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venerdì 12 febbraio 2010

La musica del decennio 2000-2009. Parte Quinta: Pop, Rock, Folk e affini


In questo decennio continua la corsa spasmodica delle avanguardie verso processi musicali sempre più indefinibili e verso sperimentazioni ampie che coinvolgono qualsiasi tipo di suono esistente: siamo arrivati ad un livello di sofisticazione inimaginabile che però comporta come contropartita una più rara qualità musicale degli artisti.
Vorrei innanzitutto sottolineare che da questa trattazione ho volutamente escluso alcuni sottogeneri (penso ai filoni pesanti: hardcore, foxcore, metal anche con le sue contaminazioni, grunge, la musica industriale) poichè, con molta sincerità, non rientrano nei miei gusti personali, così come ho escluso le correnti che si rifanno alla dance music moderna. (ci tornerò con un post apposito).
Il ROCK
Nell'ambito rock, il movimento post-rock (cioè rock unito con elementi di altri generi principe tipo jazz, classica, elettronica, ecc.) continua a dare un contributo fondamentale alla storiografia del genere: certo negli ultimi anni si assiste ad un leggero appiatimento.


In America producono ottimi lavori i Godspeed you black Emperor, gli Explosions in the Sky, i Rachel's, ecc., e sono al centro dell'attenzione i chitarristi avanguardisti come David Grubbs e Jim O'Rourke. L'Australia vanta gli spettacolari Dirty Three. Il Giappone i Mono. Anche l'Europa si difende bene con una serie di uscite nell'area nordica e nell'area centrale europea (Francia e Germania); in particolare l'Italia scodella due ottime realtà: I Giardini di Mirò e i Port Royal. Gli ensemble si muovono su tutte le traiettorie e forti sono anche le interazioni con la musica classica, ripresa in gioco anche dalle tendenze neoclassiche dell'ambient di cui vi ho già detto nell'articolo dedicato.

Discografia essenziale post-rock:
-Dirty Three, Whatever you love, you.......2000
-The For Carnation, The for carnation, 2000
-Godspeed You Black Emperor, Lift your skinny fists like............, 2000
-Tristeza, Dream Signals in full circles, 2000
-Dakota Suite, Signal hill, 2000
-David Grubbs, The spectrum between, 2000
-Explosions in the sky, Those who tell the truth shall die, those........2001
-Giardini di Mirò, Rise and fall of academic drifting, 2001
-Landing, Oceanless, 2001
-Surface of Eceon, The king beneath the mountain, 2001
-Dakota Suite, Morning lake forever, 2001
-Yume Bitsu, Yume Bitsu, 2001
-Tarentel, The order of things, 2001
-Aarktica, Pure done audiometry, 2003
-Boxhead Ensemble, Quartets, 2003
-Landing, Passages through, 2003
-Mono, One step more and you die, 2003
-Rachel's, Systems/Layers, 2003
-Tarentel, We move through weather, 2004
-Tristeza, A colores, 2004
-Boxhead Ensemble, Nocturnes, 2006
-Explosions in the sky, All of a sudden i miss everyone, 2007
-Port Royal, Afraid to dance, 2007
-Balmorhea, Rivers arms, 2008
-David Grubbs, An optimist notes the desk, 2008
-Balmorhea, All is wild all is silent, 2009
-Jim O'Rourke, The visitor, 2009

Nella psichedelia continuano i lavori dei gruppi artisticamente più preparati del decennio scorso: si sottolineano alcune produzioni dei Mercury Rev e dei Flaming Lips; Hope Sandoval e Steve Wynn. Dall'Australia forte è il richiamo post-psichedelico di Roy Montgomery e degli Hash Jar Tempo, mentre reggono all'usura i Church; in Giapppone sono ancora fortissimi i Ghost. Lavori di stampo folk sono quelli dei Charalambides e dei Six Organs of Admittance. Tra i nuovi gruppi si impongono gli Alps in un quadro di abbassamento della qualità dei lavori negli ultimi anni.

Discografia selezionata Psichedelia:
-Hash Jar Tempo, Well oiled, 2000
-Roy Montgomery, Allegory of hearing, 2000
-Coil, Music to play in the dark, 2000
-Hope Sandoval, Bavarian Fruit Bread, 2001
-Mercury Rev, All is dream, 2001
-Steve Wynn, Here come the miracles, 2001
-Church, After everything now this, 2002
-Flaming Lips, Yoshini battles the pink robot, 2002
-Charalambides, Joy Shapes, 2004
-Ghost, Hypnotic Underworld, 2004
-Mercury Rev, The secret of migration, 2005
-Six Organs of admittance, School of the flowers, 2005
-A Taste of Ra, A taste of ra, 2005
-A Taste of Ra, II, 2006
-ALPS, Alps III, 2008
-Hope Sandoval, Through the devil softly, 2009





Nel genere slow-core si distinguono ancora i Red House Painters anche nella versione Sun Kill Moon di Mark Kozelek e i Low; nella new wave i migliori dischi arrivano dai Piano Magic, dal bravissimo Stan Ridgway, dai Black Tape for a blue girl (dark wave), Lydia Lunch e Carla Bozulich (punk wave). Il rock progressive sopravvive grazie ai Porcupine Tree, mentre i Mars Volta riaccendono gli appassionati dei Led Zeppelin. Per i gruppi lo-fi notevole è il lavoro dei The Microphones, mentre i Los Lobos, Counting Crows e i Black Crowes sono i gruppi che più tengono in alto i ricordi del suono country-blues che caratterizzava le grandi band degli anni settanta (Little Feat, The Band, Allman Brothers, ecc.); Anders Osborne e lo scomparso Willy De Ville, nei loro episodi migliori, mantengono una finestra aperta sul New Orleans sound. I Phish continuano ad essere i portabandiera delle jam strumentali.

Discografia selezionata: (altri generi)
Low, Things we lost in the fire, 2001/Trust, 2002
Red House Painters, Old Roman, 2001
Anders Osborne, Ash Wedsnesday Blues,2001
Black Tape for a blue girl, The scavenger bride, 2002
Counting Crows, Hard Candy, 2002
Phish, Round Room, 2002
Los Lobos, Good Morning Atzlan/ 2002/The Time and the city, 2006
Porcupine Tree, In absentia, 2002
Mars Volta, Deloused in the comatorium, 2003
The Microphones, Mount-Eerie, 2003
Piano Magic, The troubled sleep of Piano Magic, 2003
Lydia Lunch, Smoke in the shadows, 2004
Stan Ridgway, Snake bite, blacktop ballads & Fugitive songs, 2004
Willy De Ville: Crow Jane Alley, 2004
TV on the Radio, Return to Cookie Mountain, 2006
Carla Bozulich, Evangelista, 2006
Sun Kill Moon, April 2008
Black Crowes, Before the frost/Until the freeze, 2009



Il FOLK

Decennio molto prolifico per il folk che nelle sue tante commistioni, denota un sottobosco di artisti validi con molte idee. Certo i discepoli di Bob Dylan e Leonard Cohen non mancano, nè quelli di Joni Mitchell, Kate Bush o Suzanne Vega (che per la verità fanno ancora buoni dischi): in tal senso i due artisti più innovativi del decennio sono Joanna Newson, arpista che coniuga il Bob Dylan di Sad Eyes of the lowlands e un fiabesco cantato e Nikolai Dunger, (anche nella variante A Taste of Ra), artista che si spinge oltre la sperimentazione vocale e musicale che era prerogativa di Tim Buckley. Come poi già detto continua la spinta di gruppi ed artisti importanti che uniscono il folk con la psichedelia, l'elettronica e l'ambient (vedi post precedenti), mentre negli ultimi anni si nota una fiorente schiera di nuove cantautrici folk (Alela Diane, Rachel Unthank, Marissa Nadler, ecc.) che si distinguono spesso per essere una versione al femminile di L. Cohen, vera figura dominante nelle composizioni degli artisti folk. Inoltre cerca di affermarsi un folk pop corroborato da arrangiamenti che coinvolgono anche l'elettronica. (Patrick Wolf nei primi dischi ad esempio). Naturalmente, c'è chi propone un folk-rock di vecchia maniera (il ritorno di Crosby & Nash, Richard Thompson, Vienna Teng) e chi non dimentica la lezione pop di Simon & Garfunkel (Kings of Convenience). Durante il decennio interessante è la riproposizione di Pete Seeger fatta da Bruce Springsteen, mentre i Waterboys pubblicano dei dischi notevoli di folk irlandese. Generalmente il tono delle composizioni si fa più triste.

Dischi consigliati:
Ani di Franco: Revelling: Reckoning, 2001/Reprieve, 2006
Nicolai Dunger, Soul Rush, 2002
Beth Gibbons, Out of seasons 2002
Damien Rice, O, 2002
Devendra Benhart, Rejocing in the hands, 2004/Nino Rojo, 2005
Crosby & Nash, Omonimo, 2004
Joanna Newson, The milk-eyed mender, 2004, Ys, 2006
Leonard Cohen, Dear Heather, 2004
Vashty Bunyan, Lookaftering, 2005
Alela Diane, The pirate's gospel, 2006
Hem, Funnel clouds, 2006
Marissa Nadler, The saga of Mayflower May, 2006
Vienna Teng, Dreams through noise, 2006
Kate Bush, Aeriel, 2002

Suzanne Vega, Beauty & Crime, 2007
Waterboys, Book of lightning, 2007
Rachel Unthank, Bairns, 2008
Scott Matthew, omonimo, 2008
Kings of convenience, Declaration of dependance, 2009
Patrick Wolf, Wind in the wires, 2004/The Bachelor, 2009

Il pop

Lasciatemi fare una osservazione: l'importanza dei Beatles nei lontani anni sessanta: il loro influsso è sempre presente e costante nelle vecchie e nuove generazioni di popsters e personalmente non sono d'accordo con quella critica che sminuisce l'importanza del gruppo; non sarà tutto oro colato, ma l'influenza che ha dato il gruppo britannico alla musica popolare (e non solo) è enorme. Paul McCartney è sicuramente il musicista più attivo sia con la produzione solistica (che spesso non è all'altezza dei tempi migliori) sia con progetti prevaricanti come la collaborazione Fireman con Youth in territori ambient/elettronici; (ultimamente impegnato anche negli oratori della musica classica con Ecce cor meum).
Come sapete il pop non è solo Beatles: negli anni sessanta i Beach Boys, i Kinks e gli Who hanno fissato ognuno di essi uno standard personale di pop e questo standard lo risentiamo nei nuovi attori del pop; sulle coordinate dei Beach Boys si colloca uno dei gruppi più interessanti del momento, i Fleet Foxes; sullo stile tipicamente inglese dei Kinks si collocano i lavori di Ron Sexsmith; su quello degli Who periodo beat si trovano musicisti come Paul Weller.
La materia è ampia e sinceramente spesso di poco spessore: personalmente prediligo gli artisti che mischiano il pop con accenti classici e quindi mi riferisco in questo decennio agli Arcade Fire, Andrew Bird, Anthony & the Johnson. Ma non posso trascurare gruppi di pop-rock come i Decemberists, gli Eels, i Beach House, i The Clientele, Divine Comedy e ultimamente i Butcher Boy, tutti meritevoli di aver apportato contributi al genere.
I pluridecorati Radiohead pubblicano buoni lavori nel decennio, mentre le miscele degli Stereolab sembrano mostrare un pò la corda negli ultimi anni. Originali gli accostamenti al folk, al jazz e persino al musical fatti da Sufjan Stevens, mentre quelli di Natalie Merchant tendono al blues. Tra le altre donne si affermano le Cocorosie, esempio fulgido di pop e elettronica, la rockstar Brandi Carlile e Norah Jones.

Discografia selezionata del pop del decennio:

-Radiohead, Amnesiac, 2000
-Stereolab, Sound-dust, 2001
-Natalie Merchant, Motherland 2001
-Decemberists, Castaways and cutouts, 2002/Her majesty, 2003
-Norah Jones, Come Away with me, 2002
-Arcade Fire, Funeral, 2004/Neon Bible, 2007
-Cocorosie, La maison de mon reve, 2004
-Divine Comedy, Absent friends, 2004/Victory for the Cousie Muse, 2006
-Eels, Blinking light and other revelations, 2005
-Sufjan Stevens, Illinoise, 2005
-Andrew Bird, The mysterious production of eggs, 2005
-Paul McCartney, Chaos & creation in the backyard, 2005/Fireman, Electric Arguments, 2008
-Anthony & Johnsons, I am a bird now, 2005/The crying light, 2009
-Beach House, Beach house, 2006/Devotion, 2008
-Ron Sexsmith, Time being, 2006/Exit strategy of the soul, 2008
-Clientele, God save the clientele, 2007/Bonfires on the heat, 2009
-Brandi Carlile, The story, 2007
-Fleet Foxes, Omonimo, 2008
-Paul Weller, 22 dreams,2008
-Butcher Boy, React or die, 2009
-Duckworth Lewis Method, Omonimo, 2009


I CANTAUTORI


Nel decennio si assiste ad una proliferazione di scrittori, ma la sensazione è veramente pochi possano ambire alla quella cerchia di cantautori che nel passato ha fornito artisti strepitosi: mi riferisco a tutto il movimento blue collar (Springsteen, Cougar Mellecamp, Seger) o ai poeti del rock (Lou Reed, Patti Smith, Jackson Browne, Tom Waits) e a tanti altri (Van Morrison, Neil Diamond, John Hiatt, ecc.) che, singolarmente, attraverso la peculiarità delle loro interpretazioni hanno distribuito emozioni nella mente e nei sensi. Quindi vi segnalo fra i tanti Ed Harcourt, Mark Lanegan, David Gray, Joe Henry, Cat Power, ognuno per motivi diversi, e tra i più recenti Barzin, Bon Iver, Azita Youssefi, Ray La Montagne, Jeff Black. Due cantautori "oscuri" meritano una menzione particolare: Vic Chesnutt, morto suicida e paraplegico, in possesso di un talento straordinario e Matt Elliott, che con la sua particolare vena malinconica apre nuovi spazi artistici. Vinicio Capossela firma il migliore disco italiano del decennio con Canzoni a Manovella.

-Discografia selezionata Cantautori:

-Patti Smith, Gung ho, 2000/Trampin', 2004
-Warren Zevon, The wind, 2003
-Lou Reed, Ectasy, 2000
-Ed Harcourt, Here be monsters, 2001/From every there. 2003
-Mark Lanegan, Field songs 2001
-Neil Diamond, Three chord opera, 2001/12 songs, 2005/Home before dark, 2008
-John Hiatt, Tiki bar is open, 2001
-Nick Cave, No more shall we part, 2001/Nocturama, 2003
-David Gray, A new day at midnight, 2002/Life in a slow motion, 2005
-Bruce Springsteen, The rising, 2002
-Elvis Costello, When i was cruel, 2002
-Jackson Browne, The naked ride home, 2002
-Tom Waits, Alice/Blood Money, 2002
-Cat Power, You are free, 2003
-Daniel Lanois, Shine, 2003/Belladonna, 2005
-Jeff Black, B-Sides and confessions, vol 1, 2003/Tin Lily, 2005
-Joe Henry, Tiny Voices, 2003/Civilians, 2007/Blood from stars, 2009
-John Cale, Hobospheres, 2003
-Robert Wyatt, Cuckoland, 2003
-Vic Chesnutt, Silver Lake, 2003/Ghetto Bells, 2005/At the cut, 2009
-Jesse Malin, The heat, 2004
-Ray La Montagne, Trouble, 2004
-Matt Elliott, Drinking songs, 2005
-Paul Simon -Surprise, 2006
-Willie Nile, Streets of New York, 2006
-Ian Hunter, Shrunken heads, 2007
-Bon Iver, For Emma, forever ago, 2008
-Bonnie Prince Billy, Lie Down in the light, 2008
-John Cougar Mellecamp, Life death love and freedom, 2008
-Azita Youssefi, Enantiodromia, 2003
-Barzin, Notes to an absent lover, 2009

Con questo finisce la mia trattazione sulla musica del decennio. Sono aperto a critiche, rivisitazioni, discussioni sul blog. E mi scuso per eventuali errori di ortografia.


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