Translate

giovedì 13 gennaio 2011

Steve Wynn: Northern Aggression



Uno dei movimenti "americani" più interessanti degli anni ottanta fu quello del Paisley Underground, una serie di musicisti californiani che riprendevano in toto modalità tipiche degli anni sessanta: i suoni psichedelici di gruppi jam come Quicksilver Messengers Service o i Grateful Dead, l'oscura espressione dei Velvet Underground, le esperienze folk rock di Dylan e dei Byrds, il garage dei migliori giorni degli Stooges, l'afflato country di Neil Young e Crazy Horse: elementi miscelati in maniera originale e che rinverdivano (in una nuova ondata) gli elementi classici del rock americano: ognuno di questi gruppi si avvicinava poi in particolare ad un proprio modello stilistico di riferimento: ad esempio i Long Ryders o i Green on Red si avvicinavano più al country, i Rain Parade, gli Opal e i Mazzy Star erano più folk-rock (con una buona componente Barrett-iana), i Thin White Rope si avvicinavano ad una moderna rappresentazione delle jam psichedeliche dei sessanta. Ma i più validi probabilmente furono i Dream Syndicate, che più degli altri riunivano nella loro musica in maniera più equilibrata tutti gli elementi sopra citati: il suo leader Steve Wynn in pochi dischi colse un'espressione autentica del rinnovamento giovanile di quel periodo: il suono chitarristico ed imponente del gruppo (assieme prima a Precoda e poi a Cutler), spesso raddoppiato ed in "contrappunto" (cioè con le chitarre che si sovrappongono, tipico modo di suonare dei due chitarristi dei Quicksilver John Cipollina e Gary Duncan) era realmente una proposta affascinante che vedeva anche nella voce del leader, Young-iana e al limite della stonatura, un'elemento di novità. Poi, dopo quattro albums di notevole caratura, il gruppo si sciolse e Wynn partì con la sua carriera da solista che altro non era che la continuazione di quello che stava svolgendo con il gruppo: il suo primo lavoro "Kerosene Man" rimane ancora oggi uno dei suoi episodi migliori, ma contemporaneamente ha l'effetto di introdurre l'artista ad una lunga fase di "stasi" creativa che dura almeno dieci anni, con isolate estrazioni; se si eccettua "Melting in the dark" il resto degli albums mostra un'artista che cerca nuove soluzioni senza trovare una buona: o si perde in un anomimo folk-rock o batte percorsi che non gli sono congeniali perchè impersonali e che stranamente si vede sorpassare dai neonati gruppi dello slow core e del grunge che erano sue filiazioni; finchè nel 2001 Wynn caccia fuori un ottimo disco di sintesi "Here come the miracles" in cui lo si apprezza nuovamente per la mediazione intelligente degli stili ricalcati e che per molti rappresenta il suo capolavoro personale. Il decennio trascorso lo vede alle prese con nuovi lavori che indicano un pronto recupero della verve migliore: sia "Static Trasmission" che il più melodico e a tratti acustico "Crossing Dragon Bridge" propongono un serio Wynn, forse non ai livelli dei suoi capolavori ma terribilmente consapevole dei suoi mezzi e "dentro" i suoi lavori. "Northern Aggression" conferma questo trend maturo con un suono compatto e "dark" che riesce ancora a dare soddisfazioni senza scadere nell'anonimato musicale o in operazioni di deja-vù artistico.
Discografia consigliata:
Dream Syndicate:
-The days of wine and roses, Slash 1982
-Medicine Show, A&M 1984
-Ghost stories, Restless 1988
Solista:
-Kerosene Man, Rhino 1990
-Melting in the dark, Zero Hour 1996
-Here comes the miracles, Innerstate 2001
-Static transmission, DBK Works 2003

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.