo di Dark Star -Grateful Dead-

*Dark star crashes/pouring its light into ashes
Reason tatters/the forces tear loose from the axis
Searchlight casting/for faults in the clouds of delusion
shall we go, you and I
While we can? Through the transitive nightfall of diamonds
Mirror shatters/in formless reflections of matter
Glass hand dissolving/to ice petal flowers revolving
Lady in velvet/recedes in the nights of goodbye
Shall we go, you and I
While we can? Through the transitive nightfall of diamonds

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