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giovedì 2 dicembre 2010

Elvis Costello: National Ransom


Costello e` fondamentalmente un "performer" noioso, petulante, poco intelligente e poco creativo, che ha soltanto avuto la fortuna di capitare al posto giusto nel momento giusto, con gli appoggi giusti. Il suo canto nasale farebbe addormentare un epilettico, e le sue melodie sono talmente ripetitive e derivative da dare la nausea. Qualunque sia il pretesto intellettuale che tiene desto l'interesse della stampa per l'iniziativa di turno, Costello rimane fondamentalmente un artista mediocre, incapace di esprimere altro che una fortuna sfacciata.Questa è l’idea di Piero Scaruffi nella sua biografia dedicata all’artista Elvis Costello. Si può essere d’accordo? Costello, discendente a pieno titolo delle melodie beatlesiane, potrebbe essere coinvolto nella proverbiale discussione che poneva indirettamente un confronto tra Beatles e Rolling Stones per esaltarne pregi di quest’ultimi e difetti dei primi? La mia idea è che in questo caso si sia esagerato!
Scendiamo nei dettagli:
1) nella definizione dell’artista di parla di un “performer” (il 90% della produzione artistica è stata scritta dal cantantautore inglese);
2) in merito alla noiosità e al canto nasale, per i quali evidentemente ci si rivolge agli episodi più rilassati dell’artista, quella voce “sospirata”, che raggiunse il suo massimo negli album “King of America” e “Blood and Chocolate”, è stata l’ispirazione di molti cantautori moderni (vedi per es. il canto sofferto di Scott Matthew);
3) si dice poco intelligente e creativo (al riguardo vero è che molte incisioni sono di minor peso specifico, ma è anche vero che lo stesso ha dimostrato di essere un attento rimescolatore in un genere dove tutti gli artisti hanno rimescolato);
4) in merito alle presunte melodie ripetitive, se è vero che Costello può considerarsi un’autore con una forte base beatlesiana, è anche vero che popsters in grado di rinnovare il genere con canzoni ben costruite e mature, non se ne vedono granchè in giro da oltre vent’anni.
Invece io avrei criticato il personaggio, e non tanto per le abusate vesti di Buddy Holly o per altri presunti furti storici, ma soprattutto per gli eccessi e le dichiarazioni che in passato Costello rivolse a musicisti e all’establishment inglese; nè sono d'accordo con una parte prevalente della critica che considera i primi albums dell'autore inglese i suoi migliori, perchè evidente è la mancanza di maturità e personalità artistica. Invece, il suo baritono (imperfetto per Scaruffi) unito ad elementi musicali che mettono in mostra ora sarcasmo ora drammaticità, sono senza dubbio originali. Ricordo una frase studiata su un libro universitario che diceva “provate a far sedere più persone su una poltrona appena comprata: ciascuno avrà una propria percezione della comodità di essa”; quel canto può essere monocorde per alcuni, abrasivo per altri, ma ciò che conta è la positività che resta nella memoria e nelle emozioni.
Costello si è sempre mostrato attento anche ad altre culture musicali: parlo della musica classica, con almeno due notevoli episodi (The Juliet Letters con i Broadsky Quartet e Il Sogno), del jazz (tra collaborazioni e l’appoggio artistico alla moglie Diana Krall), nelle tradizioni americane (tra tutti King of America, ma anche l’ultimo periodo discografico fa pieno riferimento alle stesse), senza dimenticare che è stato uno dei fautori della veloce moda del pub-rock nella seconda parte dei settanta assieme a Nick Lowe, Graham Parker, Dr. Feelgood, etc., un movimento tutto inglese che vedeva gli artisti esibirsi nei pub accostando ecletticamente le influenze tipiche degli americani (blues, rock’n’roll, country, folk) e quelle nate in Inghilterra (punk).
"National ransom" segue le orme della recentissima produzione costelliana indirizzata, per la seconda volta della sua carriera, verso le sonorità americane: è il tipico prodotto che riassume le coordinate musicali dell'artista con livelli musicali a corrente alternata: ma l'essere non constanti è stata sempre la prerogativa della discografia di Costello.
Discografia consigliata:
-Armed Forces, Columbia, 1979
-Imperial Bedroom, Columbia, 1982
-Punch the clock, Hip-o records, 1983
-King of America, Rykodisc 1986
-Blood and chocolate, Rykodisc 1986
-Mighty like a rose, Warner 1991
-The Juliet Letters, Warner 1993
-North, Deutsche Grammophone, 2003
-The delivery man, Lost Highway R. 2004
-Il sogno, Deutsche Grammophone, 2004

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