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venerdì 9 luglio 2010

Einojuhani Rautavaara: Before the icons/A tapestry of life



Sono stati pubblicati su Ondine due lavori recenti del grande compositore finlandese E. Rautavaara, uno dei mostri sacri della musica classica contemporanea.
E. Raautavara (1928) viene considerato nella letteratura musicale classica come un trait-de-union tra i movimenti romantico-impressionisti e tutta la modernità del secolo scorso. Tuttavia un primo ed errato approccio al compositore, può generare la convinzione che l’artista abbia svolto nel corso della sua lunga carriera (è attivo dagli anni 50), un lavoro di incrocio e cesellamento delle due correnti musicali di cui si occupava; in realtà Rautavaara è andato oltre i canoni della riproposizione moderna, e quando ha usato la modernità l’ha fatto sempre con garbo, senza spingersi in eccessivi sperimentalismi, piuttosto puntando ad una caratteristica peculiaria della sua arte di comporre: creare con i suoi componimenti delle sensazioni “vere”, rispettose sì del passato, ma tremendamente “personali”. Se si prende in considerazione il suo vasto repertorio, si noterà certamente la cura e la creatività che Rautaavara ha profuso soprattutto nel rapporto con l'orchestra facendola diventare uno strumento duttile ed esplicatorio del suo personale progetto musicale: le otto sinfonie, laddove si rifanno fondamentalmente per la melodia all’asse Schubert-Mahler-Sibelius, con una tipica connotazione nordica, rivelano l’uso di elementi di contemporaneità che pescano nel miglior repertorio dei serialisti ed avanguardisti classici del novecento: basti pensare agli impasti timbrici meravigliosi che pedissequamente costituiscono le sue composizioni, alle dinamiche dell’orchestra, all’utilizzo del concretismo musicale fuso nel componimento (il suo maggior successo è il “Cantus Arcticus” per orchestra e voci di uccelli manipolati discretamente su nastri magnetici).
Rautavaara si inserisce quindi alla fine più in un filone neo-romantico che post-modernista, almeno se si vuole dare più rilevanza ai sentimenti che alle note musicali, tendenza pienamente condivisa anche nella produzione concertistica (al piano, al violino, all’organo, ecc.). Forte d’altronde è stata la sua ammirazione per il pittore Van Gogh, di cui forse interiorizzava la sua irrequietudine artistica, dedicandogli una sinfonia intera (la sesta chiamata "Vincentiana") nonché un’opera lirica; così come sempre più forte si fa avanti, nelle composizioni più recenti, la componente “spirituale” della sua musica: “Before the icons” (che prende ispirazione dalle icone ortodosse) e “Tapestry of life” (componimento testimonianza di una rinascita spirituale dopo una grave malattia) rimarcano questa virata del musicista nei meandri della religione vissuta in modo intenso negli ultimi quindici anni, trasfusa nel suo caratteristico “curriculum” musicale: questi due lavori per orchestra, pur mostrando la sua grandiosa sensibilità artistica, forse hanno il solo difetto di non riuscire ad avere quella capacità di creare "passaggi fondamentali” da tramandare ai posteri, così come è invece accaduto nei suoi grandi capolavori.


DISCOGRAFIA CONSIGLIATA: (tra parentesi l'anno di composizione)

-Symphonies 1 (1956) & 3 (1961), Max Pommer, Ondine 1995
-Symphony No. 5 (1986); /Cantus Artictus (1972), Max Pommer, Ondine 1994
-Symphony 7: "Angel of Light" (1994), L. Segerstam, Ondine 1996
-Cello Concerto, Op. 41 (1968), Max Pommer, Ondine 1994
-Harp Concerto (2000), Ondine 2000
-Works for Piano (racchiude tutta la produzione al piano con brani che spaziano dagli esordi intorno al 1950 fino alla data di pubblicazione del cd), Laura Mikkola, Naxos 1999
-Isle of Bliss (1995)/Piano Concertos Nos. 2 (1989) and 3 (1998), Eri Klas, Laura Mikkola, Naxos 2003
-Garden of Spaces (2003); Clarinet Concerto (2001), L. Segerstam, Ondine 2005
-Autumn Gardens (1999), Ashkenazy, Ondine 2000
-String Quintet, "Les Cieux Inconnues" (1997), J. Sibelius Quartet, Jan-Erik Gustaffson, Ondine 1998
N.B. Quasi tutte le sue opere sono state pubblicate in una gara fra l'etichetta discografica scandinava Ondine Records e la Naxos in una battaglia che spesso li divide solo per una questione di prezzi dei cd.

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