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martedì 30 marzo 2010

La settimana santa: una piccola guida musicale



Siamo entrati nel periodo pasquale: personalmente ritengo che non sia un bel momento per chi vive realmente la religione cattolica poichè si assiste a qualcosa di terribilmente deprimente dal lato spirituale.
Musicalmente parlando senza scomodare il periodo medievale durante il quale i canti gregoriani costituivano un chiaro riferimento alla religiosità in tutti i suoi aspetti, il tema di comporre musica con un riferimento preciso alla passione di Gesù Cristo e alla sua resurrezione è cosa antica: già nel rinascimento si sentiva l'esigenza di comporre dei "monumenti" artistico-musicali, così come avveniva nel campo delle arti e in tal senso l'opera di Heinrich Schutz ne fu un primo embrionale esempio (è possibile oggi ascoltare una trilogia dedicata per la Berlin Classics diretta da Martin Flamig). Nel periodo barocco Bach assolvette a questo compito mirabilmente scrivendo alcuni dei suoi capolavori (mi riferisco alla Passione di S. Matteo e a quella di Giovanni), e dopo di lui migliaia di compositori si sono cimentati nella sua trasposizione religiosa, imitandolo. Anche Haendel verrà ricordato per una sua versione della passione di San Giovanni.
Nel periodo neoclassico Haydn compone "Seven last words" che partita come composizione orchestrale diventa nelle nuove versioni opera per quartetto di violini e poi successivamente per piano, solisti e cori. Con l'avvento del romanticismo il tema perse un pò della sua valenza (da ricordare soprattutto sono "Christ on the mount of Olives" di Beethoven e le "Via Crucis" di Franz Liszt) per ritrovarsi solo a metà del millenovecento con le nuove creative riproposizioni di Penderecki (ispirato a S.Luca) e di Arvo Part (ispirato a S. Giovanni) nell'ambito di quel filone che riscopriva la musica religiosa di un tempo.

Nel 2000 l'argomento ha avuto un ritorno di fiamma notevole: l'Internationale Bachakademie di Stoccarda ha commissionato la "passione" secondo la narrazione dei quattro apostoli a quattro compositori diversi: Osvaldo Golijov nella "La Pasion segun San Marcos" che costituisce il maggior aggiornamento del tema e fa discutere per il carattere "moderno" dell'opera che ingloba quasi "allegramente" elementi provenienti da altre discipline musicali), Tan Dum, cinese, con "Water Passion after Saint Matthew" affronta il tema introducendo elementi musicali della sua etnia con chiari riferimenti alle possibili interazioni con altre religioni, Sofija Gubajdulina nel "Johannes Passion" contiene riferimenti prolungati alla chiesa ortodossa russa, e Wolgang Rihm il cui "Deus Passus" è opera più tradizionale costruita secondo il suo stile ma anche con elementi del lessico letterario. Tra i nuovi compositori il più ardito è James McMillan che si cimenta con la passione di S.Giovanni e con le ultime "seven words from the cross". Questo, brevemente, per quel che concerne il mondo classico: doveroso è però segnalare anche i riferimenti più interessanti sul tema che non appartengono al mondo della classica. Mi riferisco alla "Passion: l'ultima tentazione di Cristo" colonna sonora del film omonimo diretto da Martin Scorsese, con musica ideata da Peter Gabriel, musicista famoso per la sua brillante carriera nel gruppo di rock progressivo dei Genesis e poi per la sua carriera solistica; al di là del fedele e modernissimo lavoro di riproposizione della passione questo disco costituisce uno dei primi e migliori esempi della wordl music contaminata, poichè accoglie al suo interno tantissimi musicisti che appartengono effettivamente ai luoghi vissuti da Gesù e a quella vasta area territoriale che non si limita alla Palestina ma si spinge anche nei Balcani, nell'Africa Settentrionale e nel Medio Oriente.

Per concludere anche il tema della resurrezione è stato trattato in specie nel campo del rock e dell'elettronica: i migliori esempi (a mia memoria) sono pervenuti dalla poetessa rock Patti Smith che ha intitolato addirittura un album intero alla pasqua e ai suoi effetti di redenzione (la redenzione è uno dei caratteri fondamentali delle prerogative dei poeti della beat generation), mentre David Borden, musicista minimalista che usa l'elettronica (con il suo gruppo Mother Mallard) ne ha dedicato una intera suite negli anni settanta.


Discografia consigliata:
Bach JS, tra le infinite versioni quelle che vi propongo per l'ascolto sono:
-Saint Matthew Passion (anno di composizione 1724) riproposta da John Eliot Gardiner, Archive M.
-Saint John Passion (anno di composizione 1729) riproposta da Andrew Parrot e i Taverner Consort, Veritas R.
Haendel, St.John Passion, condotta dal Pal Nemeth, Hungaroton/Brockes Passion, McGegan, Brillant Classics, 1716 N.B. Si potrebbe aggiungere anche l'oratorio di "Messiah", sebbene per gli argomenti trattati non si riferisce solo al periodo pasquale.
Haydn, Seven last words, Accentus Chamber Choir, Laurence Equilbey, Valois 1786
Liszt F., Via Crucis, Matthew Best, Hyperion, 1879
Arvo Part, St. John Passion, diretta da Paul Hillier e l'Hilliard Ensemble, ECM 1982
Penderecki K., Saint Luke Passion, diretta da Antoni Wit, Naxos, 1966
Osvaldo Golijov, La Pasion segun San Marcos, Hanssler Classics, 2000
Tan Dum, Water Passion after Saint Matthew, Sony 2002
MacMillan, Seven Last Words from the Cross, Stephen Layton, Hyperion, 2005
David Borden, Mother Mallard's Portable Masterpiece Company, Easter (Cuneiform, 1973)

Patti Smith, Easter, (Arista 1978)

Peter Gabriel, Passion (Real World Records, 1989)









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