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venerdì 10 settembre 2010

La musica classica nel Far East Asiatico. Compositori e pubblicazioni.



Come è ben saputo, tutti i paesi del sud est asiatico e non solo, sono stati per secoli chiusi nelle loro tradizioni, senza subire nessun processo di ammodernamento culturale derivante dalle dinamiche occidentali di quasi trecento anni: rivendicavano da sempre la loro “classical” music, cioè la musica (anche religiosa) che faceva parte delle loro tradizioni locali o che derivava dagli usi imperiali. E’ solo dopo la seconda guerra mondiale che questo “sepolcro” si schiude e dà vita ad una serie di importanti relazioni con l’occidente musicale colto: la maggior parte dei primi compositori asiatici nasce a cavallo tra le due guerre mondiali (dal 1920 al 1945) che provano subito a recuperare il tempo perduto con viaggi e studi di approfondimento in Europa. Alcuni sposano completamente gli idiomi e le tecniche occidentali, altri invece preferiscono un mix che possa affermare anche l’orgoglio e la valenza delle proprie tradizioni. I modelli di riferimento sono di ampia portata e vanno dal romanticismo all’impressionismo, dall’espressionismo alle nascenti culture che pescavano nella modernità, con risultati spesso eccellenti specie in quegli episodi in cui era fervido l’elemento nazionalistico (creando di fatto delle scuole nazionali simili a quelle viste in occidente).
L’operazione di abbattimento delle barriere culturali fatta nelle nazioni più grandi dell’Asia è stata seguita anche dai paesi limitrofi seppur in alcuni casi rimaneva una certa resistenza alle nuove istanze che gli obbligava a mantenere il loro patrimonio “classico” tradizionale:
Taiwan ha prodotto un numero di compositori che tendono a confluire tra elementi occidentali ed elementi musicali locali, di cui però a fatica si reperiscono registrazioni. Hsu Tsang-hui (1929-2001) fu un importante pioniere che era attivo sia come compositore alla ricerca di tecniche estensive sulla musica tradizionale di Taiwan, che allievo musicale. Fu il fondatore di parecchi circoli musicali quali il Music Creative Group nel 1960, che doveva stimolare la composizione nel suo paese e l’Asian Composers’ League nel 1973. Altri compositori conosciuti all’interno di Taiwan e anche fuori all’estero, furono: Lu Chuan Shen (1916), Hsiao Tyzen (1938) che si identificava come taiwanese-americano; Ma Shui Long (1939) riscoperto recentemente dalle nuove generazioni, Li Tai-hsiang (1941), Pan Huang Lung (1945) e Chin Hsi-wen (1957).
In Corea notevole l’apporto di Isang Yun (1917-1995) che costruì un patrimonio musicale (soprattutto sinfonico-concertistico) cercando di sottoporre la tematica tradizionale coreana alle teorie moderne della scuola di Darmstadt.
In Vietnam, i compositori Tien Ton-that (1933) di cui non ho notizia di registrazioni, e Dao Nguyen-Thien (1940) ascoltabile in un oratorio "Les enfants d'Izieu" pubblicato dalla MFA/Harmonia Mundi e non più in produzione, sono state le personalità interculturali di quel paese, così come in Cambogia, l’occidentalizzata Chinary Ung (1942) si è comunque districata nel tentativo di abbinare la tradizione cambogiana con quella europea.
In Cina è impossibile dimenticare il lavoro di Chou Wen-chung (1923), compositore stabilitosi in America sposando la causa di Edgar Varese, che si distinse anch’egli per il lavoro di filiazione tra la vasta tradizione cinese e quella particolarissima del compositore francese. Ancora oggi è omaggiato dalle nuove generazioni. Molti sono i compositori di quel periodo a venire, alcuni dei quali possono essere ascoltati in alcuni lavori reinterpretati nella collana Naxos dalla pianista Chien Jie. Spiccano i due lavori del violinista Ma Sicong (1912-1987) molto meno occidentalizzati dei suoi coetanei.
La Naxos Records ha dedicato tre collane alla musica del far-east: “chinese classics”, invero ancora con pochi titoli ma supportato da un’ampia raccolta alternativa di classica cinese della controllata Marco Polo che costituisce la collana della “chinese music” e i “japanese classics”, collana che ci permette di ascoltare una abbondante produzione musicale con compositori impegnati su ogni fronte (dal concerto alla sinfonia, dal quartetto all’opera); qui troviamo il lavoro di molti dei pionieri e più validi esponenti della musica contemporanea asiatica: Ryunosuke Akutagawa (1892-1927), Saburo Moroi (1903-1977), Qunihico Hashimoto (1904-1949), Hisato Ohzawa (1909-1953), Akira Ifukube (1914-2006), Akio Yashiro (1929), Toshiro Mayuzumi (1929), Tore Takemitsu (1930), in assoluto il più creativo compositore d’Oriente di tutti i tempi, Shinichiro Ikebe (1943), ecc., ciascuno distinguendosi per un approccio personale derivato dai modelli di studio intrapresi.
Qual’ è la situazione oggi?
In Cina i due compositori più quotati e riconosciuti internazionalmente sono Tan Dun (1957), eccellente esponente della cultura sciamanica e Bright Sheng (1955) pianista tradizionale, che fissano nelle loro opere migliori un vero e proprio standard qualitativo. Da ricordare inoltre la fortissima schiera di musicisti che non compone, e si dedica alla riproposizione del patrimonio artistico occidentale, con talenti di reale valore proprio in Cina.
Sviluppatissima è oggi l’avanguardia asiatica che si perde in mille diramazioni anche fuori dai confini tradizionali della musica classica: molti artisti giapponesi costituiscono nuove frangie dell’oltranzismo musicale, basti pensare ad esempio all’ EAI (organizzazione particolarissima che si dipana nelle grandi metropoli mondiali con musicisti impegnati ad improvvisare su strumenti “preparati”, in cui vengono inseriti numerosi oggetti). Per quello che concerne comunque la “classica” per definizione, tra i compositori più apprezzati troviamo Somei Satoh (1947), che nei suoi momenti migliori mette assieme minimalismo e filosofie buddiste,Toshio Hosokawa (1955), con una ricerca approfondita nei riferimenti antichi della musica tradizionale del suo paese ben applicata alle caratterizzazioni moderne del suono, Misato Mochizuki (1969) spettralista che per il momento è udibile solo in alcuni lavori su Kairos R. Tra i compositori al confine con altri generi troviamo Takashi Yoshimatsu (1953), compositore eclettico e multi stilista, che spazia dal modernismo classico alla musica di “consumo”, alcune opere di Ryuichi Sakamoto (1952) che si avvicinano al gusto neoclassico che sembra essere ritornato di moda in Europa.
La Tzadik Records da sempre interessata alle istanze orientali di tutti i tipi, ha permesso a molti compositori asiatici (presenti e passati) di poter effettuare registrazioni di opere che altrimenti sarebbero rimaste sulla carta: in particolare si distinguono i lavori dei giapponesi Teiji Ito (1935-1982), immersi nel teatro d’avanguardia e nella sperimentazione incrociata su una pluralità di strumenti tipici, e Mamoru Fujieda (1955), compositore rientrante nel giro del minimalismo americano, direi secondo minimalismo, con apporto di elementi di storia e tradizioni giapponesi, senza dimenticare le contribuzioni onnicomprensive della famiglia Takahashi (Yuji e Aki) attivi nella riproposizione e nello studio di molti modelli classici occidentali moderni; la compositrice minimalista cinese Bun Ching Lam (1954) che ha lavorato con la crema dei musicisti d’avanguardia americani ; la cellista coreana del sud Ha-Yang Kim di Seoul, e l’avanguardista taiwanese Chien-Yin Chen.

Discografia consigliata. (per etichetta discografica)

Naxos Records: (con link diretto al sito)
AKUTAGAWA: Ellora Symphony / Trinita Sinfonica / Rhapsody
HASHIMOTO: Symphony No. 1 / Symphonic Suite
HAYASAKA: Piano Concerto / Ancient Dances on the Left and on the Right
IFUKUBE: Sinfonia Tapkaara / Ritmica Ostinata / Symphonic Fantasia No.1
Japanese Orchestral Favourites
MATSUDAIRA: Bugaku Dance Suite / Theme and Variations for Piano and Orchestra
MAYUZUMI: Bugaku / Mandala Symphony / Rumba Rhapsody
MOROI: Symphony No. 3, Op. 25 / Sinfonietta, Op. 24 / Two Symphonic Movements, Op. 22
OHGURI: Violin Concerto / Phantasy on Osaka Folk Tunes / Legend
OHKI: Japanese Rhapsody / Symphony No. 5, 'Hiroshima'
OHZAWA: Piano Concerto No. 2 / Symphony No. 2
SUGATA: Symphonic Overture / Peaceful Dance of 2 Dragons / The Rhythm of Life
TAKEMITSU: Orchestral Works
TAKEMITSU: Piano Music
TAKEMITSU: Toward the Sea / Rain Tree / Rain Spell / Bryce
YAMADA, K.: Nagauta Symphony / Meiji Symphony / Maria Magdalena
YASHIRO: Piano Concerto / Symphony
CHEN, Jie: Chinese Piano Favourites
MA, Sicong: Music for Violin and Piano, Vol. 1 (Hsiao-Mei Ku, Ning Lu)
MA, Sicong: Music for Violin and Piano, Vol. 2 (Hsiao-Mei Ku, Ning Lu)
CHU / LIU / SHENG / SHI / XU / YIN: Yellow River Piano Concerto (The) (Kong Xiangdong)
HE / DING / HUANG: Chinese Orchestral Works
HSU / KUO / MA: A Sketch of the Rainy Harbour
ZHU, J.: Symphonic Fantasia / Symphony No. 4

Tzadik Records:
Chien-Yin Chen : Purr, 2003
Mamoru Fujieda : Patterns of plants 1997, 2008
Teiji Ito : Watermill, 2008
Ha-Yang Kim : Ama, 2007
Bun-Ching Lam : …like Water, 1997
Yuji Takahashi , Finger light, 1995

Altre:
Chinary Ung, Seven Mirrors, New Wordl Records, 2005
Dao nguyen then, Les enfants d’Izieu, MFA/Harmonia Mundi, 1999
Chou Wen- chug, Pien for piano, Composers recordings, 1995
Tan Dun, Water passion after Saint Matthew, Sony 2002
Bright Sheng, Never Far Away: Music of Bright Sheng, Telarc 2009/China Dreams; Flute Moon; Postcards, Bis 2000
Somei Satoh, Towards the night, New Albion Records, 2009
Toshio Hosokawa, Voiceless Voice in Hiroshima, Col legno, 2001
Misato Mochizuki, Si bleu, si calme, Kairos 2003
Takashi Yoshimatsu, Symphony 5, etc., Chandos, 2003
Isang Yun, Symphonies 2 & 4, Camerata 1996
Toshi Ichyanagi, Life music, Orchestral spaces, Varese Sarabande, 1978
Asia Piano Avantgarde: Japan vol 1, by Kazuo Fukushima, Toshio Hosokawa, Toshi Ichiyanagi, Maki Ishii, and Jo Kondo, DG 2006
Ruyichi Sakamoto, Back to the basics, Sony 2001

P.S. Grazie ad alcune segnalazioni, devo rettificare quanto detto a proposito del compositore Ton-That Thiet sulla mancanza di registrazioni: effettivamente sono disponibili (penso comunque con difficoltà di reperimento) alcune sue opere tra le quali la più famosa ed importante è "Les Jardins d'autre monde" che viene eseguita dall'Ensemble Les Temps Modernes su etichetta Hortus (2006) assieme ad altre due composizioni dello stesso.

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