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venerdì 20 agosto 2010

Classica. Innova Records: Ann Millikan e Susan Fancher



L’etichetta discografica americana INNOVA Records si è sempre caratterizzata per gli scopi peculiari musicali tendenti a promuovere tutte quelle forme d’arte in cui il suo music management crede: spazia dalla musica classica al jazz, dalla musica sperimentale all'etnico, e privilegia normalmente quei progetti artistici di “fusione” tra generi. Quindi se da una parte una eccessiva discrezionalità dei suoi rappresentanti potrebbe essere interpretata in maniera restrittiva, dall’altra un progetto valido ed un compositore valido fanno presto ad essere notati.
In questo post vi propongo due interessanti compositrici americane.
Ann Millikan, americana, ha un background jazzistico, sebbene la sua scrittura sia ampiamente classica. Il suo secondo cd “Ballad Nocturne” (2010) contiene tre larghe composizioni: “Trilhas de sombra” composizione molto variegata nell’orchestrazione con finale "adagio", giocata forse in modo eccessivo sui timbri e le contrapposizioni tra strumenti, ma che rivela un efficace incrocio tra atonalità e tonalità; “Landing the inside the animal” tende all’ipnotismo con fraseggi ripetuti ed una seconda parte orchestrata con dinamiche sudamericane; ma il vero capolavoro del disco è l’iniziale title-track, che anche grazie all’apporto fondamentale del pianista italiano Emmanuele Arciuli (redattore anche del sito online “Il giornale della musica”), distribuisce una specie di concerto orchestrale per piano, basato su continui chiaroscuri che stanno stilisticamente tra l’impressionismo di Debussy e il jazz di Bill Evans.
Susan Fancher, insegnante di musica all’università di Duke, è invece il prototipo di artista che cerca relazioni tra la musica (è una sensibile sassofonista) e l’elettronica. Nel suo ultimo cd “In two wordls” (2009) risalta la riproposizione di un brano (la title track) ormai andato perduto di Morton Subotnick a causa della vetusta tecnologia utilizzata all’epoca dal programma: la Fancher ne fa una nuova pregnante versione che ci permette di riascoltarla in maniera definitiva in un album che ha comunque altri spunti degni di nota che portano alla ribalta composizioni di autori misconosciuti come James Paul Sein, John Anthony Lennon, Reginald Bain, ecc. tutti valenti sperimentatori nel campo dell’elettroacustica.

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