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giovedì 1 luglio 2010

Josè Manuel Lopèz Lòpez: Conciertos


Tra i compositori moderni contemporanei spagnoli Josè Manuel Lòpez Lòpez (1956) è sicuramente tra i più interessanti: la Kairos pubblica il suo primo disco in cui tenta di riassumere le coordinate musicali nell’arco dell’ultimo ventennio scorso in cui Lòpez si è progressivamente ripulito degli iniziali approfondimenti sulle composizioni seriali per approdare ad una sua personale forma di spettralismo musicale. Nonostante sia abbastanza cospicuo il numero delle composizioni composte, poco è stato registrato su cd: esiste una raccolta di lavori che prende in considerazione gli esordi del compositore (vol. 9 di una serie dedicata ai compositori classici contemporanei spagnoli); poi alcuni brani (molto apprezzati e suonati negli ambienti contemporanei) sono presenti in raccolte dedicate ad uno strumento o ad un genere; la Ricordi nel 2000 ha pubblicato un’altra raccolta “Lo Fijo y lo volatil”, mentre nel 2008 è stato invece registrato “Works for soloists and ensemble” su Neos R. un fondamentale contributo con approccio multistrumentale all’arte dell’odierno direttore dell’importante istituzione dell’Auditorio Nacional de Musica di Madrid. Questo su Kairos rappresenta probabilmente il miglior approccio a Lòpez Lòpez, in virtù del fatto che presenta tre notevoli composizioni, dal concerto per violino e orchestra del 1995 (già presentato nei concerti), al concerto per piano e orchestra (2005, in prima discografica assoluta) che rappresenta probabilmente la sua miglior prova nella consapevolezza di una piena maturità artistica, al Movimenti per due piani ed orchestra (1998), che mostra la sua graduale trasformazione dalla sperimentazione seriale a quella spettrale.
La particolarità e l’originalità dell’artista spagnolo risiede soprattutto nell’uso dell’elettronica che fa da contorno alla composizione per strumento (sentire per es“Lo Fijo y lo volatil” per piano e live electronics, il cui ascolto è possibile anche su youtube), e nelle applicazioni alla composizione che utilizza tutto ciò che è tecnicamente disponibile all’artista per comporre: piano preparato, microtonalità, analisi dello spettro, ecc. sono tutte variabili che rendono molto meno introverso il suo modo di esprimersi in musica così come è successo nella grande tradizione artistica inizialmente francese degli spettralisti, che suscitano nell’ascoltatore sensazioni stranianti ma comunque positive, con letture “trasversali” che rendono perfettamente l’idea dei soggetti od oggetti sottostanti alle composizioni (vedi anche ad es. Le Parfum de la lune).

Discografia consigliata:
-Lo Fijo y lo volatil, BMG Ricordi 2000
-Works for soloists and ensemble, Neos 2008
-Trio II, tratta da Works for solo guitar (lavori per chitarra di spettralisti), Qualiton 2000
-Conciertos, Kairos 2010


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