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giovedì 13 gennaio 2011

Led Zeppelin


I Led Zeppelin sono stati il gruppo rock che partendo dal blues hanno aperto attraverso l'irrobustimento del suono delle chitarre le strade al blasonato genere dell'heavy metal e culture affini: pur non essendo un gran fautore della durezza a tutti i costi per raggiungere un risultato, devo ammettere però che soprattutto quello dei primi anni settanta era realmente un gran risultato musicale; pochi ed essenziali gli ingredienti musicali: un amore spassionato per il blues, una voce quella di Robert Plant fuori dai confini e un chitarrista rock-blues di elevata caratura (Jimmy Page), un batterista tecnico e potente (J. Bonham), ed un evocativo organista (J.P.Jones); il loro primo album che deterrà il record per essero stato il più veloce disco ad essere registrato, testimonianza della loro urgenza espressiva, con un'ottima campagna pubblicitaria suscitata dalla copertina in cui viene presentato il dirigibile "Zeppelin LZ129 Hindenburg" che teoricamente doveva dare l'idea della potenza e della velocità a cui aspirano i partecipanti al gruppo: a "Led Zeppelin" del 1969, va attribuita la paternità dell'hard-blues (spesso conosciuto anche come hard-rock), con la vocalità quasi paradossale di Plant che configura il nuovo modello di cantante rock dall'estensione vocale incredibilmente allungata, lo scatto nevrotico che accompagna la durezza delle chitarre che tendono a divenire "onnipotenti" (questo sarà il modello per eccellenza per le future generazioni), con alcuni brani blues tradizionali allungati ad arte per fare uscire tutto il potenziale dei membri, in specie i lunghi e difficili assoli di Page e il drumming di Bonham riconoscibilissimo per i suoi continui controtempi.
"II" conferma tutte le qualità già intraviste all'esordio e conterrà altre canzoni "commercialmente" d'oro nella storia del gruppo, sebbene gli stessi non siano proprio privi di eccessi nella vita privata, anche fuori dai concerti; il "III" volume comincia ad assecondare i neonati sviluppi di Page e Plant verso la linea di mediazione tra hard e episodi chitarristici acustici: questi albums hanno solo il difetto di essere nati dopo il "dirigibile" e devono combattere quella terribile concorrenza, ma a livello musicale non hanno nulla da invidiargli; il "IV" è probabilmente il culmine della loro rincorsa artistica, in cui le diverse tendenze musicali fino ad allora espresse vengono completamente messe a fuoco e creano brani di portata storica come "Stairway to heaven" e "Battle of evermore" in cui viene chiamata a partecipare al canto Sandy Denny. Quella forma progressiva, con brani di più lunga durata viene ancora ripetuta in "Houses of Holy" che nonostante la controversa questione sul come inquadrarlo nella discografia del gruppo, rimane ancora un tassello di transizione nella loro esplorazione nel campo del rock più adulto e contiene da una parte brani costruiti nel vecchio stile ed altri nuovi che mostrano riferimenti al funk imperante in quegli anni, esposizioni di campionature al sintetizzatore, ritmi reggae, il tutto nell'idea di un sostentamento di un primo e preoccupante ingentilimento del sound, cosa che diventa piuttosto evidente da "Phisical Graffiti" in poi, con Plant che si dirige spesso verso ritornelli parenti della musica da consumo. La mediazione tra riff e ritornelli di più facile riscontro e una vocalità blues che nel tempo perde quasi completamente lo smalto dei tempi migliori, costituirà il leit-motiv della carriera solistica di Plant, che a mia memoria, non riesce quasi mai a colpire nel segno, probabilmente appagato dalle esperienza dei Led Zeppelin, situazione da cui non si è mai risollevato (nonostante il plauso di certa critica). Jimmy Page, invece resterà molto ai margini dal punto di vista discografico, e se si escludono alcune, insignificanti, produzioni in alcuni gruppi appositamente creati per quelle operazioni presunte di "rinascita" commerciale, dà un bel saggio di moderno blues nel suo unico vero album solista pubblicato nel 1988 "Outrider" in cui spicca la versione pesantemente chitarristica di "Hummingbird" di Russell. Bonham (scomparso nell'80) e J.P.Jones invece non avranno grandi possibilità di mettersi in luce individualmente.

Discografia consigliata:
-Led Zeppelin, 1969
-II, 1969
-III, 1970
-IV, 1971
-Houses of the Holy, 1973
Tutti Atlantic Records

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