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lunedì 27 dicembre 2010

La musica di Natale



Così come già fatto per le festività di Pasqua e della commemorazione ai defunti, vi propongo un piccolo vademecum musicale per quelle di Natale: in verità c'è inflazione di musica natalizia, quella che vi propongo qui spero abbia per voi una dimensione diversa, che cerca di scoprire quelli che sono stati i capisaldi della musica sul tema e di trovare spessore artistico nelle opere più meritevoli.
I principali monumenti artistici al Natale provengono dalle antichità musicali e sono opera degli inglesi: se la pratica del canto natalizio era conosciuta in gran parte dell'Europa già da tempo, è al compositore Thomas Tallis che bisogna riferirsi per il primo, pionieristico ed organizzato intervento su temi specificatamente "natalizi", ed in particolare sulla sua messa "Missa Puer natus est nobis" del 1554, che adotta armonie vocali di ragguardevole bellezza polifonica; Tallis e molti compositori britannici dell'epoca dovettero lavorare in sordina, poiché i loro canti erano espressione di un cattolicesimo assai difficile, frutto di uno scisma non perfettamente consolidato, in cui le divisioni all'interno della Chiesa avevano favorito l'auto-adorazione dei regnanti monarchi; per tale via i loro componimenti religiosi si prestavano ad un'ambigua rappresentazione della realtà spirituale: essi venivano talvolta tollerati e confinati senza enfasi nei luoghi di culto poiché era certamente arduo capire a chi si rivolgesse intimamente il pensiero compositivo. Cento anni dopo, grazie all'inserimento sempre più pressante della strumentazione nel canto spirituale, in Germania e Francia il tema venne di nuovo affrontato alla luce di quelle novità, ed arrichito nelle sue componenti: si segnalano in tal senso i lavori di Schutz e Pratorius in Germania e la "Pastorale sur la naissance" di Charpentier in Francia; nel barocco probabilmente il tema raggiunse la sua massima espressione con i famosi e basilari oratori di Bach e Handel (quest'ultimo viene ricordato per il suo Messiah, che nonostante fosse stato eseguito per le festività pasquali, ebbe successo e si legò al periodo natalizio); comunque non fu un affare fra inglesi (Handel viveva in Inghilterra) e tedeschi, anche gli italiani contribuirono con parecchi concerti (grossi) per violino specificatamente dedicati al Natale (Karajan in una sua famosa e diretta incisione discografica ha raccolto il contributo artistico di Corelli, Tartini, Manfredini, Vivaldi). Il nuovo mondo proiettato dal romanticismo non favorì grandi opere sul tema natalizio: al riguardo vengono spesso ricordate le opere di Jakub Jan Ryba con la sua messa ceca, l'Enfant du Christ di Berlioz, i movimenti dedicati all'"albero" di Natale di Tchaikovsky nel balletto dello Schiaccianoci, e si dimenticano quelle di maggior spessore che vennero eseguite nel tardo romanticismo ad opera di Vaughan Williams e di Benjamin Britten: gli inglesi ripresero la tradizione dei loro antenati medievali, convinti del fatto che per costruire un nuovo importante contributo alla musica corale fosse necessario passare dalla canzone popolare che specie per Williams rappresentava un elemento imprenscindibile dei mottetti brittanici del seicento storico; ma al di là del modo di affrontare il tema, sta di fatto che ancora oggi l'Inghilterra sembra ancora l'unico paese in grado, per mantenimento delle tradizioni e per volontà di sviluppare nuove frontiere nel campo corale, ad avere rappresentanti di valore: penso ai canti natalizi infarciti di modernità di John Rutter, ma in realtà sono innumerevoli i gruppi che si dedicano a questa branca della classica con una organizzazione dei talenti in ambito religioso spaventosa se rapportata culturalmente a quella del nostro paese. Tra la produzione contemporanea vi segnalo una breve ma significativa suite per piano del 1979 del compositore George Crumb, che prendendo spunto dagli affreschi della cappella di S. Maria in Arena di Padova, passa in rassegna le varie fasi evangeliche con un personalissimo taglio musicale, atto a suscitare nell'ascoltatore musicale le stesse emozioni ricevute dai dipinti in un perfetto quadro di modernità classica.
Nel campo del jazz, non posso dimenticare l'apporto primordiale che i primi interpreti vocali come Bing Crosby e Frank Sinatra diedero al tema delle canzoni natalizie rese sotto forma di standard e i rifacimenti gospel di Mahalia Jackson, così come nel rock impossibile non ricordare albums a tema come quello di Laura Nyro in "Christmas & Beads of sweat", il natale delle distese canadesi di Cockburn, le cartoline natalizie del Tom Waits nell'episodio di "Christmas Card From A Hooker In Minneapolis" in "Blue Valentine", le canzoni più o meno celatamente dedicate al natale nelle prigioni di Johnny Cash e John Prine, che possono considerarsi degli ottimi esempi per celebrare il natale dei "dimenticati". Innumerevole, ma quasi sempre di scarso valore, la produzione sul natale in ambito new age.

Discografia consigliata:

-Tallis, Missa Puer natus est nobis - in Tudor Music for Advent and Christmas - Stile Antico, Harmonia Mundi
-Schütz: Weihnachts-Historie,Concerto Vocale, René Jacobs, Harmonia Mundi
-Charpentier, Pastorale, Les Arts Florissent, William Christie, Harmonia Mundi
-J.S.Bach, Christmas Oratorio, BWV 248 (BC D7), Gardiner, Archiv
-Torelli, Manfredini, Handel, Locatelli, Corelli, in Christmas Adagio, Karajan, Deutsche Grammophone
-Vaughan Williams, Hodie / Fantasia on Christmas Carols, Emi
-Britten, A ceremony of carols, Hyperion
-Rutter, The John Rutter Christmas album, The Cambridge Singers, Collegium

-Bing Crosby, White Christmas, Decca,
-Mahalia Jackson & others, Best of Christmast Gospel, BMG
-Laura Nyro, Christmas & Beads of Sweat, Sony
-Tom Waits, Christmas card from Hooker in Minneapolis da Blue Valentine, le prison e spiritual songs di Cash, Christmas in prison di John Prine su "Sweet Revenge", Christmas song di Bruce Cockburn in "Salt, sun and time", "Christmas be tonight" della Band.

-Crumb, A little suite for Christmas, A.D. 1979, Barone, NWCRI

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