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venerdì 19 marzo 2010

Manu Katchè. Third Round

Batterista di estrazione rock, il francesce naturalizzato Manu Katchè è stato musicista di riferimento di molti artisti della musica leggera internazionale tra cui Sting e Peter Gabriel. Il suo drumming potente, figlio di Billy Cobham, utilizza molto l'effetto splash dei piatti che ne rende più personale lo stile; esordisce nel 1992 con "It's about time" che chiama in rassegna tutti i musicisti per i quali Katchè aveva lavorato, ma è un album più di "facciata" che di sostanza, che denota scarse attitudini compositive. Ritorna nel 2005 per la ECM Records, con "Neighbourhood" completamente rinnovato, con un altro gruppo di musicisti favolosi ma stavolta di chiara estrazione jazz: Jan Garbarek, Tomasz Stanko, Marcin Wasilewski e Slawomir Kurkiewicz; le composizioni sono nettamente migliori e lo stile nel frattempo si è fatto più misurato. L'album contiene una serie di brani suonati molto bene, equilibrati, anche se a tratti un pò manieristici. "Playground" nel 2007 è ancora meglio, e lo vede alle prese ancora con un gruppo comprendente sempre Wasilewski al piano e Kurkievicz al contrabbasso ma con l'ingresso di Trygve Seim al sax e Mathias Eick alla tromba.
"Third Round" continua nella stessa vena ECM-style dei precedenti album, con ancora un cambio di formazione: gli emergenti sassofonista nordico Tore Brunborg e il pianista inglese Jason Rebello e il veterano Pino Palladino al basso. L'album, pur non avendo spunti solistici di rilievo, ha i suoi momenti migliori nei brani "atmosferici" "Swing Piece", "Springtime dancing", "Senses", "Une larme dans ton sourire" che offrono il lato compositivo migliore del batterista.


Dischi consigliati:

-Neighbourhood, ECM, 2005
-Playground, ECM, 2007

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