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mercoledì 21 aprile 2010

Valentin Silvestrov


Nel post dedicato ai dischi del decennio passato, devo ammettere che per Valentin Silvestrov, ho dovuto per certi versi fare una forzatura nell'inserimento di alcuni dischi che, sebbene stampati nel decennio, facevano riferimento a composizioni che vanno dal 1960 al 1999, ma che proprio non volevo scartare; con questo breve post di retrospettiva dell'artista, cercherò di rimediare ed essere più preciso.


Valentiv Silvestrov, di Kiev, è un compositore che nasce nell'avanguardia classica sovietica, in contrapposizione alle scuole tradizionali russe. Ha caratteristiche musicali molto personali (molto vicine a Schnittke ed altri autori russi) e le sue prime composizioni pescano abbondamente nell'atonalità; ad un certo punto, decide, nei primi anni settanta di voltar pagina e comincia a comporre lasciando sempre meno spazio alle sue origini, dando vita ad una sorta di moderno romantico (Silvestrov viene inglobato da molta critica nel movimento della new semplicity o new romantic in cui venivano compresi anche Rihm e Gorecki). In realtà Silvestrov non perde assolutamente la sua modernità di autore, anzi la integra con le prerogative del movimento romantico, ma se vogliamo essere un pò più precisi dobbiamo parlare anche di tardo romantico, poichè evidenti sono le frammentazioni sonore che si rifanno a Mahler e ai sinfonisti del primo novecento; nella produzione pianistica invece Silvestrov è un ibrido tra modernità e Chopin.
Di Silvestrov è doveroso sottolineare la trilogia sinfonica (la 4°-5°-6°) che lo proietta, di dovere, nell'ambito dei grandi compositori contemporanei. E' qui che si forma lo stile personale del pianista ucraino, che costruisce delle "piece" eteree, con una scrittura particolarissima, una sorta di coda o epilogo allargata nel tempo, con delle irresistibili parti interne strutturate sotto forma di adagio che si rifanno molto chiaramente alle sinfonie mahleriane: come dice l'autore in senso metaforico......la nostra avanzata consapevolezza artistica ci porta a ritenere che pochi testi (musicali) possano avere un "inizio", metaforicamente parlando...questo non significa la fine della musica come arte, ma la coda finale di essa in cui può indugiare a lungo. E' proprio nell'area della coda che una vita immensa è possibile.....(fonte wikipedia). La Sinfonia n. 4 è stata composta nel 1976, la 5° nel 1982, la 6° è del 1994-95; a queste è necessario aggiungere anche "Metamusik", sinfonia per pianoforte ed orchestra del 1992 che ha caratteristiche simili. Con queste sinfonie, Silvestrov occuperà un posto fisso nell'ambito dei sinfonisti moderni, sebbene già da tempo scarso è il peso che i nuovi compositori danno alla "sinfonia" intesa in senso lato come struttura musicale ben definita. Silvestrov è uno dei pochi compositori che ancora dà una valenza alla sinfonia (in Italia per es. un'altro è Sergio Rendine).
Per quanto riguarda la produzione pianistica, sono da sottolineare le bellissime e personali proposte derivanti dalle tre "piano sonata" (composte rispettivamente nel '72-'75-'79), le numerosi composizioni "romantiche" (valtzer, bagatelles, serenate, ecc.) sopratutto nell'ultimo percorso stilistico dell'autore. Non meno importante è l'episodio "Silent songs" del 1975, un ciclo di cycle songs (cantante da un baritono lirico), di una bellezza e profondità spaventosa: un baritono che comprime il suo potenziale vocale per tutta la durata dell'esibizione cantando in maniera confidenziale, angelica con sembianze quasi "liturgiche". Non sono un grande amante di questo tipo di canto, ma qui ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente speciale e anche in termini emotivi c'è solo da togliersi tanto di cappello (disco cycle-songs del decennio: nella versione ECM, il canto è affidato ad uno straordinario Sergey Yakovenko). Meno interessante è invece la produzione per quartetti di archi nei suoi due episodi. L'ultimo Silvestrov è impegnato nella musica sacra ("Sacred Works" vedi post del 14 aprile), con risultati sicuramente notevoli e superiori ad argomenti affini già trattati nel passato (penso ad es. alla "Requiem for Larissa" composta in memoria della moglie scomparsa). Infine un plauso alla ECM Records che ha creduto in questo compositore riaggiornando e ristampando molto del "catalogo" dell'artista.


DISCOGRAFIA CONSIGLIATA: (anno di pubblicazione)


Per la parte sinfonica:

-Silvestrov: Symphonies 4 &5, Jukka-Pekka Saraste, Lahti Symphony Orchestra, BIS 2007
-Symphony No. 6. Andrey Boreyko/SWR Radio-Sinfonieorchester Stuttgart (ECM New Series, 2007)
-Metamusik; Postludium. Alexei Lubimov, piano; Dennis Russell Davies/Radio-Symphonieorchester Wien (ECM New Series, 2003)


Per le composizioni pianistiche:

-Sonata Nos. 1-3; Sonata (cello, piano). Ivan Monighetti, cello; Alexei Lubimov, piano (Erato, 1994)
-Nostalghia; Two Pieces; Two Dialogues with an Epilogue; Three Postludes; Three Pieces; Two Pieces; Three Waltzes; Sonata No. 1; Der Bote. Jenny Lin, piano (hänssler CLASSIC, 2007)
-Bagatellen und serenaden, Alexei Lubimov, Munich Chamber Orchestra, Christoph Poppen, and Valentin Silvestrov, ECM 2007

Per il resto:

-Silent Songs; Four Songs. Sergey Yakovenko, baritone; Ilya Scheps, Valentin Silvestrov, pianos (ECM New Series, 2004)
-Sacred Works, Kiev Chamber Choir and Mykola Hobdytsch, ECM 2009




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