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martedì 13 luglio 2010

Erik Wollo: Gateway


Chitarrista norvegese, Erik Wollo ha già una apprezzatissima carriera alle spalle iniziata pressappoco alla metà degli anni ottanta quando esordì con “Where it all begins” che lo presentava come un abile solista con svariate influenze: i suoi primi dischi (che personalmente reputo siano probabilmente i suoi capolavori) lo introducono come artista di rango con formazione musicale ampia e con sonorità molto vicine a quelle dei musicisti jazz/fusion norvegesi (T. Rypdal, J. Abercrombie, ecc. per intederci); tuttavia Wollo aveva fin da allora una peculiarità, una predisposizione naturale alla musica elettronica e in generale alle sue evoluzioni attraverso la spiritualità new-age o le “landscapes” ambientali. Difatti già in “Traces” , Wollo metteva sostanzialmente da parte l’anima jazz e rock per sviluppare quella ambient e new age. Tutti i suoi dischi successivi diventarono dei veri progetti musicali intrisi però di quella profondità (anche paesaggistica) tipicamente nordica, spesso dedicandosi ad un lavoro di composizione dove la chitarra, il suo strumento principale, veniva boicottata a favore di una ricerca di spiritualità quasi subliminale e ottenibile da una personale manipolazione di effetti elettronici. (con spunti nella "space ambient" music e nella "world"). E’ qui forse che ci si può dividere sul personaggio e sul suo apprezzamento, poiché non sempre questi lavori risultano particolarmente innovativi ed appassionati quando è assente o poco presente la chitarra, che alla fine risalta come il suo carattere distintivo.
“The gateway”, ultimo lavoro dopo un decennio passato di produzioni a corrente alternata, fa parte di quella categoria di albums di ambient al "confine" (come molti lavori di Steve Roach), con una visione profonda, ben costruita, ma purtroppo, in questo caso, emotivamente nella media statistica, forse alla ricerca di un zenith spirituale un pò troppo accademico e “nebuloso” come i soggetti che si vogliono descrivere. Tuttavia sulla modernità e la sensibilità dell’artista c’è poco da discutere: lo dimostrano le numerose commesse ricevute per video installazioni e films, nonchè le composizioni scritte per il teatro multimediale.



Discografia consigliata:

-Where it all begins, Hot club 1983
-Dreams of pyramids, Hot club 1984
-Traces, Cicada Rec 1985
-Images of light, Origo sound 1990
-Guitar Nova, Monumental Records, 1998
-Emotional landscapes, Spotted Peccary Music, 2003
-Blue sky, red guitars, Spotted Peccary Music 2008

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