Translate

venerdì 24 settembre 2010

Bruce Kaphan: Hybrid, Wiggling


Inserito da molti giornalisti musicali nelle recensioni musicali "new age" Bruce Kaphan, specialista della pedal steel guitar, chitarra di derivazione hawaiana, ascoltata nella country music dagli anni sessanta in poi, può invece entrare facilmente in simbiosi con altri generi musicali. "Hybrid" (secondo vero impegno discografico dopo l'esordio nel 2001 con "Slider -Ambient Excursions for pedal steel guitar, Hearts of space, 2001) è senza dubbio un'apertura a nuovi orizzonti per questo strumento direi "distrattamente" dimenticato; la pedal steel guitar, una eclettica chitarra a due manici stesi suonata con uno "slide" metallico e regolata da un pedale, è stata oggetto di scoperta non solo negli anni di sviluppo del country dai suoi musicisti e quelli del rock (Jerry Garcia, Nils Lofgren, ecc.) ma è stata usata anche da musicisti estranei a quel genere (penso all'uso "africano" che ne faceva King Sunny Ade nella sua Juju music). Negli ultimi tempi c'è stato anche un tentativo di organizzare un concerto con orchestra attorno allo strumento fatto dal compositore di telefilm americano Levine con lo strumentista Gary Morse (nella pianta della band di Dwight Yoakam), di cui si può ascoltare un movimento nel sito relativo. Ma sta di fatto, che Kaphan è ormai un decennio che si presta alle collaborazioni arrichendo con il suo strumento l'impianto sonoro degli artisti con cui viene a contatto: è intervenuto nei dischi di John Lee Hooker e Charlie Musselwhite, in quasi tutta la discografia del gruppo di alternative country American Music Club e dei dischi solisti di Mark Eitzel, negli album da "Amorica" in poi dei Black Crowes, in "Forever blue" di Chris Isaak, in "This river only brings poison" dei Dakota Suite, in "Schoolyard ghosts" dei No-man, etc.; quindi musicista che suona in àmbiti molto eterogenei. Ed in realtà è questo il suo punto di forza: "Hybrid" ce lo ripresenta come musicista di rango, non certamente pirotecnico, personaggio in grado però di affrontare qualsiasi stile, dal folk al jazz (echi di Fahey e Frisell), alla classica (sentire "Okanan Jubilee" scritta con quartetto d'archi), persine tessiture orientali (sentire "Country and eastern" sul disco precedente) e di gettare un ponte tra il "country" e tutte le culture musicali moderne che derivano dall'elettronica: musica ambientale, new age, wordl music, in un territorio poco battuto dagli artisti. Per questi motivi ritengo si distacchi un pò da certe consapevolezze new-age, ma a suo e nostro vantaggio.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.