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mercoledì 20 ottobre 2010

Due esponenti della moderna classica: Hauschka & Peter Broderick



Hauschka, che sta per Volker Bertelmann, è il più sperimentale del lotto dei nuovi professionisti della “modern classical”: i suoi concerti sono preceduti da una cura dei dettagli per la sistemazione del pianoforte: inserisce oggetti sulle corde battute dai martelli secondo un copione che rese celebre certe avventure di John Cage; pianista di impronta minimalista, spesso si fa accompagnare allo strumento da una velata linea di archi per conferire maggiore atemporaneità alla sua musica. Pur non avendo nessuna invenzione tecnica di rilievo, in alcuni momenti ha un afflato romantico a cui difficilmente si riesce ad essere indifferenti: è il tipico musicista che evoca mistero e austerità, è quello che si ascolta per vedere cadere le foglie ingiallite dall’autunno, o per “ripararsi” da un giorno di pioggia. Nonostante il suo primo album “The prepared piano” rappresenti uno dei highlights del movimento, sembra che l’artista nelle ultime uscite discografiche stia gradatamente assestandosi su uno standard di qualità medio con produzioni che a questo punto avrebbero bisogno di qualche idea in più per uscire dall’anonimato musicale. “Foreign Landscapes” purtroppo non sfugge a questo principio.
Discografia consigliata:
-The prepared piano, Karaoke Kalk 2005
-Room to expand, Fat Cat 2007
-Ferndorf, Fat Cat 2008

Peter Broderick , americano di origini, ma residente in Danimarca, è un delicatissimo pianista con un maggiore sensibilità per la composizione di stampo classico con accompagnamento d’archi. Il suo esordio sulla lunga distanza “Float” rappresenta uno dei migliori episodi della corrente di classica moderna e si distingue per una serie di bozzetti pianistici (lievemente arricchiti) al crocevia tra il pianismo “ambientale” di Erik Satie e quello dei minimalisti contemporanei, soprattutto europei. Musicista competente, si è distinto anche per le collaborazioni con Machinefabriek (in cui maggiore è la componente ambientale), per avere musicato un set di danza (in cui prevale un tipico arrangiamento austero), per aver suonato sul disco di presentazione della sorella Heather Woods (in uno stile di folk minimale).
In “How they are” la tradizionale composizione pianistica, viene integrata da episodi di vero e proprio folk cantato in uno stile mediato, abbastanza prossimo a quello di Nick Drake (notevolissima "Human eyeballs on toast"). Il risultato è un clamoroso rovescio di medaglia: le “nuove” songs si dimostrano molto più incisive dei meri intervalli pianistici che invece si allineano nella media delle sue produzioni.
Discografia consigliata:
-Float, Type Records 2008
-Music for fallino trees, Erased Tapes, 2009
-Black grey canvas sky (con Machinefabriek), Fang Bomb 2009

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