Translate

lunedì 9 agosto 2010

Alejandro Escovedo: Street Songs of love



Alejandro Escovedo rappresenta uno delle punte di diamante del cosiddetto alternative country “dolente”: le sue sfortunate vicissitudini personali hanno da sempre costituito l’ossatura delle sue canzoni suscitando l’ammirazione non solo dei suoi colleghi ma anche della critica musicale in generale. Escovedo, facendo spesso uso di una strumentazione austera (soprattutto violini) ha dimostrato che anche nel country si potevano introdurre elementi “gotici” ed oscuri che non rovinassero la fluidità e la gradevolezza della musica di “campagna”: in tal senso è orientato il suo primo sforzo da solista “Gravity” che arriva dopo anni di militanza nel punk (nel complesso dei Nuns) e nel movimento cow-punk (un’incrocio tra country e punk) con i Rank and File. Il suono di Escovedo è un collage che non è solo country, ma anche riff alla Rolling Stones e cantautorato americano anni settanta: nella sua musica si avvertono nettamente passaggi musicali alla Springsteen o alla Petty maniera, in una discografia che si divide tra episodi più “vissuti” nei testi e più vicini ad una drammacità country (in questo caso i riferimenti sono anche a Neil Young) ed episodi in cui invece emerge maggiormente il suo passato da rocker più duro e concreto che comunque artisticamente è sempre ben confezionato.
“Street songs of love” fa parte di questa seconda categoria e costituisce un’evoluzione del precedente “Real Animal” che si poneva sulla stessa linea. Emerge una collaborazione con una delle sue fonti di ispirazione, Ian Hunter nel brano “Down in the bowery”.

Discografia consigliata:

-Gravity (Watermelon 1992)
-With these hands (Rykodisc 1996)
-The boxing mirror (Back Porch 2006)

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.