Translate

giovedì 20 maggio 2010

Jon Lord: To notice such things


Jon Lord, tastierista del famoso gruppo di hard-blues dei Deep Purple, ha intrapreso, direi con un pò di ritardo, una carriera solistica dedicata totalmente alla musica classica. Senza rinvangare il passato che lo ha visto proprio con il suo gruppo storico suonare con la Royal Philarmonic Orchestra di Londra in uno dei dischi migliori dei Deep Purple, è doverso ricordare che di solito il passaggio alla classica per un musicista rock è traumatico: mi devo ricredere nel caso di Jon Lord, poichè ci troviamo di fronte ad un "compositore" che invece non è per niente deficitario sul piano delle tradizioni musicali della musica colta o perlomeno lo è diventato: non è il primo episodio discografico immerso nella musica colta questo di "To notice such things" (che è dedicato alla memoria del suo amico letterato John Mortimer); escludendo gli episodi "ibridi" della sua discografia, nel 2006 Lord aveva avuto modo di presentarsi alla comunità classica completamente depurato dei riferimenti pop e progressivi, prima con il suo "Durham Concerto", un lavoro commissionato per il 175° anniversario dell'università di Durham, e poi con "Boom of the tingling strings"/"Disguises" pubblicato nel 2008.
Dimenticatevi l'organista bachiano "profondo e oscuro" dei Deep Purple, qui i riferimenti sono ad un barocco più sereno e in linea, unito a gran parte dei caratteri del sinfonismo e della musica da concerto della scuola inglese romantica e impressionista (da Elgar a Ralph Vaughan Williams), a cui Lord aggiunge il suo tocco di pianista ed organista di estrazione pop/rock progressiva che si inserisce molto bene nella struttura musicale dei brani. La sua è un'esaltazione delle dinamiche, un lavoro di splendida registrazione che rileva sulle intensità e le durate dei suoni. Certo ha anche i germi di una modernità "mondana", ma questa viene fatta confluire nella struttura in maniera da non assorbire l'orecchio dell'ascoltatore che invece viene affascinato dagli aspetti "cinematici" che le composizioni toccano durante lo svolgimento del tema. (molte le colonne sonore commissionate all'artista). Quindi in definitiva ancora un bel lavoro, sebbene i precedenti ritengo gli siano superiori per varietà musicale.
Discografia consigliata:
-Concert for group and orchestra, (con i Deep Purple), live con la Royal London Philarmonic Orchestra, conduzione di Malcom Arnold, Harvest 1969
-Durham Concerto, Royal Liverpool Philarmonic Orchestra, Avie 2006
-Boom of the Tingling Strings & Disguises, Emi 2008

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.