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mercoledì 12 maggio 2010

Musicisti di fisarmonica.




Soddisfo la richiesta di un caro amico lettore che mi ha chiesto di parlare un pò dei musicisti della fisarmonica.


Strumento particolarmente espressivo delle danze popolari, la fisarmonica con la variante del bandeneon (fisa dalle dimensioni più ridotte), costituisce uno strumento amato da alcuni ma anche odiato da altri: esempi brillanti di virtuosi dello strumento sono presenti in molti generi musicali e forte è l'uso in vari contesti da quello classico alla musica leggera. Tuttavia se l'uso popolare è cosa consolidata nel tempo, l'uso da virtuoso o meglio da "compositore" risulta prerogativa di pochi. Negli ultimi venticinque anni la fisarmonica ha avuto finalmente l'interesse che gli spettava, prerogativa di moltissimi compositori di classica, attorno ai quali si è creato finalmente un repertorio minimo da poter utilizzare negli studi dei conservatori musicali.

Gli esempi più eclatanti in tal senso sono quelli provenienti dalla scuola europea moderna (Ellegaard, Norgard, Donatoni, Berio) e quelli della scuola russa (Gubaidulina) che utilizza un tipo particolare di fisarmonica: il bayan. Ma esistono delle tipicità anche nelle Americhe con propri caratteri innovativi: una fisarmonicista da ricordare nell'ambito del minimalismo e della sperimentazione è Pauline Oliveros, così come importante è il contributo dato allo strumento da Astor Piazzola che grazie al suo "tango argentino", rappresenta un punto imprescindibile per costruire dei crossover alternativi tra generi.

Gli esempi non mancano nemmeno nella musica rock e nel jazz. Basti pensare al trasferimento delle tradizioni europee (polka boema, mazurka polacca, folk di vari paesi europei) nel sud degli Stati Uniti, iniziata con l'emigrazione degli irlandesi in cerca in un nuovo "habitat" all'inizio dell'ottocento: nella contemporaneità il musicista più famoso è sicuramente Flaco Jimenez nel Texas che è stato a lungo il fisarmonicista di riferimento del Ry Cooder degli anni settanta; su questa dimensione viaggia anche David Hidalgo e il suo progetto dei Los Lobos; ma non si può dimenticare anche la presenza francofona (sempre nel Sud) nel cosiddetto "bayou country" corrispondente alla zona della Louisiana che ha dato i natali alla cajun e zydeco music, musica basata fortemente sull'utilizzo della fisarmonica di cui Zachary Richards è sicuramente il più valido e famoso esponente.

Nel jazz gli esempi partono dai lontani anni '30 in cui si affermarono molti fisarmonicisti soprattutto nelle band di swing e be-bop. Tuttavia l'impulso vero e proprio dato dal francese Richard Galliano è impareggiabile: grazie a lui la fisarmonica fa un vero e proprio salto qualitativo e si pone in una luce del tutto nuova e moderna. E' lui l'inventore della "new musette", una riproposizione moderna e fusa con l'improvvisazione jazz della musette francese, una tipica danza popolare suonata originariamente con cornamusa. Ma in vero è l'artista che colpisce, perchè a differenza degli altri fisarmonicisti che si misuravano quasi totalmente con stardard, Galliano pone in essere un proprio processo compositivo che pesca in tutte le possibili influenze musicali che lo strumento può offrire. In questo senso è nota la sua collaborazione ed amicizia con Astor Piazzolla che ha avuto modo di essere espressa più volte (anche discograficamente) e che ha fornito un'evoluzione della fisarmonica nella musica colta, sebbene sia la musica popolare e le sue relazioni con il jazz che lo faranno ricordare ai posteri....da una sua intervista..."La fisarmonica si trova in tutto il folklore, a Parigi è il valse musette, in Italia è il liscio, la mazurka, la tarantella, in Brasile è il forrò, la samba, nei paesi dell'est, in Romania ci sono dei grandi fisarmonicisti, vicini alla musica di Bartok, in Cina e nei paesi asiatici imitano, copiano, in Africa, in Colombia utilizzano l'organetto. Quando suono cerco di pensare a tutto questo, comincio con un tango, poi un valse musette, poi una ballata, ancora jazz, dopo vado verso il Brasile. La gente che mi ascolta mi segue e propongo così un viaggio musicale".

Un altro fisarmonicista nel jazz contemporaneo è lo statunitense Guy Klucevsek, la cui figura riveste importanza perchè riflette la "globalizzazione" delle culture in musica e non a caso le collaborazioni con il trombettista Dave Douglas si sposano a meraviglia nel pensiero "triste" e "decadente" di un evidente omaggio alla cultura dei balcani. Inoltre, si segnalano anche i fisarmonicisti ECM, l'argentino "free style" Dino Saluzzi e il "nordic style" Frode Haltli.


Discografia consigliata:


Per la classica:

-Luciano Berio, Sequenza XIII for accordion "Chanson", Deutsche Gram.1995
-Mauricio Kagel, Episoden, Figuren 1993 in Solowerke für Akkordeon und Klavier, Winter 1998
-Sofia Gubaidulina, De Profundis, for bayan 1978, Bis 1995
-Contemporary Danish accordian, vari compositori eseguiti da Mogens Ellegaard, Point 1995
-Arne Nordheim, Spur for accordion & orchestra, da "Listen: The art of A.Nordheim", Norway 2002
-Pauline Oliveros, The wanderer, Important Record '86
-Astor Piazzolla, The rough guide to Astor Piazzolla, Wordl M. 2005/Concierto para bandoneon, Nonesuch 1990

N.B. Molte composizioni per fisarmonica sono studiate nei conservatori o nelle università, ma mancano ancora di una sistemazione discografica.


Per il Jazz:

-La fisarmonica nel jazz, allegato alla rivista Musica Jazz, n. 6/95
-Richard Galliano, New Musette, Label Blue, '91 /Blues sur seine, La lichere '92/Laurita, Dreyfus R. '95
-Guy Klucevsek, Flying vegetables of the apocalypse, XI Record 91
-Dino Saluzzi, Kultrum 1982, ECM R.
-Frode Haltli, Yeraz 2008 (con T. Seim), ECM R.


Per le culture rock:

-Flaco Jimenez, Arriba el norte, Rounder, 1988
-Zachary Richard, Women in the room, A&M 1990





1 commento:

  1. Grazie Ettore, ho gradito il tuo interessamento ed impegno nell'esaudire una mia richiesta specifica su uno strumento verso cui mi sento particolarmente trasportato. A brevissimo spero di potermi dedicare con maggiore cura all'approfondimento della tua apprezzabile trattazione che, cose sempre, appare connotata da pregio e dovizia di conoscenze. Un abbraccio, Michele Castriotta

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