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giovedì 11 febbraio 2010

La musica del decennio 2000-2009. Parte Terza: Elettronica, Ambient, New Age, World

Molte riviste specializzate di questi generi tendono ad accostare queste forme musicali, per la nota impossibilità di poter scindere quanta parte dell'artista vada ascritta a questo o a quel genere. Tuttavia cercherò di fare una semplificazione partendo anche qui dal ceppo di appartenenza e da alcune caratteristiche che risiedono in questi generi musicali.


ELETTRONICA.

L'elettronica è ormai un concetto direi abusato: sono ormai 40 anni che essa, grazie al progresso prima sugli strumenti musicali e poi al laptop (uso del computer), resta inflazionata. Nel corso del decennio sembra acuirsi la crisi di idee (indicata da alcuni critici) dei musicisti elettronici e la mancanza di un vero futuro dove la stessa possa sfociare. Eppure in questo decennio prendono forma (a dire il vero con risultati non sempre eclatanti) nuove utilizzazioni: basti pensare al movimento folktronica (che unisce l'elettronica con la musica folk con gruppi come Four Tet, Coleen, Books, Sweet Billy Pilgrim) oppure al glitch (uso dell'elettronica che prende in considerazioni gli errori o scarti del computer con i Boards of Canada, Matmos, Pan Sonic , Manitoba e personaggi come Fennesz o Vladislav Delay) oppure al collage (elettronica che serve per tagliare e ricostruire brani musicali, con personaggi come Amon Tobin, Solex, ecc).
I cultori dei suoni digitali (turntablism) applicati alla dance music (trip hop, in particolare) costituiscono ancora oggi un punto di riferimento: i vari DJ Spooky, Terre Thaemlitz con le varianti house e house deep, pubblicano dei cd notevoli; ma non possiamo nemmeno dimenticare le interazioni dell'elettronica con il jazz e il noise fatte nell'ambiente nordico ad opera di una schiera di artisti appartenenti alla casa discografica Rune Gramophone tra cui emergono soprattutto i Supersilent di A. Henriksen. In questo decennio continua il lavoro di ricostruzione tra l'elettronica e l'etnico fatto da Richard Bone. Inserisco la discografia selezionata che tiene conto di quei lavori fatti principalmente con l'ausilio della tecnologia:

Discografia essenziale del decennio:
-Amon Tobin, Supermodified, 2000
-Boards of Canada, In a beatiful place out in the country, 2000
-Solex, Low kick and hard bop, 2001
-Richard Bone, Tales from Incantina, 2001
-Fennesz, Endless summer, 2001
-Vladislav Delay, Anima, 2001
-Amon Tobin, Out from out where, 2002
-Boards of Canada, Geogaddi, 2002
-D.J.Spooky, Optometry, 2002
-Supersilent, -6-, 2003
-Four Tet -Rounds, 2003
-Matmos, The civil war, 2003
-Tim Hecker -Radio Amor, 2003
-Manitoba, Up in flames, 2004
-Pan Sonic, Kesto, 2004
-Coleen, The golden morning breaks, 2005
-Richard Bone -Infinite Plastic creation, 2007
-Meanderthals -Desire Lines, 2008
-Richard Bone -Sudden departures, 2008
-Tim Hecker -An Imaginary country, 2009
-Terre Thaemlitz -Midtown, 2009



AMBIENT

Il decennio vive del riflusso che il genere ha subito negli anni passati: esso si è suddiviso in tanti sottogeneri (cosmic ambient, dark ambient, techno ambient e così via...), e spesso ha condiviso le sorti di altri generi più blasonati. Comunque nel decennio 2000-2009 si impongono all'attenzione alcune novità: accanto ai soliti nomi noti del genere, ve ne sono dei nuovi che hanno radici anche nella musica classica. Nasce un nuovo movimento chiamato "modern classical" che con diverse sfumature, richiama alla mente le partiture di Erik Satie: artisti come Max Richter, Peter Broderick, Hauschka, Johan Johansson, Olafur Arnalds, ecc. costituiscono per una buona parte della critica mondiale i "nuovi artisti" della musica classica. A questa corrente cercano di accostarsi non solo musicisti ambient (Eluvium, Richard Skelton, ecc), ma anche ensemble di post-rock (Rachels di Rachel Grimes, Helios, ecc.)
Numerosi sono gli artisti che usano la drone-music, cioè ambient fatta attraverso l'uso sostenuto di accordi o note degli strumenti, enfatizzando l'aspetto estatico del brano: gli esempi migliori sono gli Stars of the Lid e i Mountains, ma direi che molti musicisti fanno uso di questa particolare tecnica. Al riguardo i lavori migliori di William Basinski, Leland Kirby, Robert Rich fanno uso di questa tecnica minimalista per dare vita a delle opere monumentali.
Anche in questo decennio risaltano i lavori dei musicisti che si cimentano nell'ambient cosmica, probabilmente l'ambient più affascinante che sia mai venuta fuori: quindi i soliti Brian Eno, Steve Roach con una produzione che sta diventando quasi imbarazzante per la sua molteplicità e Loscil.
Notevoli anche alcuni lavori che provengono dall'ambient-techno (Biosphere ad esempio) e quelli invece che riprendono il folk ambientale di John Fahey (Harry Newman, James Blackshaw, Sir Richard Bishop, ed altri specialisti del fingerpicking).


Discografia selezionata:
Biosphere -Cirque, 2000
Pan American, 360 Business/360 Bypass, 2000
Robert Rich, Somnium, 2000
Thom Brennan, Vibrant water, 2001
Stars of the Lid, Tired sounds of Stars of the Lid, 2001
Loscil, Submers, 2002
William Basinski, The disintegration loops, 2002
Johan Johannsson, Englaborn, 2002
William Basinski, The disintegration loops II-III-IV/Melancholia, 2003
Eluvium, An accidental memory in the case of death, 2004
Fennesz, Venice, 2004 (con D.Sylvian)
Terra Ambient, Gate 2004
Sir Richard Bishop, Improvika, 2004
Max Richter, The blue notebooks, 2004
Pan American, Quiet City, 2004
Brian Eno & Robert Fripp, The equatorial stars, 2005
Hauschka, The prepared piano, 2005
Harold Budd -Avalon Sutra/As long as I can hold my breath, 2005
Rameses III, Matamuska, 2005
Steve Roach, New life dreaming, 2005
William Basinski, The garden of brokeness, 2005
Harris Newman, Accidents with nature and each other, 2005
James Blackshaw, O true beleviers, 2006
Loscil, Plume 2006
Max Richter, Songs from before, 2006
Keith Fullerton Whitman, Lisbon 2006
Richard Bone, Vesperia, 2006
The North Sea & Rameses III, Night of the Ankou, 2006
Eluvium, Copia, 2007
Peter Broderick, Docile, 2007
Olafur Arnalds, Eulogy for evocation, 2007
Stars of the Lid, And their refinement of the decline, 2007
Helios, Caesura, 2008
Richard Skelton, Marking time, 2008
Steve Roach, Landmass, 2008
Peter Broderick, Float, 2008
Leland Kirby, Sadly, the future is no longer what it was, 2009
Mountains, Choral, 2009
Peter Broderick, Music for falling from trees/Blank Grey Canvas sky (con i Machinefabriek) 2009
Pan American -White bird release, 2009


NEW AGE.

La new age si è conquistata un posto definitivo tra i generi, pur non essendo un genere puro come gli altri. Elementi provenienti dalla musica classica, dal jazz, dal rock l'hanno influenzata; tuttavia si è conquistata un posto al sole per la particolare spiritualità che ha diretto i musicisti verso forme di godimento sonoro nell'uso degli strumenti. Non sto qui a fare disquizioni, magari in un secondo momento, ma la realtà è che in questo "genere"(??) vi sono manifestazioni musicalmente banali dello spirito di questa musica (penso alla stragrande maggiore della new age etnica, ed a molti pianisti o chitarristi new age che suonano dannatamente uguali ai loro predecessori) ed in altre manifestazioni meravigliose che potrebbere far pensare addirittura ad una nuova appendice della musica classica romantico-impressionista dopo più di un secolo di storia. E mi fermo qui.....
Sta di fatto che dopo forte lavoro di scrematura, la migliore new age di questo decennio non ha fatto altro che ricalcare schemi già prodotti negli anni d'oro e sinceramente si fa fatica a pensare ad eventuali rivoluzioni future. Solite flotte di pianisti e chitarristi di quarta generazione, alcuni con un gancio nel jazz e nella musica classica, ma in definitiva generale stasi creativa.
Vi indico comunque tra i musicisti migliori, tra i pianisti (Greg Maroney, Stanton Lanier, Ludovico Einaudi, Fiona Jay Hawkins e K.L. Carothers) e tra i chitarristi (Jeff Pearce).
Inoltre vi segnalo le interazioni con la musica classica fatte da Karl Jenkins (nel corale) Kevin Keller, da Patrick O'Hearn e dal violoncellista David Darling, le arie "new age" dei Liquid Mind, le aperture fatte nel jazz da artisti come gli austrialiani The Necks e quelle di vecchie memoria di Michael Jones, la new age cosmica di Steve Roach, Robert Carty e Jonn Serrie, quella etnica di Paul Avgerinos.

Discografia selezionata:

Liquid Mind, IV: Unity, 2000
Robert Carty: Serotonin Ashram, 2000
Jeff Pearce: To the shores of heaven, 2000
Jonn Serrie/G. Stroutsos, Hidden world, 2000
Karl Jenkins: Adiemus IV: the eternal knot, 2001
Liquid Mind, V: Serenity, 2001
The Necks: Aether, 2001
Patrick O'Hearn: So flows the current, 2001
Steve Roach: Early Man, 2001
Ludovico Einaudi: I giorni, 2001
Greg Maroney, Sentinel 2002
Michael Jones, Echoes of childhood, 2002
Stanton Lanier, Still waters 2002
Kevin Keller Trio, Across the sky,2002
Jonn Serrie, A stargazer's journey, 2003
Robert Carty, Ethereal dreams, 2003
Patrick O'Hearn, Beautiful wordl, 2003
Michael Dulin, Atmospheres, 2003
Kevin Keller, Gathering leaves, 2004
Michael Dulin, Timeless, 2004
David Nevue, Overcome, 2004
David Lanz/G. Stroutsos - Spirit Romance, 2005
Fiona Jay Hawkins, Portrait of a waterfall, 2005
Jeff Pearce -Lingering light, 2005
Kori Linae Carothers, The Journey, 2005
Patrick O'Hearn, Slow time, 2005
Paul Avgerinos, Gnosis, 2006
Loreena McKennitt, An Ancient Muse, 2006
Frank Smith, Gardens of hope, 2007

Kevin Keller Ensemble, 2007
Patrick O'Hearn, Glaciation, 2007
David Lanz -Painting the sun 2008
Stanton Lanier -Unveiled, 2008
Jeff Pearce -Rainshadow sky 2008
David Darling -Prayer for compassion 2009
Steve Roach -Dynamic stilness 2009
Kevin Keller -In absentia 2009



WORLD
Dopo un iniziale bing bang che ha portato alla ribalta le tradizioni di tutti i popoli attraverso la musica dei suoi rappresentanti, anche qui c'è stato un processo di integrazione con i generi musicali esistenti: usando una definizione cara a Piero Scaruffi potremmo dire post-world. Tenete presente comunque che un primo esempio di world music applicata rinveniva da alcune opere del compositore classico Henry Cowell agli inizi del novecento che produceva brani di artisti cubani con basi percussive africane; Cowell approfondì quelle teorie musicali e conobbe la musica di tutti gli altri paesi: suoi allievi furono Lou Harrison, Alan Hovhaness. Questo per dire, che i primi esempi di fusione provengono dalla musica classica.
Nel decennio assistiamo ad uno sviluppo delle culture musicali afro-orientali che interagiscono sempre più con quelle occidentali. Le tre macroaree significative diventano la zona Far East (che comprende la Cina, il Giappone, l'India ed i paesi limitrofi), l'area medioorientale (che abbraccia gran parte dell'Africa settentrionale e parte del medio oriente, l'America Latina. E' proprio in quest'ultima area che si impone all'attenzione del mondo la musica cubana riscoperta dal lavoro di riproposizione di Ry Cooder con il circolo degli anziani di Buena Vista Social Club. Latita l'ispirazione in Peter Gabriel e Paul Simon.
Nella zona africana importanti i lavori di Toumani Diabate e Ali Farka Toure, gli intrecci con il jazz ad opera dell'etiopico Mulate Astatke, mentre innovativo si rivela il lavoro del turco Erdem Helvacioglu che mischia il jazz con l'ambient e l'elettronica; lo stesso jazz di Rudresh Mahantrappa presenta caratterizzazioni forti del suo paese, l'India. Il padre fondatore della wordl music, John Hassell se le cava solo con un buon disco nel 2009 e partecipa al disco etnico Siwan di Jon Balke (già menzionato nella parte dedicata al jazz); molti lavori dei musicisti della Tzadik presentano accenti world, tra cui emerge Ned Rothenberg.
Tra gli europei significativi i lavori di Richard Galliano, Paolo Fresu, Joachim Kuhn. Tra gli arabici i più interessanti sono Rabih Abou-Khalil (libanese) e Anouar Brahem (tunisino); nel 2009 un gruppo portoghese, i Gala Drop, pubblica un particolare lavoro che viene definito da molti critici come nuova frontiera della wordl music poichè rappresenterebbe un collage che va oltri gli stereotopi della wordl; se questa è la nuova frontiera, spiace però ammettere l'assenza di vere emozioni.

Discografia selezionata:
-Omara Portuondo, Buena vista social club presents Omara Portuondo, 2000
-Ibrahim Ferrer, Buenos hermanos, 2003
Erdem Helvaciouglu, Altered Realities", New Albion, 2006
Ali Farka Toure, Savane, 2006
Ned Rothenberg, Inner Diaspora, Tzadik 2007
Toumani Diabate, The mande variations, 2008
Rudresh Mahantrappa, Kinsmen, 2008
Jon Balke, Siwan 2009

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