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lunedì 19 aprile 2010

Veterani del New York Jazz: DAVE LIEBMAN



DAVID LIEBMAN/Evan Parker/Tony Bianco: Relevance (Red Toucan Records).


"Relevance" è una cavalcata free in quattro parti (un concerto tenuto due anni fa) che soddisfa l'esigenza di Dave Liebman di suonare e collaborare con grandi nomi del settore, in questo caso è il famoso padre del jazz avanguardista europeo Evan Parker a fargli da contraltare, in un disco dove un gran lavoro ritmico di appoggio viene effettuato dal batterista newyorchese Tony Bianco che aveva già collaborato con lui in passato. "Relevance" costituisce sicuramente (almeno negli ultimi dieci anni di carriera) un episodo a sè stante e soprattutto "serio" in rapporto a molta produzione poco interessante dell'artista.

Dave (o David) Liebman, sassofonista tenore e soprano americano, considerato da molta critica jazz il maggior soprano sassofonista vivente dopo la scomparsa di Steve Lacy qualche anno fa, ha una carriera magnifica alle spalle che si è già compiuta. Autore di una discografia serrata con produzioni che nell'ultimo decennio sono arrivate a sette/otto uscite discografiche in media all'anno, Liebman è anche conosciuto per i suoi libri specifici sul modo di migliorare l'armonia e la melodia nell'improvvisazione jazz e avere un approccio musicale personale. L'artista di Brooklyn, in effetti può essere considerato un degno continuatore di quella dinastia fondata da John Coltrane e poi portata avanti da Wayne Shorter e Joe Henderson, che stava dando un contributo fortissimo alla ricerca moderna del jazz: attraverso esperimenti sullo strumento, che potevano consistere in un'uso diverso delle notazioni musicali o delle scale, oppure sullo sviluppo di tecniche del fiato, si cercavano nuove modalità per l' improvvisazione jazz anche nelle sue forme libere e la ricerca si espandeva soprattutto su un più ricco ed espressivo utilizzo dell'armonia e della melodia. Il contributo specifico di Liebman sta proprio nell'aver saputo approfondire queste tematiche ed aver creato dei propri "patterns" musicali di riferimento, creando un personale dialogo con lo strumento.

Data la vastità del suo catalogo musicale, vi segnalo a grandi linee, ed in un'ottica in cui riveste importanza l'aspetto della composizione, le opere migliori, tenendo presente i vari passaggi storici in cui l'artista si è trovato.

Liebman ottiene visibilità grazie agli albums di Elvin Jones ("Genesis" soprattutto) e di Miles Davis periodo post-Bitches Brew ("On the corner" e "Get up with it"): siamo agli inizi degli anni settanta in piena epopea jazz-rock, con riferimenti chiari alle mode funk e fusion; la carriera solistica si inquadra quindi in quest'ambientazione e i suoi primi lavori (gli splendidi albums "Lookout farm" (dal nome del suo primo gruppo), "Drum Ode", "Sweet Hands") rivelano un sassofonista "emotivo" che fa delle sue escursioni solistiche allo strumento un elemento catalizzatore per albums che definerei ormai "storici" per la musica jazz. Allo stesso tempo però non si può nemmeno trascurare che il suo partners principale al pianoforte, Richie Beirach gli abbia dato una grossa mano nel suo percorso, anzi penso sia stata la spalla ideale per lui, poichè entrambi condividevano una preparazione "classica" che spesso si avverte negli assoli dei due musicisti. Beirach oltre a suonare nei dischi che vi ho elencato prima, forma con Liebman un vero e proprio duo che viene poi aumentato a quartetto o quintetto con l'aggiunta di altri musicisti formando diversi gruppi tra cui non si può dimenticare l'esperienza Quest. Vengono dati alle stampe albums di una maturità assoluta come "Forgotten Fantasies" e "Dedications" (lp che non sono stati ancora stampati su cd, un delitto direi) "Chant", ove le influenze classiche "moderne" si incrociano con memorabili improvvisazioni jazz; inoltre, notevoli sono anche i lavori con il gruppo Quest, dove chiaramente risultano più forti le relazioni jazz. Parallelamente la sua attività si divideva sapientemente anche in altri progetti, alcuni più tradizionali, che consistevano in quartetti o quintetti di be-bop avanzato con elementi free (vedi il quartetto di "Pendulum" o il quintetto di "If they only knew" con Scofield (ch.) e Terumasa Hino (tromba) e altri, realmente innovativi, come i dischi a progetto in completa solitudine: i concept (album a tema) "The Loneliness of a long distance runner", "The tree" e più tardi "Time Immemorial" e "Colors" in cui Liebman suona anche il tenore (preferito troppo presto al soprano) e strumenti affini, dà dimostrazione della sua "grandezza" artistica con dei "set" affascinanti e totalmente proiettati verso le suggestioni degli argomenti trattati.
A partire dagli anni novanta, la produzione diventa notevole e pedissequamente l'artista cerca di rielaborare il vecchio repertorio o gli standards andando però incontro a soluzioni meno interessanti: da segnalare solo il trio con Cecil McBee e Billy Hart con l'aggiunta di Pat Metheny in "Elements: Water" e le collaborazioni con un quartetto di musicisti "nordico" (specialmente in "Far North").
Nell'ultimo decennio tantissimi i lavori usciti, tra cui si segnalano i duetti con Marc Copland (sebbene l'album sia quasi interamente composto da cover), il quartetto di "Conversation", gli adattamenti jazzistici di temi classici nelle "Vienna Dialogues" con il pianista Bobby Avey.

Discografia selezionata: (come leader)

-Lookout farm, ECM 1973
-Drum Ode, ECM, 1974
-Sweet Hands, A&M, 1975
-Forgotten fantasies, A&M, 1977
-Pendulum, Artists House, 1978
-Dedications, CMP 1979
-If they only knew, Timeless 1980
-The loneliness of a long-distance runner, CMP 1985
-Quest, Trio-Kenwood, 1981 (uscito nel 1992)
-Quest II, Storyville 1986
-The tree, Soul Note 1990
-Chant, CMP 1991
-Quest, Natural Selection, Evidence 1994
-Elements: Water, Give of life, Arkadia Jazz, 1999
-Time Immemorial, Enja 1997
-Colors, Hatology 2003 (registrazioni del 1998)
-Conversation, Sunnyside 2003

Collaborazioni in cui è presente in maniera più o meno rilevante:

-Genesis, Elvin Jones, Blue Note, 1971
-My goals beyond, John McLaughlin, Douglas, 1971
-Open sky, Pm Records, 1973/Spirit in the sky, PM 1977 (Open Sky Trio)
-On the corner, Columbia 1972/Get up with it, Columbia 1974, Miles Davis
-People in me, Abbey Lincoln, Philips 1973
-Trio plus one, con D. Holland e J. DeJohnette, Owl/Emi, 1988
-Visions, Contemporary/Sail Away, Ojc, Tom Harrell, 1989
-Far North, con Danielsson, Christensen, Stenson, Curling Legs, 1994
-Bookends, Marc Copland, Hatology 2002




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