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martedì 9 marzo 2010

Thierry Lang: Lyoba revisited


Thierry Lang appartiene a quella folta schiera di pianisti jazz che ha un gancio fortissimo nella tradizione evansiana: partito in trio, l'artista svizzero si segnalò subito per il contratto che riuscì subito ad ottenere presso la Blue Note per la registrazione di un disco; poi dopo quella positiva avventura, ha alternato dischi in gruppo e solisti al piano, con materiale spesso ripetuto (come è nelle abitudini di molti jazzisti be-bop) e non sempre eccelso. Questo primo disco con la Act Music riprende i temi già trattati nei suoi due ultimi cd usciti solo in Svizzera; Lang riprende i temi corali che furono di due suoi connazionali, l'abate Joseph Bovet e il suo successore Pierre Kaelin, entrambi professori di canto gregoriano e sostituisce l'attività in trio con una mini orchestra da camera, dove al suo piano e al contrabbasso subentrano un filicorno e 4 violoncelli. E il risultato è notevole, perchè il disco acquista una valenza classica tutta particolare perchè ossequiosa della sua tradizione culturale. Dovendo trasformare i canti in musica, l'attenzione si sposta molto sul lavoro di trasposizione che Lang ha dovuto affrontare e quindi ci porta lontano dal suo standard jazzistico per approdare ad un suono che è una mistura di spunti da ensemble da camera misto a spunti jazzistici. "Le ranz de vaches", "L'immortelle de Jean", "Adyu mon bi payi" sono delle riproposizioni moderne, riuscitissime e coinvolgenti, che forse non distinguono per livello di difficoltà esecutiva, ma entrano nella pelle per la forte emotività creata.
Discografia consigliata:
-Nan, Blue Note, 1998 /Guide me home, Blue Note 2000

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