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mercoledì 14 aprile 2010

Magnus Lindberg: Graffiti, Seht die sonne


Dopo un lungo lavoro di ricerca storica compiuto a Pompei ed assistito da esperti professori, Magnus Lindberg a metà del 2009 (data in cui l'opera è stata presentata nei concerti) prendendo spunto dalla scomparsa cittadina napoletana analizza tutto ciò che è stato ritrovato di quell'epoca, soffermandosi sui "graffiti" rinvenuti e che avevano significati tutti da decifrare: nelle interviste con il musicista finlandese si capisce dalle sue parole che per poter esprimere fino in fondo un mondo peculiare come quello romano, doveva essere utile prendere in considerazione qualsiasi cosa scritta sulla pietra: annunciazioni, slogans, rilevazioni a sfondo sessuale, ecc. e studiarne le possibili interpretazioni. Tutto questo non è secondario, perchè anche il linguaggio è stato trasferito nei cori che compongono il primo lavoro "corale" dell'artista finnico sebbene resti sempre dominante l'apporto dell'orchestra. Il disco in questione comprende quindi "Graffiti" eseguito dalla Finnish Radio Symphony Orchestra condotta da Sakari Oramo con l'aggiunta dell'Helsinki Chamber Choir, in più viene anche proposto un altro brano orchestrale recente "Seht die sonne" (2007).
Discepolo di Ferneyhough, Berio e Grisey, il primo Lindberg si presenta nella metà degli anni ottanta come un particolare sperimentatore delle avanguardie classiche: "Kraft" (1983-85)composizione di quell'epoca, lo porta alla ribalta della cronaca per l'uso pronunciato delle percussioni e per il suo stile misterioso. Nei suoi tanti lavori, quasi tutti riportati su cds, Lindberg si spinge sempre più oltre nell'evidenziazione dei timbri e delle intensità dei suoni, soprattutto nei grandi contesti dell'orchestra e anella in tal senso una serie piuttosta copiosa di lavori con queste caratteristiche tra i quali spiccano "Kinetics" (1989) e "Cantigas"(1998-99). Nel decennio scorso poi il compositore compie probabilmente un ulteriore salto di qualità e comincia ad accogliere nella sue composizioni anche altri elementi che non si rifanno in modo specifico alla scuola seriale e alle ricerche acustiche sui suoni degli spettralisti; si comincia ad avvertire sempre più un "addolcimento" del suono con evocazioni di romanticismo, elementi di free-jazz, spunti "orientali", pur rimanendo fedele ai suoi schemi di base che esaltano le dinamiche delle orchestre e degli strumenti solisti: nel 2002 così compone il suo capolavoro "Clarinet Concerto" che riceve, a ben vedere, elogi e lodi sperticate da gran parte della stampa mondiale, con una fantastica partitura al clarinetto che contrasta in maniera stupenda con le dinamiche dell'orchestra; così come alquanto "personale" si rivela la forma del suo "Violin Concerto" (2006) suonato dalla virtuosa violinista Elisabeth Batiashvili, dove convivono il suo script moderno e lo spirito nordico neoclassico di Sibelius.
"Graffiti" e "Seht die sonne" si infilano dunque in questo nuovo corso e sia pur con caratteristiche diverse, ne costituiscono ancora un notevole esempio: notare come in "Graffiti" i cori siano stati inseriti in tratti sonori ripresi dal suo concerto per violino, a testimonianza di un lavoro di esplorazione delle sue prerogative musicali in un contesto "nuovo".
Quindi , primo disco da segnalare per il nuovo decennio.
Discografia consigliata:
-Meet the composer, Finnish Radio Orchestra, Toimii Ensemble, Finlandia 2CD 1998 (in cui è presente "Kraft" e "Kinetics")
-The music of Magnus Lindberg, Philarmonia di Esa Pekka Salonen, Sony 2002 con lavori di fine novanta, comprende "Cantigas")
-Violin Concerto nel cd "Sibelius, Lindberg: Violin Concertos", Elisabeth Batiashvili, Finnish Radio Symphony Orchestra di S.Oramo, Sony 2007.
-Clarinet Concerto (nel cd "Magnus Lindberg: Clarinet Concerto; Gran Duo; Chorale", Kari Karikku, Finnish Radio Symphony Orchestra di Sakari Oramo, Ondine 2005)

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